25 maggio 2017

Capanna con tetto in amianto in Via Bolzano a Senigallia

Carlo Montanari
via delle Rose,7
60019 SENIGALLIA AN
Tel. 071-659611 cell. 347-9562658
E MAIL: carlomontanari@hotmail.it

Alla c.a.

Direttore Servizio Igiene e Sanità Pubblica ZT4
Dott. DANIELA CIMINI

Comune di Senigallia
sindaco
MAURIZIO MANGIALARDI

Assessore all’ambiente
ILARIA RAMAZOTTI

Organi di informazione locali
LORO SEDI

Segnalazione dell’ALA in una zona centrale della città
CAPANNA CON TETTO IN AMIANTO
IN VIA BOLZANO A SENIGALLIA
Carlo Montanari: “Indispensabile intervenire e bonificare”


L’Ala segnala una situazione di serio pericolo per la presenza di amianto in via Bolzano a Senigallia.
In questa strada della zona centrale della città, si nota chiaramente una capanna, con un albero al centro, con del tetto in amianto - cemento.
A prima vista mi sono impressionato: vecchio, pieno di fogliame e rotto in un angolo tale da produrre fibre in sospensione e procurare danni irreversibili agli abitanti limitrofi.
Mi chiedo come facciano i diretti interessati ed i residenti della zona a non accorgersi ?
Bisognerebbe immediatamente provvedere ad una bonifica, perché in caso contrario si tratta di far ammalare le persone. Ed il sottoscritto sa perfettamente cosa significhi ammalarsi di tumori da amianto.
E’ assolutamente indispensabile che le istituzioni provvedano a fare opera di convincimento tramite un censimento che si protrae ormai da lunghissimi 25 anni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale in materia di bonifica.
E’ fondamentale obbligare i proprietari di strutture che determinano situazioni pericolose a provvedere celermente a bonificare situazioni che potrebbero addirittura essere risolvibili con una verniciatura o attraverso bonifiche fattibilissime.
Da parte dell'Asur, attraverso la nuova direttrice del Servizio Igiene e Sanità Pubblica ZT4, Daniela Cimini, si è aperta una collaborazione importante della quale sono decisamente soddisfatto.
Mi auguro che anche da parte dell'Amministrazione comunale di Senigallia possa accada la stessa cosa.


In attesa di un cenno di riscontro porgo distinti saluti.

P.S. SI ALLEGANO FOTOGRAFIE DI RIFERIMENTO





IN FEDE
Carlo Montanari

Senigallia, 24 maggio 2017

27 aprile 2017

A.L.A.: il 28 aprile cerimonia per le vittime dell'amianto

Importante appuntamento organizzato dall’associazione lotta all’amianto con il patrocinio del Comune di Senigallia. Il prossimo 28 aprile, alle ore 11,30, presso la Sala Grande del Centro Sociale di Saline di Senigallia, si svolgerà una cerimonia dedicata alle vittime dell’amianto.

L’appuntamento è stato fissato in concomitanza con la giornata mondiale dell’amianto e prevede, oltre agli interventi di autorità cittadini, la consegna di un paio di riconoscimenti a due donne simbolo delle morti provocate dall’amianto. Nello specifico, si tratta di Bruna Luvieri Livieri, persona molto malata che si sta sottoponendo a pesanti terapie ed ogni giorno lotta con forza, determinazione e tenacia e di Maria Grazia Ruggeri. In questo caso, alla signora Ruggeri, verrà assegnato un riconoscimento alla memoria del marito Romano Goldoni, deceduto a causa di una gravissima malattia, sempre provocata dall’amianto. Sono trascorsi più di dodici anni (28 gennaio 2005), da quando a Porto Alegre (Brasile), nell’ambito del forum mondiale sull’amianto, è stato proposto dall’Abrea, associazione brasiliana degli esposti all’amianto, di definire una giornata mondiale nella quale richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravissimi danni alla salute che l’impiego dell’amianto ha prodotto e, purtroppo, continuerà ancora a produrre per molti anni.

All’unanimità il forum mondiale ha deciso di stabilire la data del 28 aprile di ogni anno e di invitare tutte le associazioni, i movimenti, le istituzioni ed i sindacati a far propria questa ricorrenza, ognuno con la propria sensibilità ed attraverso apposite iniziative. Negli anni scorsi, l’A.L.A. associazione lotta all’amianto, ha sempre ricordato questa data con una celebrazione religiosa in memoria dei morti dall’amianto, alla quale purtroppo, solamente in sporadiche occasioni, sono intervenuti alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale. Quest’anno, in occasione di questa ricorrenza, l’associazione ALA ha così pensato di organizzare questa cerimonia, nel corso della quale consegnare appunto un paio di riconoscimenti a due donne, rispettivamente vittime dirette ed indirette dell’amianto. La consegna del riconoscimento avverrà alla presenza del sindaco Maurizio Mangialardi, dell’assessore ai servizi sociali, Carlo Girolametti e del presidente della Consulta del Volontariato Anna Maria Magi. D’altra parte, non si può dimenticare che Senigallia, la città della Sacelit e dell’Italcementi, sente fortemente questa problematica a causa del decesso di oltre 300 dipendenti delle fabbriche della morte.

E non possiamo nemmeno dimenticare che in Italia - dove sono ancora presenti oltre 40 milioni di tonnellate d’amianto - continuano a morire ogni anno cinquemila persone. Una strage silenziosa provocata dall’amianto custodito tra l’altro anche in tremila scuole del nostro Paese. Purtroppo ancora l'amianto esiste sotto forma di prodotti e nell'aria “spolverata” dalle lastre da bonificare rotte e che rilasciano fibre pericolosissime. Senigallia è una città critica in tutto ciò e me ne rammarico che si continui a tralasciare un censimento che si richiede da anni.

da Carlo Montanari
presidente A.L.A.

09 luglio 2015

Ennesima morte per l’“amianto killer” di un ex operaio della Sacelit

Passano giorni, settimane, mesi, anni, ma la storia è sempre la stessa. Continuano a morire, per colpa dell’ “amianto killer” ex dipendenti dello stabilimento senigalliese della Sacelit. Nelle ultime ore è deceduto presso la propria abitazione Marcello Mariselli, 85 anni, ex operaio Sacelit, e da anni costretto ad un tremendo calvario.
Mariselli viveva infatti su una sedia a rotelle, attaccato ad un bombolone di ossigeno a causa di una gravissima malattia polmonare provocata dall’amianto.
Mariselli era nato a Senigallia il 7 novembre 1929 ed aveva lavorato nella fabbrica della morte dal febbraio 1952 al giugno 1982, prima come monta tetti e successivamente come trasportatore di carrelli con prodotti in cemento amianto da caricare sui camion. 
Nel 1961, durante un’operazione di montaggio sui tetti, cadde da un’altezza di sette metri e mezzo, riportando la frattura del collo chirurgico del femore. Restò ingessato per quasi un anno (11 mesi !) e, subito dopo, si ammalò di asbestosi da amianto che gli causò una grave insufficienza respiratoria. 
Per tanti anni, Mariselli ha vissuto con l’ausilio di normali bombole di ossigeno, poi dovette passare ai bomboloni, determinati per respirare, per lunghi periodi, anche durante tutta la notte.
Dal marzo 2010 si aggravò ulteriormente, vivendo per più di cinque lunghissimi anni in condizioni disperate sino al giorno del decesso (9 luglio alle ore 8,00).
Ricordo Marcello Mariselli come un operaio esemplare, sia sul lavoro che sulla vita privata. Sempre allegro ed ottimista, nonostante la sua malattia e le sfortune della vita. Pronto alla battuta, amava profondamente il mare dove trascorreva gran parte delle giornate, passeggiando a bordo di uno scooter elettrico con frequenti tappe al Molo.
Un pensiero profondo va al grande sacrificio della moglie Lolita che, sin dal primo momento della malattia del coniuge, lo ha sempre assistito amorevolmente. Una presenza costante dalla quale si assentava raramente. Giusto il tempo di andare a fare la spesa od altre faccende di casa, quando amici come il sottoscritto si recavano a far visita a Marcello e trascorrevano alcune ore in sua compagnia.
Questa di Mariselli è purtroppo l’ennesima morte causata dall’amianto. Una sostanza killer, micidiale, terrificante che, da anni, continua e purtroppo continuerà per molti altri anni, a provare decessi.
Purtroppo le morti da amianto saranno in crescita ed a detta di Istituzioni Sanitarie la curva arriverà sino al 2020 con il pericolo che verranno interessati anche soggetti che non hanno lavorato nelle fabbriche interessate.
L’amianto è una sostanza cancerogena che, per questioni di interesse ed opportunismo, non è mai stata presa nella giusta considerazione. Motivi di diverso genere, politici, economici, sanitari hanno ritardato la vera conoscenza dei rischi dell’amianto. Anche oggi si continua a fingere di non ricordare, ma il dato di fatto è sempre lo stesso: la Sacelit ha prodotto manufatti in amianto killer grazie al lavoro di 380 operai (di cui 90 donne) negli anni in cui tutto questo si sarebbe potuto evitare. Ma, evidentemente, gli interessi politici, economici e sanitari erano più importanti rispetto alle vite umane. Donne e uomini che hanno continuato a morire sempre per lo stesso motivo: malattie incurabili derivate dall’amianto cancerogeno.
Sono morte centinaia di persone e, dal 1983, continua a non essere stato effettuato un apposito censimento sulle abitazioni di tutta l’area del territorio circostante la fabbrica della morte e sull’intera “area vasta” della città e dell’hinterland. 
Andando in giro per Senigallia e frazioni è ancora evidentissima la presenza di fabbricati, capannoni dismessi con lastre di amianto rotte e deteriorate, ormai annerite e che continuano a rilasciare fibre di amianto.

I funerali di Marcello Mariselli saranno officiati presso la chiesa del Duomo sabato 11 luglio alle ore 9,30 mentre la camera ardente sarà allestita il 10 luglio dalle ore 11,30 presso l’obitorio dell’ospedale di Senigallia. 
L’Associazione Ala a nome del presidente Carlo Montanari si unisce al lutto che ha colpito la famiglia, formulando le più sentite condoglianze.


Carlo Montanari