22 gennaio 2009

Ancona, scoperta vasta discarica abusiva rifiuti speciali

Roma, 22 gen. (Apcom) - I finanzieri dei comandi provinciali di Ancona e Pesaro hanno individuato una vasta area in cui erano stoccati in grande quantità rifiuti di amianto, scarti di alluminio e di prodotti edili. Il proprietario dell'area nonché amministratore di importanti aziende della zona di Fano è stato denunciato.


Eseguendo un provvedimento emesso dalla procura della Repubblica di Pesaro, le Fiamme Gialle di Senigallia e Fano, hanno sottoposto a sequestro un'intera area industriale di circa 9.000 metri quadrati, all'interno della quale sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di rifiuti speciali costituiti da diversi metri cubi di amianto, da scarti di alluminio e da materiale edile inerte per circa 650 metri cubi nonché titoli di credito; nel corso delle perquisizioni è stata anche acquisita documentazione contabile ed extra contabile utile per le indagini. l proprietario del sito nonché amministratore di importanti aziende della zona è stato denunciato.

Le indagini sono tuttora in corso per verificare eventuali altre ipotesi delittuose ed il coinvolgimento di ulteriori soggetti e società. 

da Virgilio Notizie / APCOM del 22/01/2009

13 gennaio 2009

Discariche abusive a Bettolelle di Senigallia

A seguito di un sopralluogo effettuato dall'Associazione Confluenze nell'alveo del fiume Misa in località Bettolelle, sono emerse situazioni che richiedono la più alta attenzione e l'avvio di un dibattito sulle più opportune misure di contrasto al fenomeno dell'abbandono dei rifiuti.
[...]
Nello specifico del rilevamento fatto da Confluenze a Bettolelle però, si evidenzia una tipologia di rifiuto che apre scenari inquietanti che richiedono la massima attenzione: Amianto, batterie, pneumatici, rifiuti di lavorazioni industriali, si trovano insieme ai più consueti rifiuti domestici, e stanno a dimostrare che si è negli anni consolidata una prassi che tende a considerare questi luoghi come il fine ultimo di tutto ciò che non ci serve, ma non solo, anche di tutti quei rifiuti che richiederebbero processi di smaltimento differenziato, e, a volte, oneroso. La cosa è ancora più preoccupante in quanto questo fenomeno coinvolge attività economiche, la cui filiera del rifiuto dovrebbe essere predeterminata e di difficile elusione.
[...]

da Il mercatino di Senigallia de 13/01/2009

05 gennaio 2009

Rischio magnetico cabina Enel scuola "Arcobaleno" confermato dall'Arpam

Come segnalato dall’associazione per la lotta all’amianto il 21 ottobre scorso al difensore civico del Comune di Senigallia, avv. Sabina Sartini, il rischio di induzione magnetica causato dalla cabina dell’Enel nel cortile della scuola materna “Arcobaleno” di via delle Rose si è rivelato concreto.
Un rischio determinato da valori sballati, con limiti oltre il livello di guardia, confermato da un’apposita relazione tecnica trasmessa dall’Arpam di Ancona all’Amministrazione comunale.
Un rischio che ha determinato la recinzione della cabina nel cortile della scuola che – non dimentichiamolo – domani (7 gennaio) riaprirà le aule per ospitare 130 bambini.
Un rischio che l’ALA, associazione lotta all’amianto aveva segnalato con preoccupazione da settimane chiamando in causa il sindaco Luana Angeloni, l’assessore all’ambiente Simone Ceresoni, il dirigente dei lavori pubblici e ambiente Gianni Roccato, il responsabile dell’ufficio ambiente Luigi Severi.
Un rischio che l’Arpam di Ancona, servizio radiazioni rumore – forzatamente chiamata in causa dopo la richiesta scritta dell’ALA al Comune – ha constatato e confermato.
Un rischio che, già da tempo (il 10 novembre scorso) un importante dirigente dell’Arpam aveva confermato verbalmente al sottoscritto definendo la “cosa grave e seria”.
Un rischio che – come si dice “date a Cesare quello che è di Cesare” – l’Associazione lotta all’amianto aveva portato, come sua abitudine, all’attenzione della città. Senza peraltro – come invece previsto dalla normativa – ricevere copia della relazione dell’Arpam dall’ufficio competente (attesa dall’11 novembre 2008 dal Comune di Senigallia – 5° servizio lavori e servizi pubblici di ambiente, gestione ambiente e territorio – dirigente ing. Gianni Roccato).
Un rischio, insomma, quello della cabina dell’Enel nel cortile della scuola materna “Arcobaleno”, che rappresenta solamente una delle tante situazioni di pericolo per i cittadini segnalate dall’ALA.
Rischi che, come purtroppo abitualmente accade, non vengono tenuti nella giusta considerazione: si trascurano e si lascia passare tanto tempo con le conseguenze che ne derivano o potrebbero derivarne.
Il riferimento – sempre per quanto riguarda la scuola “Arcobaleno” – è scontato: il rischio amianto per le tettoie che da più di tre anni attendono l’intervento di bonifica. Un placet che è arrivato da parte dei proprietari ma che nel frattempo non è stato ancora eseguito.
E intanto il tempo passa…. ed i rischi aumentano…
Riferendosi a quello che nel piccolo (… ma piccolo fino ad un certo punto) sta accadendo per la cabina dell’Enel della scuola “Arcobaleno”, vengono in mente le tante segnalazioni per i rischi amianto nell’ambito dei lavori di bonifica degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi.
Non solo segnalazioni ma suggerimenti forniti secondo le norme di legge che regolano le bonifiche di amianto.
Suggerimenti trasmessi a chi di dovere con un unico obiettivo: la salvaguardia della salute dei cittadini.
Suggerimenti, proposte, segnalazioni, idee che però – la maggior parte delle volte – sono rimasti inattesi, probabilmente a causa dello scarso valore dell’associazione che mi onoro di presiedere.
Peccato, perché il sottoscritto non ha nessuna intenzione di procurare allarmismo, bensì di riuscire tranquillizzare i senigalliesi. Sempre che, chi di dovere, intervenga a riguardo.
L’augurio, a questo punto, è che per la cabina dell’Enel della scuola materna “Arcobaleno” tutto prosegua nella giusta direzione. Con la speranza che qualcuno si preoccupi perlomeno di comunicare al sottoscritto (attraverso apposite relazioni e/o comunicazioni come previsto dalla normativa di legge) su come procedono le cose.
E se ciò non dovesse avvenire, pazienza: significherà che, come spesso sono stato costretto a fare, mi interesserò da solo e scoprirò da solo cosa è stato fatto.
Attenzione però, perché in quel caso, l’ALA potrebbe anche rischiare di scoprire cosa eventualmente non è stato fatto…

IN FEDE
(Carlo Montanari)

02 gennaio 2009

Ennasima morte di ex lavoratore della Sacelit di Senigallia

L’associazione per la lotta all’amianto si unisce al dolore della famiglia Rosciani per la morte di Maurizio Rosciani, ex operaio dello stabilimento Sacelit di Senigallia.
Anche Maurizio Rosciani rappresenta quasi certamente l’ennesima vittima dell’amianto, quell’amianto killer che nel corso degli anni ha ucciso decine e decine di operai e dipendenti degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi.
La lista continua ad allungarsi e questo fatto non fa altro che aumentare il dolore e la rabbia per quanto NON è stato fatto nel corso degli anni per evitare questa lunghissima serie di morti.
L’amianto è cancerogeno dal 1960 e, probabilmente, ancora oggi tanta gente, troppa gente, non ci riflette abbastanza e soprattutto fa finta di non crederlo. Ma il sottoscritto, a nome di un’associazione presieduta con orgoglio, continuerà nel suo piccolo a spiegare alla città – e non solo – che l’amianto va combattuto anche e soprattutto oggi. Una battaglia combattuta ad armi impari quella contro l’amianto, ma che dopo anni di lotte tanti senigalliesi iniziano a sostenere. Quei senigalliesi che hanno capito che lottare per la tutela della salute rappresenta il valore più importante, anche per il rispetto di chi è morto per mancanze altrui.
I funerali di Maurizio Rosciani sono stati officiati ieri (venerdì 2 gennaio) a Senigallia.

IN FEDE
(Carlo Montanari)

13 dicembre 2008

L'Ala esce dal forum sulla bonifica dall'amianto a Senigallia

L’associazione Lotta all’Amianto combatte da anni per la sicurezza della salute dei cittadini sulla presenza di amianto a Senigallia. Nel suo piccolo ha fatto di tutto per raggiungere questo risultato e, purtroppo, la maggior parte delle “battaglie” le ha dovute affrontare con notevoli dispiaceri, sia a livello personale che istituzionale.

Una breve premessa per dire che, ancora una volta l’ALA non ha ottenuto le necessarie e soprattutto richieste rassicurazioni sui lavori conclusivi della bonifica da amianto negli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi. Non le ha ottenute dal Forum o cosiddetto tale voluto dall’Amministrazione comunale per spiegare cosa sta accadendo affinchè tutto proceda regolarmente. Mi piange il cuore, ma dopo le ultime richieste avanzate nella riunione del Forum del 9 dicembre scorso, ho ottenuto le solite … parole.

Esattamente: parole, parole e tante altre parole ma nessun fatto concreto sulle operazioni di bonifica in corso. Nessuna rassicurazione che permetta ai senigalliesi di poter stare tranquilli al 100%. E per questo ho deciso di uscire dal Forum. L’ALA esce per protestare con la speranza che questo gesta serva a far riflettere chi di dovere. Il sottoscritto presidente dell’associazione esce dal Forum, anche se continuerà la sua battaglia in altre sedi. Se gli altri componenti dell’associazione vorranno continuare (a livello personale) a partecipare non mi opporrò.

Carlo Montanari - pres. A.L.A.

da Vivere Senigallia del 13/12/2008

27 novembre 2008

Bonifica tetto con lastre in cemento amianto in via Cavallieri di V.Venero vicino alla scuola Arcobaleno di via delle rose 3/bis

Come si vede trattasi di lastre in cemento amianto simili a quelle vicino alla scuola Arcobaleno con 120 bambini. Si vede con quanta cura vengono trattate? E' una vergogna che ancora non sono state bonificate.

ALA - Carlo Montanari

20 novembre 2008

Mare alla Sacelit

Hanno trovato l'acqua di mare , abbiamo una nuova spiaggia alla Sacelit di Senigallia.

Carlo Montanari

07 novembre 2008

La Sacelit nel bilancio 2009 del Comune di Senigallia

[...]
Sempre nel 2009 il Consiglio Comunale sarà chiamato ad approvare il piano di lottizzazione dell'area ex Sacelit Italcementi che, oltre alla realizzazione di un nuovo polo turistico, metterà in collegamento i due lungomari e il centro storico.

Sempre l'area dell'ex cementificio sarà oggetto della definitiva opera di bonifica del sottosuolo dall'amianto [...]

da Vivere Senigallia del 07/11/2008

27 ottobre 2008

Altreconomia n. 98 - ottobre 2008 - Speciale sull'amianto

L'inchiesta del mese, è dedicata al mondo dell'amianto ed è firmata da Mario Portanova (già firma di Diario): un viaggio dalle miniere dal Canada agli slum indiani, passando per l'Italia. In totale riserbo, infatti, il Paese del Nord America esporta ancora il minerale killer nei Paesi più poveri, come l'India, dove viene lavorato anche a mani nude. Invece l'Italia, che ha messo al bando l'amianto nel 1992, non affronta il problema della bonifica delle aree inquinate. Ci prepariamo così al picco delle morti, nel 2020.

da Altreconomia n.98 - Ottobre 2008

L'articolo è presente solo nella versione stampata e verrà pubblicato sulla rete in futuro.

24 ottobre 2008

AMIANTO: QUARTIERE 'BLINDATO' AD AVELLINO PER BONIFICA

Un intero quartiere di Avellino e alcune aree dei comuni limitrofi di Montefredane, Arcella e Atripalda saranno 'blindati' per i lavori di bonifica della ex Isochimica, l'azienda che per anni ha lavorato alla scoibentazione delle carrozze ferroviarie. [...]

da Repubblica del 24 ottobre 2008

17 ottobre 2008

Amianto: il progetto della mappatura regionale affidato alla Ausl di Viterbo

E’ stato avviato nella Regione Lazio il progetto per la mappatura della presenza di materiali contenenti amianto (MCA). La realizzazione del censimento è stata affidata al Centro regionale amianto – laboratorio Igiene industriale della Ausl di Viterbo, in collaborazione con i dipartimenti di Prevenzione delle Asl, dell’Arpa Lazio, del Registro Mesoteliomi (istituito presso la Asl Rm-E), dell’assessorato all’Ambiente e quello della Sanità.
[...]

da CivitaCastellana.com il 17/10/2008

15 ottobre 2008

La storia e l'architettura di Senigallia nel nuovo quartiere all'ex Sacelit

"La più grande trasformazione urbana che la città si ritroverà a realizzare" così il Sindaco di Senigallia Luana Angeloni definisce il piano attuativo dell’area ex Sacelit. Il progetto è stato presentato alla Giunta Municipale mercoledì 15 ottobre dall’architetto di fama internazionale Paolo Portoghesi incaricato dall’attuale proprietario dell’area Pietro Lanari.
[...]

in cui mi permetto di dubitare della seguente
Un’area la cui bonifica dall’amianto, secondo Lanari, necessita solo di 2/3 mesi per lo sgombero del materiale di sovrasuolo, uno sgombero che l’Assessore Simone Ceresoni, assicura "avverrà secondo la normativa vigente".
[...]

da 60019.it del 15/10/2008

13 ottobre 2008

Conto Anch'io: pannelli fotovoltaici al posto di eternit sui tetti dei capannoni

Sassuolo - Ogni anno l’amianto uccide tantissime persone in tutta Italia. A causa di gravi malattie ai polmoni, dal mesotelioma, un tumore maligno della pleura, all’asbestosi al carcinoma polmonare. I rischi che derivano dalla presenza dell’eternit , spesso, sono ampiamente sottovalutati, se non ignorati. In effetti, il materiale è innocuo fin quando viene mantenuto in perfette condizioni. Ma, non appena comincia a usurarsi o sfaldarsi, libera delle fibre cancerogene, che possono essere facilmente inalate attraverso la respirazione.
[...]

da Sassuolo 2000 del 13/10/2008

Sacchi di amianto in strada

Una corsetta, a volte, non fa bene. Monza, San Fruttuoso, si imbocca una via che passa tra due campi (via Tanaro) e si scopre un piccolo cimitero di rifiuti. Sono mesi che è lì. Lì non c’è un lampione e la notte c’è traffico. Vengono abbandonati scarti di edilizia: fra questi anche Eternit. Facile equazione: Eternit uguale amianto. Poi una domenica i rifiuti diventano due sacchi e un pacco.
[...]

da Metro del 13/10/2008

NUOVA LEGGE SUI RISCHI DA AMIANTO

"E' il frutto di un percorso lungo, condiviso con tutti le persone e i soggetti interessati, che assume degli impegni importanti, anche per portare a conoscenza, pure di fuori dai confini piemontesi, delle opportunità e delle misure da prendere": l'assessore regionale all'Ambiente, Nicola de Ruggiero, commenta così l'approvazione della legge "Disposizioni per la prevenzione dei rischi ambientali e sanitari derivanti dalla presenza di amianto negli edifici pubblici e privati, nelle strutture e infrastrutture, nell'ambiente", votata all'unanimità il 7 ottobre dal Consiglio regionale.
[...]

da Lavori Pubblici il 13/10/2008

Amianto, 352 tumori nel Lazio

È stato avviato nella Regione Lazio il Progetto per la mappatura della presenza di materiali contenenti amianto (Mca) in tutto il territorio regionale con l'invio di 30 mila lettere ad altrettanti soggetti pubblici o privati potenzialmente interessati.
[...]

da Il Tempo del 13/10/2008

09 ottobre 2008

A.L.A: per lo smaltimento dell'amianto prendiamo esempio dal Piemonte

In questi giorni, la Giunta regionale del Piemonte ha approvato il programma 2008 di finanziamento degli interventi di bonifica e lo smaltimento dell’amianto.

Un provvedimento fondamentale per il quale la nostra Regione dovrebbe prendere esempio per rendersi veramente conto cosa bisogna fare per eliminare veramente la presenza di amianto. Il sottoscritto si batte da sempre per i danni provocati dall’amianto a Senigallia e per quelli che potrebbe creare in futuro. Ritengo quindi sia molto importante rendere noto cosa accadrà da ora in poi in Piemonte grazie a questo programma. E soprattutto – ribadisco – riflettere e prendere esempio. Lo stanziamento globale ammonta a oltre 10,2 milioni di euro e prevede interventi in quasi tutte le province piemontesi. La tipologia delle attività va dalla messa in sicurezza di alcuni siti, a veri e propri progetti di ripristino ambientale. Vengono utilizzate risorse proprie della Regione Piemonte, a differenza delle bonifiche di carattere nazionale (Acna, Pieve Vergonte, Basse di Stura, Casale Monferrato, ecc.) che vengono finanziate con fondi statali. Sotto il profilo economico si tratta un impegno considerevole, dalla Giunta regionale ritenuto imprescindibile e vincolante nonostante le difficoltà attuali della finanza pubblica. Il testo approvato tende ad affrontare sotto tutti i punti di vista la gestione delle situazioni in cui occorre eliminare e smaltire i manufatti contenenti amianto.

La legge incentiva la ricerca sulle patologie correlate all’amianto, in primis il mesotelioma, e sostiene anche la ricerca applicata per trovare soluzioni più sicure ed economiche per lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto, provenienti dalla demolizione di manufatti. Il Piemonte vanta una lunga esperienza in tema di bonifica da amianto dato che già negli anni ’90 era stato attivato un piano operativo di bonifica nel Casalese, per il risamanento dell’area dell’ex stabilimento Eternit, per la rimozione dei tetti con copertura di amianto negli edifici pubblici e per l’eliminazione del "polverino" usato in modo improprio per pavimentare cortili di edifici pubblici e privati e per l’isolamento termico dei sottotetti. Bisogna inoltre ricordare che anche Balangero, una grande miniera a cielo aperto di minerali contenenti amianto, è in corso di recupero ambientale. Ora si tratta di rendere amianto-free tutta la Regione: un obiettivo ambizioso ma necessario.

La nuova legge prevede un piano per individuare, tramite censimenti, le aree dove è prioritario l’intervento, proporzionato ai rischi connessi. Peraltro, in questa azione occorrerà aiutare i privati nell’eliminazione delle coperture di amianto e sostenere la rimozione di questo materiale pericoloso anche da edifici di servizio pubblico e dove sono presenti comunità, innanzitutto da scuole e case di riposo per anziani. La legge mette in evidenza l’impegno del Piemonte su questo tema, anche se è necessario un sostegno adeguato a livello finanziario. Come nelle Marche, ed in particolare a Senigallia, la storia dell’amianto in Piemonte è costellata di numerosi lutti e di vittime inermi che hanno pagato con la vita la presenza di un’attività che, con l’evoluzione delle conoscenze, si è rivelata pericolosa per la salute.

Ora non è sufficiente vietare la lavorazione dell’amianto e auspicare che la magistratura individui le responsabilità individuali per sanzionare coloro che, per negligenza o per interessi, si sono resi responsabili del perdurare dei rischi, pur essendo a conoscenza degli effetti nocivi dell’amianto sulla salute. Tutto ciò che si sta facendo è un atto dovuto nel ricordo delle vittime e per rispondere alle attese dei comitati dei familiari delle vittime.

03 ottobre 2008

La Telenovela delle tettoie in cemento amianto vicino alla scuola Arcobaleno

Incredibile ma vero: le tettoie in cemento amianto, da anni al confine della scuola dell’infanzia “Arcobaleno” di Senigallia, continuano a non essere rimosse.
Da tempo definisco la vicenda una “telenovela” che, a questo punto, rischia seriamente di essere presa in considerazione da qualche regista televisivo per realizzarne una trasmissione a puntate. Chissà magari addirittura una “soap opera”.

Sono infatti sempre di più le persone che mi chiedono aggiornamenti sulla questione e, considerato che c’è anche chi mi ha chiesto di fornire una “trama” approfitto di queste colonne per riepilogare la “telenovela”, per ora composta da 12 puntate, che proprio questi giorni, festeggia tre anni di racconti.
Una “telenovela” che prendendo spunto da un noto brano musicale e film degli anni ’80 intitolerò “Never ending story”.
Con l’augurio che le persone coinvolte che, abitualmente amano definirsi e soprattutto farsi trattare come persone serie, si interroghino sul perché di simili incredibili ritardi nella risoluzione di un problema che necessiterebbe di pochi giorni di lavoro e di pochi soldi di investimento.

1) In data 6 ottobre 2005 il sottoscritto presidente dell’ALA Associazione lotta all’amianto di Senigallia Onlus, scriveva al prof. Mario Cavallari, preside della Scuola “Marchetti” per segnalare la presenza di capanne ricoperte con lastre in cemento-amianto ai confini della scuola “Arcobaleno” di via delle Rose.

2) In data 8 ottobre 2005 riceveevo per conoscenza una lettera del prof. Mario Cavallari che segnalava tale inconveniente al dott. Giovanni Fiorenzuolo dell’ASUR n.4 di Senigallia, responsabile della questione.

3) In data 25 ottobre 2005 ricevevo per conoscenza, lettera inviata dal dott. Fiorenzuolo al prof. Mario Cavallari in cui si sottolineava che le coperture di cui trattasi, ad un esame visivo e tattile, risultano in buone condizioni di manutenzione ad allo stato attuale non costituivano pericolo per la salute pubblica.
4) In data 27 ottobre 2005 producevo un seconda segnalazione ed a quel punto il Comune di Senigallia chiedeva un sopralluogo al dipartimento provinciale Arpam di Pesaro. In realtà, di questo sopralluogo non ebbi più notizie precise per mesi. Tornai a scrivere al sindaco per chiedere spiegazioni di queste lungaggini ma, purtroppo il tempo passava inesorabilmente.
Ma non mi arresi.

5) Decisi di procedere con una raccolta di firme (petizione di n°68 firme consegnate al sindaco di Senigallia in data 7 febbraio 2006.per mantenere alta l’attenzione sulla problematica. Inoltre continuavo a chiedere al sindaco il perchè dall’Arpam di Pesaro nessuno arrivava ad effettuare i sopralluoghi richiesti.

6) A questo punto il primo cittadino (maggio 2006) mi scrisse dicendo che l’Arpam di Pesaro non avrebbe fatto sopralluoghi perché quello precedente dell’Asur zona territoriale n°4 di Senigallia effettuato ad ottobre 2005 poteva ritenersi “esaustivo dello stato di conservazione del materiale e del pericolo ad esso associato.

7) Allora decisi di scrivere nuovamente al sindaco ( agosto e settembre 2007) attraverso il sito web dell’Amministrazione comunale, ottenendo una nuova promessa: quella di riuscire a coinvolgere nuovamente l’autorità sanitaria per un sopralluogo.
Sopralluogo che avvenne e, come sopra descritto, evidenziò nell’apposita relazione, che si chiede di intervenire per la messa in sicurezza della struttura.

8) A questo punto è difficile attribuire un termine alla questione “rischio amianto”nei pressi della scuola materna Arcobaleno di via delle Rose. Da un lato sembra una “telenovela”, ovvero una storia con un determinato numero di puntate, da un altro appare una “soap opera”, ossia appuntamenti televisivi dove ogni tanto entrano in scena nuovi personaggi che si impegnano per tentare di risolvere problematiche, a volte non risolte dai protagonisti principali.

Ma non finisce qui.
9) Questo lungo preambolo per introdurre l’ultima puntata della story che si arricchisce dell’interrogazione del consigliere comunale, capogruppo e Presidente della quinta Commissione consiliare Pubblica Istruzione, Cultura, Promozione, Pari Opportunità, Roberto Mancini.
L’esponente di Rifondazione Comunista ha scritto un’interrogazione all’assessore all’ambiente Simone Ceresoni facendo riferimento alla scuola materna “Arcobaleno” di Senigallia, frequentata da 120 bambini, dove nelle vicinanze, sono collocati alcuni fabbricati adibiti ad autorimesse e/o depositi, i quali presentano coperture di cemento amianto in discutibile stato di conservazione.
Mancini rileva “ un’insanabile contraddizione circa la non sussistenza della necessità di un intervento immediato da una lato e, dall’altro, l’imposizione di bonifica e/o messa in sicurezza dei manufatti in parola nel breve tempo di un anno”.
Insomma, come più volte rimarcato dal sottoscritto, Mancini afferma che “un servizio deputato alla prevenzione dovrebbe intervenire prima del manifestarsi di rischi per la salute pubblica e non dopo”.

10) In data 29 novembre 2007 l’assessore Simone Ceresoni scrive al difensore civico, avv.Sabina Sartini segnalando come nonostante l’Asur abbia affermato che solo dopo la prossima valutazione dall’autunno 2008 si potrà emettere ordinanza di rimozione o messa in sicurezza, il sottoscritto si è attivato per incontare tutti i proprietari delle strutture coperte con materiali in cemento amianto. In tale occasione si è constatato che, in virtù di quanto precedentemente segnalato dalla relazione dell’Asur, vi è la più ampia disponibilità a mettere in sicurezza le coperture entro la data indicata dall’Asur, ovvero a rimuovere il materiale contenente amianto, pur al momento non essendo obbilgati.

11) In data 26 marzo 2008 nell’ingresso della scuola “Arcobaleno” a firma del dirigente scolastico Mario Cavallari veniva affisso un avviso che nell’ultimo paragrafo diceva: “I proprietari si impegnano entro l’estate ad effettuare l’incapsulamento delle tettoie, con materiali isolanti, con la prospettiva, in breve tempo della rimozione totale”

12) In data 3 ottobre 2008 non è ancora accaduto nulla e…la telenovela continua.

di
Carlo Montanari

30 gennaio 2008

Senigallia: Presto i lavori sulla ex scuola di Gabriella

Stanno per prendere il via i lavori di risistemazione della struttura precedentemente adibita a scuola nella frazione della Gabriella.

Con un impegno di spesa di 42.000 euro si procederà in dettaglio alla rimozione della copertura in amianto, al rifacimento di tutte le pavimentazioni interne, alla realizzazione di un nuovo impianto idraulico, alla sistemazione dei bagni e alla sistemazione di nuovi discendenti esterni.
“Si tratta di un intervento generale – spiega l’Assessore comunale alle Infrastrutture, Maurizio Mangialardi – per rendere pienamente funzionale un edificio che ha finora assolto in modo inadeguato alle sue funzioni sociali. Al termine delle operazioni, invece, la struttura potrà divenire formalmente un polo di grande interesse per la zona di Gabriella e Ciarnin, rappresentando un punto di aggregazione sia per anziani che per giovani.”
“Dopo gli interventi effettuati in passato per l’adeguamento a norma dei Centri Sociali di Marzocca e Borgo Molino, così come per il bocciodromo Le Querce – continua l’Assessore Mangialardi – è questa un’altra risposta importante offerta al nostro territorio. La ex scuola di Gabriella potrà così acquisire nuove e preziose funzionalità, tanto che le associazioni locali stanno già organizzandosi per assumerne in futuro la gestione, assieme alla relativa Circoscrizione.”
L’intervento è stato assegnato alla ditta Edra Ambiente e inizierà nel mese di febbraio per concludersi entro 90 giorni.

da 60019 del 30/01/2008

21 gennaio 2008

Il Sen. Casson conferma: l’amianto cancerogeno dal 1960

Nei giorni scorsi si è svolto presso l’auditorium San Rocco di Senigallia un interessante incontro alla presenza del senatore Felice Casson che, nell’occasione, ha presentato un proprio libro su quanto accaduto a Porto Marghera.

L’appuntamento non ha ottenuto grandi riscontri a livello comunicativo e questo fatto lascia purtroppo molto rammarico. In effetti il personaggio in questione avrebbe meritato molta più attenzione per la sua esperienza e per il proprio impegno nella lotta contro l’amianto e tutti quei materiali cancerogeni che da anni stanno provocando la morte di lavoratori.

Per questo motivo non posso non sottolineare una dichiarazione del senatore Casson che, senza troppi giri di parole, ha sostenuto la pericolosità e la cancerogeneità dell’amianto e del cloruro di vinile per le produzioni in pvc sin dal lontano anno 1960.

Quello che ha maggiormente colpito – e non solo il sottoscritto ma l’intero pubblico presente al san Rocco – è però il fatto che sin dal 1960 chi di dovere era perfettamente a conoscenza del rischio mortale dell’amianto. Ma sin dal 1960 una sorta di “patto di alleanza” tra organi istituzionali e titolari di aziende produttrici di prodotti cancerogeni, ha evitato che la questione venisse divulgata e portata a conoscenza dell’opinione pubblica.

Parole forti, dichiarazioni che devono far riflettere su un problema che da mezzo secolo continua a provocare morti. Le sentenze sulla cancerogeneità dell’amianto sono poi giunte a distanza di anni ma, tutto ciò, è avvenuto soltanto per mancanza di una comunicazione che certi potenti hanno fortemente voluto.

E allora a nome di un’associazione che lotta contro i rischi dell’amianto e che ha pianto la morte di decine e decine di colleghi, chiedo di considerare il problema amianto nella giusta maniera. Mai sottovalutare una questione che resta pericolosissima e che, se non affrontata nella giusta maniera, può anche oggi determinare conseguenze mortali.

Senigallia è stata e resta a tutt’oggi una delle città a più elevato rischio amianto di Italia. Soltanto questo dato meriterebbe una valutazione particolareggiata in qualsiasi minima circostanza si abbia a che fare con l’amianto. E per questo mi rivolgo per l’ennesima volta agli amministratori ed agli attuali organi istituzionali pregandoli di affrontare senza tralasciare il minimo dettaglio qualsiasi intervento abbia a che fare con l’amianto.

Le conseguenze dell’amianto si iniziano ad avvertire a distanza di anni: per questo oggi non si può sbagliare mai, neanche minimamente.

IN FEDE
(Carlo Montanari)

17 gennaio 2008

Verifica dell'amianto alla Sacelit: vigileranno Provincia e Asur

“Per verificare la presenza di amianto e procedere alla conseguente bonifica, l'intera area sarà suddivisa in un reticolo di 20 metri per 20 all'interno delle quali verranno effettuai i carotaggi a due diverse profondità, a 20 e a 80 centimetri, per arrivare poi fino a un metro e mezzo -ha spiegato ai commissari consiliare Ceresoni-. Ad analizzare i campioni di terreno prelevato saranno quindi l'Arpam e anche i tecnici incaricati da parte della proprietà, la società "Vecchia Darsena". Una restante parte dei campioni inoltre rimarrà a disposizione per ulteriori accertamenti se i risultati dell'Arpam e della proprietà non combaciassero”.

Il carotaggio sarà fondamentale per procedere all'eventuale bonifica dall'aminato dell'area Sacelit, tappa obbligata e delicata in vista dell'approvazione in Consiglio Comunale del piano di caratterizzazione previsto per fine gennaio. Se l'approvazione del piano spetta al Comune, la redazione dello stesso e l'esecuzione dei lavori toccherà invece alla Vecchia Darsena, la società che fa capo all'Edra Costruzioni, ancora formalmente proprietaria dell'area non essendo stata finora perfezionata la vendita all'imprenditore anconetano Pietro Lanari, annunciata nell'ottobre scorso per oltre 34 milioni di euro.

“Abbiamo scelto di coinvolgere anche la Provincia perchè i prelievi avvengano seguendo tutti gli standard di sicurezza così come la Asur 4 vigilerà sulla salute degli operai e anche dei residenti della zona -aggiunge Ceresoni- dopo il carotaggio procederemo con gli scavi in profondità per essere certi di non tralasciare la possibile presenza di amianto”.

Nelle operazioni di carotaggio particolarmente utili saranno anche i contributi degli ex operai dell'Italcementi che, grazie alla loro memoria storica, potrebbero indicare i siti più sospetti. Dopo la bonifica del sovrasuolo, effettuata nel 2006, si aggiunge un nuovo tassello verso il processo di riqualificazione dell'area ex Sacelit-Italcementi, destinata a diventare il nuovo polo turistico della Senigallia del futuro. 
 
da Vivere Senigallia del 17/01/2008

05 dicembre 2007

Anche un'interrogazione sul rischio amianto alla scuola Arcobaleno

Da un lato sembra una telenovela, ovvero una storia con un determinato numero di puntate, da un altro lato appare una soap opera, ovvero una storia infinita con protagoniste principali sempre le stesse persone. Ovvierei però per la seconda ipotesi dal momento che nelle soap opera, ogni tanto, entrano in scena nuovi personaggi che si impegnano per tentare di risolvere i problemi a volte non risolti dai protagonisti principali. Questo preambolo serve a introdurre l’ultima puntata della story che si arricchisce dell’interrogazione del consigliere comunale Capogruppo e Presidente della 5ª Commissione Consiliare Pubblica Istruzione, Cultura, Promozione, Pari Opportunità, Roberto Mancini.

L’esponente di Rifondazione Comunista ha scritto un’interrogazione all’assessore all’ambiente Simone Ceresoni facendo riferimento alla scuola materna Arcobaleno di Senigallia, frequentata da oltre 100 bambini “dove, nelle vicinanze, sono collocati alcuni fabbricati adibiti ad autorimesse e/o depositi, i quali presentano coperture in cemento amianto in discutibile stato di conservazione”. Richiamando l’impegno di Ceresoni a favore dell’intervento del competente Ufficio della Zona 4 dell’Asur Marche, Mancini rileva “un’insanabile contraddizione circa la non sussistenza della necessità di un intervento immediato da un lato e, dall’altro, l’imposizione di lavori di bonifica e/o messa in sicurezza dei manufatti in parola nel breve tempo di un anno”.

Insomma, come più volte rimarcato anche dal sottoscritto, Mancini afferma che “un servizio deputato alla prevenzione dovrebbe intervenire prima del manifestarsi di rischi per la salute pubblica e non dopo”. E, quindi - scrive ancora Mancini “prima dell’ulteriore deterioramento della coperture di cemento amianto, non trascurando poi che qualsiasi intervento fosse deciso, questo richiederebbe comunque un certo tempo per la sua realizzazione. Fatto che consentirebbe di utilizzare proficuamente - e non in una sterile quanto insensata attesa - una parte di quel breve tempo di un anno”. Sulla base di tali constatazioni Mancini chiede inoltre a Ceresoni “di fornire copia della documentazione in suo possesso prodotta dal Dipartimento Prevenzione del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, Zona 4 di Senigallia, riguardante la presente questione e di valutare l’opportunità di opporsi alla posizione assunta dal Servizio sopra richiamato anche appellandosi ad istanze superiori della Sanità regionale”. Il tutto - insiste Mancini - “vista la rilevanza dell’argomento in questione e contraddittorietà di quella medesima posizione, non escludendo di sollecitare il pronunciamento del sindaco di Senigallia, massima autorità anche sanitaria nel territorio di competenza”.

L’interrogazione non necessità di ulteriori commenti anche e soprattutto perché per rimuovere una struttura ritenuta pericolosa, un anno non sembra proprio un breve tempo e, inoltre, se una struttura deve essere messa in sicurezza non credo sia pericolosa tra un anno e non oggi ! Queste ribadite per l’ennesima volta sono le considerazioni dell’ALA che, per ottenere un supporto istituzionale maggiore si è rivolta anche al difensore civico del Comune di Senigallia, avv. Sabina Sartini che, a sua volta, ha subito scritto all’assessore Simone Ceresoni affermando – su richiesta della stessa ALA – che “non si ritiene assolutamente coerente sostenere che ad oggi tali coperture non sono pericolose”. Questi gli aggiornamenti sull’ultima puntata della soap opera. Per il proseguo della vicenda l’ALA si impegna a trasmettere opportuni resoconti.

A.L.A.

da Vivere Senigallia del 05/12/2007

23 novembre 2007

Amianto alla scuola materna Arcobaleno ma nessuno interviene

Sono costretto a tornare sulla questione “rischio amianto” nei pressi della scuola materna “Arcobaleno” di via delle Rose.
Purtroppo, in effetti, nonostante il servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asur n. 4 di Senigallia abbia svolto un apposito intervento sul posto e relazionato a riguardo chiedendo di DI INTERVENIRE PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA STRUTTURA, non sembra che la questione sia in via di risoluzione.

Dopo due anni dalle prime segnalazioni dell’associazione A.L.A. il Comune di Senigallia ha ricevuto dall’autorità sanitaria competente la richiesta di contattare i proprietari della struttura per verificare cosa fare a riguardo. Fatto avvenuto puntualmente ma, purtroppo, quasi inutilmente.
Non per volontà del Comune o dei proprietari della struttura – che ricordo si trova nelle immediate vicinanze di una scuola per l’infanzia frequentata quotidianamente da più di 100 bambini – ma perché l’Asur ha motivato che la messa in sicurezza della struttura dovrà avvenire “NEL BREVE TEMPO DI UN ANNO”.
Per rimuovere una struttura ritenuta pericolosa, un anno non sembra proprio un breve tempo e, inoltre, se una struttura deve essere messa in sicurezza non credo sia pericolosa tra un anno e non oggi !
Queste sono le considerazioni dell’ALA che, per ottenere un supporto istituzionale maggiore ha deciso di rivolgersi al difensore civico del Comune di Senigallia, avv. Sabina Sartini che, a sua volta, ha subito scritto all’assessore alla mobilità, Simone Ceresoni affermando – su richiesta della stessa ALA – che “non si ritiene assolutamente coerente sostenere che ad oggi tali coperture non sono pericolose”.
Dal canto suo l’assessore Ceresoni ha risposto al difensore civico sottolineando che le coperture degli edifici – come scritto dall’Asur – non sono pericolose, lasciando quindi intendere che il tempo di un anno è da considerarsi giusto per provvedere alla rimozione ed incapsulamento.
A questo punto una associazione che lotta contro l’amianto che – ricordate bene – a Senigallia ha ucciso più di duecento dipendenti delle ex fabbriche Sacelit ed Italcementi – cosa dovrebbe fare ?
Aspettare un anno ? Sperare che tali coperture non siano affatto pericolose ? Augurarsi che qualcuno intervenga prima ? O addirittura come fanno certe persone augurarsi che accada qualcosa di grave per poi dire …. Avevo ragione io ?
Niente di tutto ciò. L’ALA vuole solo e soltanto salvaguardare la salute della gente e, per questo motivo, si riserva fin da ora di incaricare un tecnico per effettuare una perizia al fine di verificare la pericolosità o meno delle suddette strutture in amianto.
A quel punto vedremo quali saranno le seguenti considerazioni del caso.

Carlo Montanari - Presidente Associazione Lotta all'Amianto

da Il mercatino di Senigallia del 23/11/2007

12 ottobre 2007

L'ALA incontra la 5° commissione consigliare regionale

Nei giorni scorsi si è svolto l’incontro della 5° Commissione Consiliare Permanente tramite il Dott. Marco Luchetti ed altri consiglieri con le Associazioni di Volontariato e di tutta la Zona Territoriale n°4 dell’ASUR di Senigallia.
In tale occasione la nostra Associazione ALA (Associazione lotta all’amianto)- Unica nelle Marche – regolarmente invitata è stata ascoltata in nome del Presidente Carlo Montanari.

Sono state esposte questioni riguardanti le visite annuali che dovrebbero essere effettuate e tutti coloro che sono stati a contatto con l’amianto (Così come stabilito dalle vigenti norme sull’amianto).

A Senigallia solo dietro nostro interessamento e spalleggiati dalle organizzazioni Sindacali siamo riusciti ad ottenere un controllo cessato dal 1983, nell’anno 2004.
Guarda caso tramite l’asur n°4 di Senigallia con la collaborazione dei dottori Pettinari e Perticaroli, al riscontro di una patologia professionale non già riconosciuta dall’INAIL è stata effettuata denuncia di malattia professionale per un totale di n°31 soggetti.

E’ stata richiamata all’attenzione la Legge 267/91 art.29 comma 4 che stabilisce di sottoporre ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa.
Inoltre si è parlato di inquinamento ambientale e le relative bonifiche da apportare.
Come Associazione ci aspettiamo che dall’ascolto la Regione passi ai fatti concreti destinando promesse e risorse per completare l’opera iniziata anni fa ed interrotta per mancanza di fondi.
 
Carlo Montanari - Presidente Ala

da Vivere Senigallia del 12/10/2007

28 settembre 2007

Riscontrato il rischio amianto alla Scuola Materna "Arcobaleno"



CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

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OGGETTO: FINALMENTE RISCONTRATO IL RISCHIO AMIANTO ALLA SCUOLA MATERNA "ARCOBALENO"



A distanza di due anni esatti dalle prime segnalazioni dell’associazione A.L.A. apprendo da fonti interne che il rischio amianto alla scuola materna “Arcobaleno” di via delle Rose è stato finalmente preso nella giusta considerazione.

Dopo mie ripetute sollecitazioni, il Comune di Senigallia ha infatti richiesto all’autorità sanitaria competente un sopralluogo per una verifica dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto della scuola materna “Arcobaleno”. A riguardo il servizio di igiene e sanità pubblica ha svolto un apposito intervento sul posto ed ha relazionato a riguardo.

Una relazione nella quale si CHIEDE DI INTERVENIRE PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA STRUTTURA.

Evidentemente qualche rischio allora esiste !

A questo punto l’Amministrazione comunale dovrà contattare i proprietari della struttura per verificare cosa fare a riguardo.

L’augurio è che tutto proceda speditamente (garantisco che l’A.L.A. si muoverà a riguardo) e che la salute pubblica venga rispettata.

Si tratta di una “piccola battaglia” vinta che, però, come sopra spiegato, ha comportato lungaggini e, soprattutto, molti dispiaceri.

La prima segnalazione risale infatti al 6 ottobre 2005 ma la risposta che ottenni dal dipartimento di prevenzione servizio igiene e sanità pubblica indicava che ”le coperture segnalate risultano in buone condizioni di manutenzione e non costituiscono pericolo per la salute pubblica”.

Tra l’altro nella missiva di allora faceva sorridere una dichiarazione dell’autorità sanitaria nella quale si evidenziava che “le coperture PARREBBERO essere realizzate in cemento amianto (eternit)”. La parola parrebbero non ha bisogno di spiegazioni e/o commenti !

La mia seconda segnalazione, che risale al 27 ottobre 2005 ed a quel punto il Comune di Senigallia ha chiesto un sopralluogo al dipartimento provinciale Arpam di Pesaro. Ma di questo sopralluogo non ebbi più notizie precise per mesi… Tornai a scrivere al sindaco per chiedere spiegazioni di queste lungaggini ma, purtroppo il tempo passava inesorabilmente.

Ma non mi sono arreso e ho deciso di procedere con una raccolta di firme (petizione di n. 68 firme consegnata al sindaco di Senigallia in data 7 febbraio 2006) per mantenere alta l’attenzione sulla problematica. Inoltre continuavo a chiedere al sindaco il perché dall’Arpam di Pesaro nessuno arrivava a fare i sopralluoghi richiesti.

A questo punto il primo cittadino (maggio 2006) mi scrisse dicendo che l’Arpam di Pesaro non avrebbe effettuato sopralluoghi perché quello precedente dell’Asur zona territoriale 4 di Senigallia effettuato ad ottobre 2005 poteva ritenersi “esaustivo dello stato di conservazione del materiale e del pericolo ad esso associato”.

In tutti questi mesi – nel corso dei quali ho dovuto anche subìre il terzo intervento chirurgico per asportazione di tumore - la situazione alla scuola materna rimaneva la stessa e, molte persone mi chiedevano a che punto fosse la questione.

Allora decisi di scrivere nuovamente al sindaco (agosto e settembre 2007) attraverso il servizio web dell’Amministrazione comunale, ottenendo una nuova promessa: quella di riuscire a coinvolgere nuovamente l’autorità sanitaria per un sopralluogo.

Sopralluogo che è avvenuto e che, come sopra descritto ha evidenziato nell’apposita relazione che si CHIEDE DI INTERVENIRE PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA STRUTTURA.

A questo punto c’è poco da aggiungere, se non per un fatto: la costanza nel lottare per ottenere risultati per la salute pubblica dei cittadini, alla fine VINCE SEMPRE !!!!!!
IN FEDE
Carlo Montanari


Senigallia 28 settembre 2007

07 luglio 2007

Una vita contro l'amianto: «Malata anch'io»

Su gentile segnalazione pubblico l'incipit di quest'articolo apparso sul Corriere della Sera:

A Casale Monferrato ci sono stati più di mille morti. Luisa Minazzi: «Non mi rassegno, lo Stato paghi le ricerche su questo tumore»

CASALE MONFERRATO (Alessandria) — E quando succede, non sei mai pronto. Non puoi credere che sia davvero toccata a te. Una mattina di fine febbraio del 2006, la preside Luisa Minazzi si svegliò con un fastidioso mal di schiena, un dolore insistente appena sotto la scapola sinistra. Le tornò in mente l'operazione di scoliosi che aveva subito da piccola, si aggrappò a quello, che doveva fare. «È chiaro, avevo un pensiero che cercavo di ricacciare indietro. Mi sembrava una beffa cosmica. Pensavo che gli anni di lotta al "male grigio" producessero degli anticorpi. Che stupida».

... (continua)

27 giugno 2007

E' morto anche l'Ing. Durazzi, ultimo direttore dell'ex stabilimento Sacelit

CARLO MONTANARI
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OGGETTO: E’ MORTO ANCHE L’ING. DURAZZI, ULTIMO DIRETTORE DELL’EX STABILIMENTO SACELIT



L’associazione per la lotta all’amianto si unisce al dolore della famiglia Durazzi per la morte dell’ing. Sergio Durazzi, ultimo direttore dell’ex stabilimento Sacelit di Senigallia, avvenuta mercoledì 27 giugno alle ore 8.
Anche Sergio Durazzi, 72 anni, rappresenta quasi certamente l’ennesima vittima dell’amianto, quell’amianto killer che nel corso degli anni ha ucciso decine e decine di operai e dipendenti degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi.
La morte dell’ing. Sergio Durazzi lascia un grande vuoto per una figura carismatica che dopo una fase di tirocinio a Senigallia, ha ricoperto nella sua carriera incarichi di prestigio presso gli stabilimenti di San Filippo del Mela (in provincia di Messina) di Volla (in provincia di Napoli) ed ancora a Senigallia.
Proprio alla Sacelit di Senigallia, Sergio Durazzi ha lavorato come direttore dello stabilimento sino al 1983, anno in cui venne cessata la produzione dell’amianto a Senigallia. Dopo la chiusura di Senigallia, l’ing. Durazzi chiuse la propria carriera professionale prima della pensione presso la sede centrale di Bergamo.
L’ing. Durazzi è stato un uomo che evitava i privilegi (preferiva non usare l’auto aziendale che gli mettevano a disposizione) ed era molto legato alla famiglia. Ha sempre assistito l’anziana madre, ancora oggi vivente a 95 anni, fino a quando la malattia non lo ha colpito. E’ stato un ottimo atleta ottenendo fin da giovani risultati importanti a livello calcistico.
I funerali verranno officiati giovedì 28 giugno alle ore 15.30 presso la chiesa di Santa Maria della Neve di Senigallia.

IN FEDE
Carlo Montanari


Senigallia, 27 giugno 2007

05 giugno 2007

Ex-Sacelit, il piano di risanamento complessivo del sottosuolo a che punto è?

STEFANO FRANCESCHINI
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OGGETTO: EX SACELIT, IL PIANO DI RISANAMENTO COMPLESSIVO DEL SOTTOSUOLO A CHE PUNTO E’?


E’ passato più di un anno dalla conclusione dei lavori di bonifica presso gli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi e da molto tempo nessuno ha più parlato della questione ?

Significa che è tutto a posto ? Oppure significa che si sta ragionando sul da farsi ? Di certo si sa – da molti mesi – che è necessario effettuare un piano di caratterizzazione per la bonifica del sottosuolo e quindi verificare, attraverso carotaggi, se sia o meno presente amianto proprio nel sottosuolo.

Sarebbe insomma opportuno sapere con chiarezza a che punto è il piano di risanamento complessivo del sottosuolo.

E per conoscere la situazione e gli eventuali relativi lavori che si dovranno andare a fare, invito chi di dovere a farsi sentire per fornire una risposta precisa.

Una risposta che si attende da molti mesi e che non vorrei giunga ancora una volta con le solite lungaggini.

L’augurio è che si possa provvedere ad effettuare le procedure per il piano di caratterizzazione prima dell’estate e che, nel frattempo, la risposta sulle tempistiche sia veramente sollecita.

Stefano Franceschini

Senigallia, 5 giugno 2006

15 maggio 2007

Incidente raffineria API di Falconara Marittima

Volentieri pubblichiamo questa segnalazione:

Si è verificato uno dei più gravi incidenti petroliferi/ambientali degli ultimi decenni nell'Adriatico, a Falconara M.ma (AN) a causa di una rottura di una tubatura di carico delle navi della raffineria API.
Tonnellate di olio combustibile ad alto tenore di zolfo (lo stesso del naufragio dell'Erika) si sono riversate in mare e sulle spiagge tra Falconara e Senigallia (25 Km circa) che sono chiuse al pubblico e con pesca vietata per mitili e vongole (per ora).
Guardate il nostro sito www.comitati-cittadini.net e se potete rilanciate la notizia a livello nazionale poichè la stampa e la tv locale (anche la RAI Regione) stanno facendo quadrato per ridurre il disastro ad un livello "locale".
Se potete diffondere ai Vostri indirizzari quanto trovate sul nostro sito ci aiutate a rompere il muro omertoso.

Grazie
Cordialmente
Loris Calcina (presidente del comitato quartiere Villanova di Falconara M.ma)

09 maggio 2007

La situazione dopo la bonifica in attesa del piano di caratterizzazione

CARLO MONTANARI
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OGGETTO: LA SITUAZIONE DOPO LA BONIFICA IN ATTESA DEL PIANO DI CARATTERIZZAZIONE


Dopo un anno dalla conclusione dei lavori della bonifica degli edifici in superficie della Sacelit ed Italcementi di Senigallia, ho realizzato alcune fotografie per evidenziare l’attuale stato della zona rimasta “in preda” agli agenti atmosferici.
Una zona dove dovrebbe partire a breve il piano di caratterizzazione concordato tra organismi della Regione Marche, della Provincia di Ancona, dell’Arpam, dell’Asur, del Comune di Senigallia, dei sindacati, delle organizzazioni che si interessano del problema e della proprietà.
Tale piano consiste nello sterrare e carotare il terreno in più punti con delle barriere cercando di selezionare al massimo la superficie sottostante. Il tutto alla ricerca di eventuali tracce di amianto. Verrà trovato amianto? Ed eventualmente come ci si comporterà a riguardo? Domande alle quali è sicuramente molto difficile ottenere una risposta.
Intanto invito a guardare con attenzione le fotografie allegate e, soprattutto, a riflettere...

IN FEDE

Senigallia, 9 maggio 2007

















26 aprile 2007

Sollecito Petizione N. 225

CARLO MONTANARI
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Spett.le
SENATO DELLA REPUBBLICA
SERVIZIO DELL’ASSEMBLEA
11° COMMISSIONE PEMANENTE
(LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE)
PALAZZO MADAMA
ROMA



OGGETTO: SOLLECITO PETIZIONE N. 225


Dopo un anno dalla conclusione dei lavori della bonifica degli edifici in superficie della Sacelit ed Italcementi, ho realizzato alcune fotografie per evidenziare l’attuale stato della zona rimasta “in preda” agli agenti atmosferici.
Una zona dove dovrebbe partire a breve il piano di caratterizzazione concordato tra organismi della Regione Marche, della Provincia di Ancona, dell’Arpam, dell’Asur, del Comune di Senigallia, dei sindacati, delle organizzazioni che si interessano del problema e della proprietà.
Tale piano consiste nello sterrare e carotare il terreno in più punti con delle barriere cercando di selezionare al massimo la superficie sottostante. Il tutto alla ricerca di eventuali tracce di amianto. Verrà trovato amianto ? Ed eventualmente come ci si comporterà a riguardo ? Domande alle quali è sicuramente molto difficile ottenere una risposta.
Intanto invito a guardare con attenzione le fotografie allegate.

Il sottoscritto Carlo Montanari, presidente dell’associazione lotta all’amianto di Senigallia, associata alle associazioni di volontariato e riconosciuta Onlus dalla regione Marche,

CHIEDE


di sollecitare la discussione del disegno di legge A.S. n. 23 recante: “disposizione a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti ed ex esposti all’amianto e dei loro familiari, nonché delega al governo per l’adozione del testo unico in materia di esposizione all’amianto (petizione n.225)”.
Con Vostra lettera – datata Roma 9 ottobre 2006 – protocollo n. 1419/s indirizzata al signor Angelo Borsetti, presidente dell’associazione Alsole, via Val Maira, 6 20162 Milano (Niguarda Pratocentenaro), tale petizione recante n. 225 è stata assegnata alla 11° commissione permanente lavoro previdenza.
Da indiscrezioni mi è stato riferito che tale proposta di legge è ferma per mancanza di fondi.
Un grave problema considerato il perdurare delle vittime e dei casi che arriveranno sino al 2030 e che - come in tutto il mondo - e nello specifico nella mia città dove erano presenti le fabbriche Sacelit ed Italcementi che lavoravano con materiali cancerogeni come l’amianto ed il cemento, continuano ad esistere.
Considerando l’importanza della questione, mi permetto di sollecitare al Senato della Repubblica ed alla Camera dei deputati, la discussione e l’approvazione in modo sollecito della proposta di legge presentata il 28 aprile 2006 in occasione della giornata mondiale delle vittime dell’amianto.
In attesa di un Vostro cenno di riscontro, si porgono distinti saluti.

IN FEDE

Senigallia, 26 aprile 2007

09 agosto 2006

Il parcheggio nell'area ex-Sacelit chiuso definitivamente

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
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OGGETTO: IL PARCHEGGIO NELL’AREA EX SACELIT CHIUSO DEFINITIVAMENTE



Nell’area dell’ex stabilimento Sacelit, da tempo interessata da bonifica, è stato aperto per alcuni giorni un parcheggio per auto. Fatto che il sottoscritto, casualmente, notava in data 30 luglio e, conoscendo la pericolosità e del luogo e la delicatezza della questione chiedeva un apposito sopralluogo alle autorità competenti per accertare se tale parcheggio potesse essere considerato sicuro per la sicurezza della gente anche in considerazione del fatto che manca l’asfalto e non è ancora stata pienamente definita la caratterizzazione del sottosuolo interessato alla bonifica.
A distanza di una decina di giorni da tale richiesta il parcheggio è stato CHIUSO e, da quanto apprendo dall’assessore competente Simone Ceresoni, “…resterà chiuso definitivamente in quanto il soggetto gestore non ha ancora ottemperato agli obblighi previsti nell’atto concessorio”.
In occasione di quanto accaduto vorrei fornire alcune riflessioni, innanzitutto affermando che il sottoscritto non si sente “colpevole o responsabile della segnalazione”, portata avanti solo e soltanto con lo scopo di tutelare la salute dei cittadini, ignari della situazione del parcheggio e di non sapere cosa significa ammalarsi a causa dell’amianto.
Tanto per essere chiari, la mia non è stata una questione personale per essere stato sottoposto a due interventi chirurgici per tumore derivati molto probabilmente dall’amianto killer, bensì una precauzione per tutti i cittadini.
Ritengo inoltre importante spiegare come si era arrivati ad assegnare il parcheggio in “quell’area maledetta”.
A seguito di una determinazione del dirigente n. 720 del 10 luglio 2006 del Comune di Senigallia – servizi finanziari, ufficio patrimonio – avente come oggetto “Comodato area sita in lungomare Mameli – piazzale ex Sacelit – per realizzazione parcheggio pubblico a servizio della spiaggia società Vecchia Darsena”, ed una determinazione del dirigente n. 730 dell’11 luglio 2006 del Comune di Senigallia – servizi finanziari, ufficio patrimonio – avente per oggetto “sub comodato alla FIBA Confesercenti dell’area sita in lungomare Mameli – piazzale ex Sacelit – per parcheggio pubblico a servizio della spiaggia”, si stipulava:
1) Con la FIBA Confesercenti un contratto di sub comodato gratuito dell’area sita in Senigallia, lungomare Mameli da destinare a parcheggio pubblico.
2) Stabilire che tale contratto avrà durata sino al 25 settembre 2006
3) Approvare lo schema di contratto che allegato al presente atto ne forma parte integrante e sostanziale.
4) Di intervenire in qualità di legale rappresentante dell’ente per dare concreta attuazione al presente atto e di sottoscriverlo ai sensi dell’articolo 107 comma 3 del D.L. n. 267 del 18 agosto 2000.
5) Di stabilire che tutte le spese contrattuali, dipendenti e conseguenti, relative allo stipulato atto saranno a carico del sub comodato FIBA Confesercenti.
All’articolo 4 si stabiliva altresì:
Sarà a carico del comodatario, la responsabilità di regolamentare l’utilizzo dell’area parcheggio, comprensiva di tutte le opere necessarie per essere utilizzata (segnaletica, zebratura, recinzioni, ecc.) provvedendo alla chiusura ed all’apertura dell’area concessa.
Si fa presente inoltre che sulla stessa area risultano presenti situazioni di pericolo per la pubblica incolumità (pozzi, vasche aperte, mancanza di pavimentazione, avvallamenti diffusi, ecc.) ed in tal senso si impegna espressamente a porre in essere a sua cura e spese tutte le opere necessarie ed opportune al fine di eliminare dette situazioni di pericolo e mettere conseguentemente in sicurezza l’area in relazione alla dichiarata fruizione a parcheggio e comunque per l’accesso al pubblico.

Sin qui i fatti. Come sopra riportato, in data 30 luglio notavo per caso tale parcheggio e, preoccupato della cosa, inviavo nota di segnalazione ai carabinieri del Noe, all’Arpam (dott. Paoloni e dott. Orilisi, chimico del dipartimento provinciale che si occupa del servizio rifiuti e suolo), all’Asur e naturalmente al sindaco di Senigallia per chiedere un sopralluogo.
Poi, in data 8 agosto u.s. dalla stampa locale apprendevo che l’Amministrazione comunale, dopo aver valutato che in effetti il soggetto gestore non ha ancora ottemperato agli obblighi previsti nell’atto concessorio, si è prontamente attivata imponendo la chiusura del parcheggio e prescrivendo al contempo precise azioni destinate a mettere definitivamente in sicurezza l’area. Quando tali condizioni saranno soddisfatte, si potrà ottenere la revoca dell’atto di chiusura.
Ultimo avvenimento: in data 9 agosto si è appreso che il parcheggio resterà chiuso definitivamente in quanto la FIIBA Confesercenti non sarebbe intenzionata ad effettuare tali norme di sicurezza.

IN FEDE
Carlo Montanari



Senigallia, 09 agosto 2006

19 giugno 2006

Concessione contributo economico dell'A.L.A al dott. Massimo Marcellini

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

VIA DELLE ROSE, 7
60019 SENIGALLIA (AN)
TEL. 071 – 659611 347 - 9562658

Alla c.a.
Dott. MASSIMO MARCELLINI
Via della Draga, 12
Montignano di Senigallia
E p.c.
COMUNE DI SENIGALLIA
Alla c.a. SINDACO
LUANA ANGELONI
ASSESSORE ALL’AMBIENTE
SIMONE CERESONI



OGGETTO: CONCESSIONE CONTRIBUTO ECONOMICO DELL’A.L.A. AL DOTT. MASSIMO MARCELLINI



Come promesso e, probabilmente, come auspicato da piu’ parti, il sottoscritto – per conto dell’associazione lotta all’amianto - non è piu’ intervenuto sulla questione bonifica degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi.

Una decisione sofferta ma presa dopo mesi di segnalazioni, accertamenti, consultazioni, indicazioni, proposte e, soprattutto speranze di tutela della salute dei cittadini, che, purtroppo, non hanno avuto i risultati sperati.

Tutto questo solo e soltanto per evitare che l’amianto killer potesse continuare a provocare – come ha fatto in passato – vittime, dirette ed indirette. Un impegno forte che, in contropartita, ha invece portato il sottoscritto a rischiare denunce e querele per difendere la gente, subire umiliazioni ed aggressioni verbali per segnalare pericoli, doversi tutelare per parlare.

Per questo obiettivo – la garanzia della salute della gente - l’ALA ha lavorato investendo impegno, sacrifici e soldi.

Ed a proposito di soldi colgo l’occasione per ringraziare la Giunta municipale per la concessione di un contributo economico (anche se effettivamente poco oneroso rispetto ad esempio ai costi per parcelle su consulenze sull’amianto) che, pero’, preferisco consegnare al dott. Massimo Marcellini, medico del reparto oncologia di Senigallia (mio attuale medico curante) che sicuramente avrà piu’ opportunità del sottoscritto di lavorare per la tutela della salute della gente, purtroppo sempre piu’ spesso vittima di gravi malattie. Un contributo modesto che, comunque, il dott. Marcellini, persona serissima e sempre disponibile nei riguardi di chiunque, avrà modo di gestire. Ringraziando ancora per la fiducia accordata, porgo distinti saluti.

IN FEDE
Carlo Montanari



Senigallia, 16 giugno 2006