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09 luglio 2015

Ennesima morte per l’“amianto killer” di un ex operaio della Sacelit

Passano giorni, settimane, mesi, anni, ma la storia è sempre la stessa. Continuano a morire, per colpa dell’ “amianto killer” ex dipendenti dello stabilimento senigalliese della Sacelit. Nelle ultime ore è deceduto presso la propria abitazione Marcello Mariselli, 85 anni, ex operaio Sacelit, e da anni costretto ad un tremendo calvario.
Mariselli viveva infatti su una sedia a rotelle, attaccato ad un bombolone di ossigeno a causa di una gravissima malattia polmonare provocata dall’amianto.
Mariselli era nato a Senigallia il 7 novembre 1929 ed aveva lavorato nella fabbrica della morte dal febbraio 1952 al giugno 1982, prima come monta tetti e successivamente come trasportatore di carrelli con prodotti in cemento amianto da caricare sui camion. 
Nel 1961, durante un’operazione di montaggio sui tetti, cadde da un’altezza di sette metri e mezzo, riportando la frattura del collo chirurgico del femore. Restò ingessato per quasi un anno (11 mesi !) e, subito dopo, si ammalò di asbestosi da amianto che gli causò una grave insufficienza respiratoria. 
Per tanti anni, Mariselli ha vissuto con l’ausilio di normali bombole di ossigeno, poi dovette passare ai bomboloni, determinati per respirare, per lunghi periodi, anche durante tutta la notte.
Dal marzo 2010 si aggravò ulteriormente, vivendo per più di cinque lunghissimi anni in condizioni disperate sino al giorno del decesso (9 luglio alle ore 8,00).
Ricordo Marcello Mariselli come un operaio esemplare, sia sul lavoro che sulla vita privata. Sempre allegro ed ottimista, nonostante la sua malattia e le sfortune della vita. Pronto alla battuta, amava profondamente il mare dove trascorreva gran parte delle giornate, passeggiando a bordo di uno scooter elettrico con frequenti tappe al Molo.
Un pensiero profondo va al grande sacrificio della moglie Lolita che, sin dal primo momento della malattia del coniuge, lo ha sempre assistito amorevolmente. Una presenza costante dalla quale si assentava raramente. Giusto il tempo di andare a fare la spesa od altre faccende di casa, quando amici come il sottoscritto si recavano a far visita a Marcello e trascorrevano alcune ore in sua compagnia.
Questa di Mariselli è purtroppo l’ennesima morte causata dall’amianto. Una sostanza killer, micidiale, terrificante che, da anni, continua e purtroppo continuerà per molti altri anni, a provare decessi.
Purtroppo le morti da amianto saranno in crescita ed a detta di Istituzioni Sanitarie la curva arriverà sino al 2020 con il pericolo che verranno interessati anche soggetti che non hanno lavorato nelle fabbriche interessate.
L’amianto è una sostanza cancerogena che, per questioni di interesse ed opportunismo, non è mai stata presa nella giusta considerazione. Motivi di diverso genere, politici, economici, sanitari hanno ritardato la vera conoscenza dei rischi dell’amianto. Anche oggi si continua a fingere di non ricordare, ma il dato di fatto è sempre lo stesso: la Sacelit ha prodotto manufatti in amianto killer grazie al lavoro di 380 operai (di cui 90 donne) negli anni in cui tutto questo si sarebbe potuto evitare. Ma, evidentemente, gli interessi politici, economici e sanitari erano più importanti rispetto alle vite umane. Donne e uomini che hanno continuato a morire sempre per lo stesso motivo: malattie incurabili derivate dall’amianto cancerogeno.
Sono morte centinaia di persone e, dal 1983, continua a non essere stato effettuato un apposito censimento sulle abitazioni di tutta l’area del territorio circostante la fabbrica della morte e sull’intera “area vasta” della città e dell’hinterland. 
Andando in giro per Senigallia e frazioni è ancora evidentissima la presenza di fabbricati, capannoni dismessi con lastre di amianto rotte e deteriorate, ormai annerite e che continuano a rilasciare fibre di amianto.

I funerali di Marcello Mariselli saranno officiati presso la chiesa del Duomo sabato 11 luglio alle ore 9,30 mentre la camera ardente sarà allestita il 10 luglio dalle ore 11,30 presso l’obitorio dell’ospedale di Senigallia. 
L’Associazione Ala a nome del presidente Carlo Montanari si unisce al lutto che ha colpito la famiglia, formulando le più sentite condoglianze.


Carlo Montanari

03 maggio 2010

Cancro al polmone causato dall'amianto: così è morto anche Giorgio Pierfederici

Mentre si continua a “chiacchierare” sui rischi della bonifica da amianto all’ex Sacelit di Senigallia, nel pomeriggio di domenica 2 maggio è deceduto presso l’ospedale di Senigallia un altro ex operaio. Si tratta di Giorgio Pierfederici, 76 anni, molti (troppi) dei quali vissuti a combattere un terribile male provocato proprio dall’amianto.

Solo dal 1 gennaio 2010, Giorgio Pierfederici è l’ottava vittima dell’AMIANTO KILLER. Nel suo specifico caso, la causa del decesso è proprio il “MESOTELIOMA” cancro al polmone da AMIANTO KILLER.

I funerali di Giorgio Pierfederici Giorgio saranno celebrati mercoledì 5 maggio alle ore 9 presso la chiesa del Portone (Santa Maria della Neve) a Senigallia.

L’Associazione Ala, a nome del presidente e con tutti i suoi componenti, partecipano al dolore della famiglia, distrutta da questa scomparsa, provocata nel tempo dai poteri forti e da coloro che hanno nascosto che l’amianto fosse una sostanza cancerogena.

L’ALA continuerà comunque a combattere affinchè la verità venga presto a galla. E per molti di coloro che per anni hanno nascosto la realtà dei fatti potrebbero essere grossi dolori, anche se mai parificati al dolore per la morte di un/a familiare o di un/a amico/a a causa dell’amianto.

IL PRESIDENTE ALA
Carlo Montanari

Senigallia, 3 maggio 2010

06 marzo 2010

Sacelit-Italcementi. Una storia italiana. Senigallia, documentario sulla tragedia

"Sacelit-Italcementi. Una storia italiana.Senigallia". E' il documentario storico del giovane regista Sergio Canneto in memoria della vicenda della Sacelit e dell'amianto.

Il documentario, realizzato da Sergio Canneto attraverso foto d'archivio ed interviste a cittadini comuni sulla memoria dell'esperienza Sacelit, è stato presentato in anteprima giovedì sera alla Piccola Fenice di Senigallia.

"Sacelit-Italcementi. Una storia italiana.Senigallia", è un documentario "che rappresenta la prima parte di un lavoro più ampio - sottolinea Schiavoni in rappresentanza della Mediateca delle Marche- che si estende a tutto il territorio italiano sulla rotta dell'amianto". "Il documentario del regista senigalliese -continua Schiavoni- è la prima tappa all'interno del progetto più complesso che rappresenta sia la riqualificazione del territorio per Senigallia sia un metodo di esempio per il futuro affinchè tutti riflettano e non dimentichino".

Stesso pensiero per il regista che annuncia: "Il documentario, nato dalla storia di una ragazza che ho incontrato 4-5 anni fa e che ha perso il padre, ex dipendente Sacelit, a causa della malattia provocata dall'inalazione dell'amianto, vuole essere una sorta di 'Memoria storica sulla Sacelit a Senigallia' e sui problemi che ha causato". Problemi che, secondo quanto appreso da Sergio Canneto dai ricordi delle persone intervistate, "sarebbero potuti essere evitati se chi ne era a conoscenza (e ne erano tanti all'epoca) avesse parlato e si fosse applicato per risolverli".

Accuse pesanti quindi che vengono allo scoperto soltanto oggi, grazie al documentario del giovane regista senigalliese che ha raccolto le testimonianze vive dei cittadini attraverso "ricordi, opinioni ed impressioni intrecciate- racconta il regista- a foto d'archivio ed impressioni sonore corredate da cartelle". Ma, "ciò che più stupisce e sconforta - sottolinea Sergio Canneto- dalle testimonianze è il fatto che tutti gli intervistati, pur avendo ricordi e pensieri diversi, hanno tutti lo stesso rammarico: gli ex dipendenti della Sacelit, sono ora quasi tutti morti".
"Un fatto questo che- secondo i testimoni- poteva essere evitato se avessero parlato in tempo, perchè tutti sapevano". Ora, commenta il regista senigalliese, "siamo fuori tempo. Il lavoro fatto dal Comune di Senigallia per la bonifica dell'Azienda è importante e significativo ma, purtroppo, è ormai tardi per molti".

Dunque, il documentario del regista senigalliese Sergio Canneto realizzato grazie alla produzione del Comune di Senigallia, Sogenus e Fortezza Costruzioni- proprietaria dell'area dell'ex Sacelit-deve costituire "un momento di riflessione ed una sorta di memoria storica per i posteri per non dimenticare"-aggiunge il regista al quale si unisce l'assessore Simone Ceresoni. Si parte quindi da Senigallia, città d'origine di Canneto della quale ha cercato 'la coscienza' per "scoprire dai diretti interessati, cittadini e due ex dipendenti, cosa è rimasto di quella tragedia -confessa Canneto- in cui sono state sacrificate tante vite senza che nessuno abbia mai pagato".

"Sacelit-Italcementi. Una storia italiana.Senigallia"-conclude Ceresoni- "è impostato per essere divulgato e per evitare che la città di Senigallia dimentichi quanto è accaduto".

da viveremarche.it

21 febbraio 2010

Un altro morto per amianto: Dario Barucca, ex operaio Sacelit

La scorsa notte, presso l’ospedale di Senigallia è deceduto un altro ex operaio della Sacelit di Senigallia. Si tratta di Dario Barucca, ennesima VITTIMA DELL’AMIANTO KILLER che in questo recente periodo sta mietendo morti a ripetizione. E purtroppo, come più volte ribadito dal sottoscritto, la curva salirà sino al 2020, anche se la cosa sembra non interessare più di tanto chi dovrebbe invece tutelarci dal rischio amianto a Senigallia.

Questa altra morte coinvolge in maniera anche più stretta l’associazione ALA, in quanto Dario Barucca era un consigliere fondatore sin dal 15 marzo 2004.

Persona buona ed umana come poche, anche lui colpito dall’amianto, che da anni lo costringeva ad uscire poco e per il quale era portatore di malattia professionale riconosciuta dall’INAIL.

I funerali di Dario Barucca saranno officiati lunedì 22 febbraio alle ore 15 presso la Chiesa di Santa Maria Goretti.

L’associazione ALA per nome del presidente Carlo Montanari e tutti i suoi componenti sia del direttivo che soci, si uniscono al dolore della famiglia.

A seguito di questa ennesima vittima dell’amianto, il sottoscritto è costretto per l’ennesima volta a far rimarcare quanto siano state lontane sia l’Amministrazione comunale che le istituzioni sanitarie e di Medicina Preventiva nei riguardi del problema che a Senigallia sembra un tabù.

Siamo molto indietro rispetto a tante altre città dove le Amministrazioni si sono impegnate per sollecitare gli organi regionali preposti per iniziare un censimento ed una prevenzione capillare in particolare sugli ex dipendenti Sacelit ancora vivi, la maggior parte dei quali purtroppo ammalati.

Ci era stato promesso un controllo capillare del dipartimento di prevenzione alla salute pubblica sin dal mese di settembre dello scorso anno. Ma ancora siamo lontani per via della burocrazia che passa sopra a tutto ed in questo caso alla salute di persone sfortunate per aver lavorato a contatto con l’amianto.

Amianto che si sapeva fosse cancerogeno sin dal 1960, ma non si doveva dire per “MOTIVI POLITICI”. Dichiarazioni uscite di bocca recentemente anche da parte di un ex dirigente della Asur.

Rinnovo, quindi l’impegno per la verifica di un censimento della città di Senigallia e di un sollecito controllo medico promesso da tempo.

Purtroppo nessun esponente di qualsiasi partito poltico della città – ad eccezione del consigliere comunale e candidato a sindaco prof. Roberto Mancini - ci sta dando una mano per poter affrontare questo delicato problema sanitario.

Con i morti non si risolvono i problemi: ed è ora di avere il coraggio di CHIEDERE SCUSA per quanti muoiono e continueranno a morire per colpa dell’amianto.

Senigallia, 21 febbraio 2010

Il Presidente ALA
Carlo Montanari

04 febbraio 2010

L’ARPAM cerca amianto all'ex Sacelit: qual'è la novità? Che cerca oppure che l'amianto è presente da sempre?

Era l’11 settembre del 2006 quando, appena uscito dalla sala operatoria dell’ospedale di Senigallia per l’asportazione di un tumore da amianto, mi trovavo casualmente un quotidiano locale nel comodino della camera.

Nonostante fossi ancora frastornato, decisi di dare un’occhiata al giornale. Tutto mi sarei aspettato in quel momento, meno che apprendere dalle colonne del quotidiano che l’allora proprietà dell’ex Sacelit (EDRA Costruzioni rappresentata da Sandro Barbadoro) mi comunicava di avermi inoltrato una denuncia per diffamazione perche avevo affermato che ancora dentro l’ex stabilimento c’era amianto.

Oggi, a distanza di tre anni e mezzo, non posso che essere meravigliato di apprendere dalla stampa locale che L’ARPAM CERCA L’AMIANTO ALL’EX SACELIT attraverso nuove analisi per verificare l’eventuale presenza nelle acque sottostanti. E che quindi, slitta la convenzione con il Comune di Senigallia.

Avendo partecipato a tutti i vari Forum sull’amianto durante le opere di bonifica con i rappresentanti delle istituzioni (Asur, Arpam, Provincia di Ancona, Comune di Senigallia, sindacati di categoria, associazioni ambientaliste, oltre naturalmente all’Ala) posso soltanto far presente che se non fosse stato per l’insistenza della dott.ssa Michelangela Siciliani responsabile dell’ARPAM, per quanto riguardo il sottosuolo ed in particolare le acque (obbligò la proprietà a scavare 1,5 metri di terreno di tutta l’area) non mi meraviglierei se ancora oggi si trovasse amianto nelle acque sottostanti.

E pensare che si vociferava che erano già stati venduti 100 appartamenti nella zona, poi ridotti a 10.

Nella primavera del 2009 emersero delle polveri di amianto superiori alla norma depositate in mmq.in un balcone di una abitazione limitrofa alla bonifica. Successivamente, si stabilì che tale ritrovamento andava riportato con una formula diversa: l’amianto ritrovato da mmq a mm3. E tutto fu messo a tacere, così come il mio accertamento del 2007 di amianto crisolito ritrovato su un balcone di una casa limitrofa alla bonifica per effetto del vento che soffiava in quel periodo durante lo smaltimento di lastre in cemento-amianto. Ma anche se detto ritrovamento è rimasto verbalizzato in una seduta del Forum sullla bonifica, fu messo tutto a tacere in quanto non avevo prelevato il campione in presenza di un pubblico ufficiale.

Come se, per semplificare in altre parole, l’amianto l’avessi messo io di nascosto e fatto pervenire all’analisi all’Università di Ancona.

Non volevo neanche scrivere ma il mio cuore è talmente ferito per le tante operazioni fatte – secondo il sottoscritto non a norma di legge in quanto senza protezione per la salute pubblica - durante la bonifica. Sulla carta, invece, gli uffici preposti dichiarono il contrario dopo aver fatto per 4 anni, 30 analisi e non con le 3 centraline fisse che era state detto fossero istallate.

Non vorrei fare polemica, anche perché non sono in condizioni di tranquillità mentale per poter ancora disquisire su quante cose. Ma purtroppo la salute pubblica è spesso stata messa in secondo piano: vedi per esempio le analisi che l’assessore alla Provincia Marcello Mariani mi aveva promesso che avrebbe fatto fare sulla terra mista ad amianto macinata dall’EDRA in una discarica di inerti dell’Edra Ambiente.

All’ASUR non figurano tali analisi, in quanto le ho chieste personalmente al dott. Giovanni Fiorenzuolo, responsabile della salute pubblica dell’Ufficio di Igiene di Senigallia . Comunque i morti per amianto continuano a crescere e forse così accadrà addirittura sino all’anno 2030.

Tanto per vostra opportuna conoscenza e memoria da parte di chi a vissuto, si è ammalato ed ha seguito passo passo la bonifica dell’ex Sacelit.

In conclusione, a riguardo, mi preme sottolineare quale sia il riscontro che l’associazione che mi onoro di rappresentare dal Comune di Senigallia.

Per aver contribuito fattivamente con documenti agli atti dei verbali dei vari forum sulla bonifica di amianto all'ex Sacelit, l'assessore Ceresoni mi faceva far richiedere tramite l'ex segretario della CGIL di Senigallia Giordano Mancinelli, un contrubuto che mi permettevo di avviare richiedendo una cifra di euro duemila.

La risposta della giunta spiegava di aver preso atto che negli anni intercorsi tra il 2006 e il 2009, il Comune di Senigallia ha erogato contributi, a fronte delle diverse iniziative svolte dall'Associazione Ala, per complessivi 1.370 euro (lettera prot.54789 del 12 ottobre 2009 dall'Uffucio comunicazione a firma Eros Gregorini).

In data 17 novembre 2009 prt. 61935 veniva inviata una lettera all'assessore Ceresoni -Eros Gregorini e sindaco Angeloni da parte del difensore civico avv. Sabina Sartini avente per oggetto: Presidente Carlo Montanari ass. Ala -Richiesta contributi per partecipazione FORUM Saceli-Italcementi.

Successivamente sempre l'ufficio comunicazione del Comune di Senigallia in data 24 dicembre 2009 prot.70306 a firma Eros Gregorini ribadiva che la somma di euro 1.370 era sufficiente per l'attività svolta dall'associazione Ala durante al sua vita (il 15 marzo prossimo compirà 6 anni di attività).

Leggendo i contributi elargiti ad altre associazioni vi è proprio da dire: FIGLI e FIGLIASTRI. Grazie ed arrivederci alle prossime elezioni amministrative.

Senigallia, 4 febbraio 2010

Carlo Montanari

20 gennaio 2010

Alvaro Carboni: l'ennesima vittima dell'amianto-killer

Nelle ultime ore è deceduto all’ospedale di Senigallia il sig. Alvaro Carboni. Carboni, personaggio gioviale e molto conosciuto a Senigallia, era un ex operaio alla Sacelit di Senigallia e quindi per anni costretto a lavorare a contatto con l’amianto killer che tante vite umane ha tolto dalla terra.

E purtroppo, non si può far altro che ribadire di essere indignati per il fatto che l’amianto è da sempre una sostanza cancerogena e lo si sapeva sin dal 1960. Ma, nonostante questo, la cosa sarebbe stata tenuta nascosta da un patto di alleanza tra Istituzioni Sanitarie e Industriali.

Purtroppo le morti saranno in crescita ed a detta di Istituzioni Sanitarie la curva arriverà sino al 2020 con il pericolo che verranno interessati anche soggetti che non hanno lavorato nelle fabbriche sopramenzionate. I funerali di Alvaro Carboni sono stati officiati presso la chiesa parrocchiale del Vallone alla presenza di familiari, parenti ed amici, mercoledì 20 gennaio alle ore 15. L’Associazione Ala a nome del presidente Carlo Montanari si unisce al lutto che ha colpito la famiglia, formulando le più sentite condoglianze.

da Carlo Montanari
presidente A.L.A.

02 gennaio 2009

Ennesima morte di ex lavoratore della Sacelit di Senigallia

L’associazione per la lotta all’amianto si unisce al dolore della famiglia Rosciani per la morte di Maurizio Rosciani, ex operaio dello stabilimento Sacelit di Senigallia.
Anche Maurizio Rosciani rappresenta quasi certamente l’ennesima vittima dell’amianto, quell’amianto killer che nel corso degli anni ha ucciso decine e decine di operai e dipendenti degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi.
La lista continua ad allungarsi e questo fatto non fa altro che aumentare il dolore e la rabbia per quanto NON è stato fatto nel corso degli anni per evitare questa lunghissima serie di morti.
L’amianto è cancerogeno dal 1960 e, probabilmente, ancora oggi tanta gente, troppa gente, non ci riflette abbastanza e soprattutto fa finta di non crederlo. Ma il sottoscritto, a nome di un’associazione presieduta con orgoglio, continuerà nel suo piccolo a spiegare alla città – e non solo – che l’amianto va combattuto anche e soprattutto oggi. Una battaglia combattuta ad armi impari quella contro l’amianto, ma che dopo anni di lotte tanti senigalliesi iniziano a sostenere. Quei senigalliesi che hanno capito che lottare per la tutela della salute rappresenta il valore più importante, anche per il rispetto di chi è morto per mancanze altrui.
I funerali di Maurizio Rosciani sono stati officiati ieri (venerdì 2 gennaio) a Senigallia.

IN FEDE
(Carlo Montanari)

13 dicembre 2008

L'Ala esce dal forum sulla bonifica dall'amianto a Senigallia

L’associazione Lotta all’Amianto combatte da anni per la sicurezza della salute dei cittadini sulla presenza di amianto a Senigallia. Nel suo piccolo ha fatto di tutto per raggiungere questo risultato e, purtroppo, la maggior parte delle “battaglie” le ha dovute affrontare con notevoli dispiaceri, sia a livello personale che istituzionale.

Una breve premessa per dire che, ancora una volta l’ALA non ha ottenuto le necessarie e soprattutto richieste rassicurazioni sui lavori conclusivi della bonifica da amianto negli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi. Non le ha ottenute dal Forum o cosiddetto tale voluto dall’Amministrazione comunale per spiegare cosa sta accadendo affinchè tutto proceda regolarmente. Mi piange il cuore, ma dopo le ultime richieste avanzate nella riunione del Forum del 9 dicembre scorso, ho ottenuto le solite … parole.

Esattamente: parole, parole e tante altre parole ma nessun fatto concreto sulle operazioni di bonifica in corso. Nessuna rassicurazione che permetta ai senigalliesi di poter stare tranquilli al 100%. E per questo ho deciso di uscire dal Forum. L’ALA esce per protestare con la speranza che questo gesta serva a far riflettere chi di dovere. Il sottoscritto presidente dell’associazione esce dal Forum, anche se continuerà la sua battaglia in altre sedi. Se gli altri componenti dell’associazione vorranno continuare (a livello personale) a partecipare non mi opporrò.

Carlo Montanari - pres. A.L.A.

da Vivere Senigallia del 13/12/2008

20 novembre 2008

Mare alla Sacelit

Hanno trovato l'acqua di mare , abbiamo una nuova spiaggia alla Sacelit di Senigallia.

Carlo Montanari

07 novembre 2008

La Sacelit nel bilancio 2009 del Comune di Senigallia

[...]
Sempre nel 2009 il Consiglio Comunale sarà chiamato ad approvare il piano di lottizzazione dell'area ex Sacelit Italcementi che, oltre alla realizzazione di un nuovo polo turistico, metterà in collegamento i due lungomari e il centro storico.

Sempre l'area dell'ex cementificio sarà oggetto della definitiva opera di bonifica del sottosuolo dall'amianto [...]

da Vivere Senigallia del 07/11/2008

15 ottobre 2008

La storia e l'architettura di Senigallia nel nuovo quartiere all'ex Sacelit

"La più grande trasformazione urbana che la città si ritroverà a realizzare" così il Sindaco di Senigallia Luana Angeloni definisce il piano attuativo dell’area ex Sacelit. Il progetto è stato presentato alla Giunta Municipale mercoledì 15 ottobre dall’architetto di fama internazionale Paolo Portoghesi incaricato dall’attuale proprietario dell’area Pietro Lanari.
[...]

in cui mi permetto di dubitare della seguente
Un’area la cui bonifica dall’amianto, secondo Lanari, necessita solo di 2/3 mesi per lo sgombero del materiale di sovrasuolo, uno sgombero che l’Assessore Simone Ceresoni, assicura "avverrà secondo la normativa vigente".
[...]

da 60019.it del 15/10/2008

17 gennaio 2008

Verifica dell'amianto alla Sacelit: vigileranno Provincia e Asur

“Per verificare la presenza di amianto e procedere alla conseguente bonifica, l'intera area sarà suddivisa in un reticolo di 20 metri per 20 all'interno delle quali verranno effettuai i carotaggi a due diverse profondità, a 20 e a 80 centimetri, per arrivare poi fino a un metro e mezzo -ha spiegato ai commissari consiliare Ceresoni-. Ad analizzare i campioni di terreno prelevato saranno quindi l'Arpam e anche i tecnici incaricati da parte della proprietà, la società "Vecchia Darsena". Una restante parte dei campioni inoltre rimarrà a disposizione per ulteriori accertamenti se i risultati dell'Arpam e della proprietà non combaciassero”.

Il carotaggio sarà fondamentale per procedere all'eventuale bonifica dall'aminato dell'area Sacelit, tappa obbligata e delicata in vista dell'approvazione in Consiglio Comunale del piano di caratterizzazione previsto per fine gennaio. Se l'approvazione del piano spetta al Comune, la redazione dello stesso e l'esecuzione dei lavori toccherà invece alla Vecchia Darsena, la società che fa capo all'Edra Costruzioni, ancora formalmente proprietaria dell'area non essendo stata finora perfezionata la vendita all'imprenditore anconetano Pietro Lanari, annunciata nell'ottobre scorso per oltre 34 milioni di euro.

“Abbiamo scelto di coinvolgere anche la Provincia perchè i prelievi avvengano seguendo tutti gli standard di sicurezza così come la Asur 4 vigilerà sulla salute degli operai e anche dei residenti della zona -aggiunge Ceresoni- dopo il carotaggio procederemo con gli scavi in profondità per essere certi di non tralasciare la possibile presenza di amianto”.

Nelle operazioni di carotaggio particolarmente utili saranno anche i contributi degli ex operai dell'Italcementi che, grazie alla loro memoria storica, potrebbero indicare i siti più sospetti. Dopo la bonifica del sovrasuolo, effettuata nel 2006, si aggiunge un nuovo tassello verso il processo di riqualificazione dell'area ex Sacelit-Italcementi, destinata a diventare il nuovo polo turistico della Senigallia del futuro. 
 
da Vivere Senigallia del 17/01/2008

27 giugno 2007

E' morto anche l'Ing. Durazzi, ultimo direttore dell'ex stabilimento Sacelit

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

VIA DELLE ROSE, 7
60019 SENIGALLIA (AN)
TEL. 071 – 659611 347 - 9562658

Alla c.a.
ORGANI DI INFORMAZIONE LOCALI


OGGETTO: E’ MORTO ANCHE L’ING. DURAZZI, ULTIMO DIRETTORE DELL’EX STABILIMENTO SACELIT



L’associazione per la lotta all’amianto si unisce al dolore della famiglia Durazzi per la morte dell’ing. Sergio Durazzi, ultimo direttore dell’ex stabilimento Sacelit di Senigallia, avvenuta mercoledì 27 giugno alle ore 8.
Anche Sergio Durazzi, 72 anni, rappresenta quasi certamente l’ennesima vittima dell’amianto, quell’amianto killer che nel corso degli anni ha ucciso decine e decine di operai e dipendenti degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi.
La morte dell’ing. Sergio Durazzi lascia un grande vuoto per una figura carismatica che dopo una fase di tirocinio a Senigallia, ha ricoperto nella sua carriera incarichi di prestigio presso gli stabilimenti di San Filippo del Mela (in provincia di Messina) di Volla (in provincia di Napoli) ed ancora a Senigallia.
Proprio alla Sacelit di Senigallia, Sergio Durazzi ha lavorato come direttore dello stabilimento sino al 1983, anno in cui venne cessata la produzione dell’amianto a Senigallia. Dopo la chiusura di Senigallia, l’ing. Durazzi chiuse la propria carriera professionale prima della pensione presso la sede centrale di Bergamo.
L’ing. Durazzi è stato un uomo che evitava i privilegi (preferiva non usare l’auto aziendale che gli mettevano a disposizione) ed era molto legato alla famiglia. Ha sempre assistito l’anziana madre, ancora oggi vivente a 95 anni, fino a quando la malattia non lo ha colpito. E’ stato un ottimo atleta ottenendo fin da giovani risultati importanti a livello calcistico.
I funerali verranno officiati giovedì 28 giugno alle ore 15.30 presso la chiesa di Santa Maria della Neve di Senigallia.

IN FEDE
Carlo Montanari


Senigallia, 27 giugno 2007

05 giugno 2007

Ex-Sacelit, il piano di risanamento complessivo del sottosuolo a che punto è?

STEFANO FRANCESCHINI
VIA PANZINI, 27
60019 SENIGALLIA (AN)
TEL. 071 – 63356 335 - 8217017

Spett.li
ORGANI DI INFORMAZIONE LOCALI



OGGETTO: EX SACELIT, IL PIANO DI RISANAMENTO COMPLESSIVO DEL SOTTOSUOLO A CHE PUNTO E’?


E’ passato più di un anno dalla conclusione dei lavori di bonifica presso gli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi e da molto tempo nessuno ha più parlato della questione ?

Significa che è tutto a posto ? Oppure significa che si sta ragionando sul da farsi ? Di certo si sa – da molti mesi – che è necessario effettuare un piano di caratterizzazione per la bonifica del sottosuolo e quindi verificare, attraverso carotaggi, se sia o meno presente amianto proprio nel sottosuolo.

Sarebbe insomma opportuno sapere con chiarezza a che punto è il piano di risanamento complessivo del sottosuolo.

E per conoscere la situazione e gli eventuali relativi lavori che si dovranno andare a fare, invito chi di dovere a farsi sentire per fornire una risposta precisa.

Una risposta che si attende da molti mesi e che non vorrei giunga ancora una volta con le solite lungaggini.

L’augurio è che si possa provvedere ad effettuare le procedure per il piano di caratterizzazione prima dell’estate e che, nel frattempo, la risposta sulle tempistiche sia veramente sollecita.

Stefano Franceschini

Senigallia, 5 giugno 2006

09 maggio 2007

La situazione dopo la bonifica in attesa del piano di caratterizzazione

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

VIA DELLE ROSE, 7
60019 SENIGALLIA (AN)
TEL. 071 – 659611 347 - 9562658

Spett.li
ORGANI DI INFORMAZIONE LOCALI



OGGETTO: LA SITUAZIONE DOPO LA BONIFICA IN ATTESA DEL PIANO DI CARATTERIZZAZIONE


Dopo un anno dalla conclusione dei lavori della bonifica degli edifici in superficie della Sacelit ed Italcementi di Senigallia, ho realizzato alcune fotografie per evidenziare l’attuale stato della zona rimasta “in preda” agli agenti atmosferici.
Una zona dove dovrebbe partire a breve il piano di caratterizzazione concordato tra organismi della Regione Marche, della Provincia di Ancona, dell’Arpam, dell’Asur, del Comune di Senigallia, dei sindacati, delle organizzazioni che si interessano del problema e della proprietà.
Tale piano consiste nello sterrare e carotare il terreno in più punti con delle barriere cercando di selezionare al massimo la superficie sottostante. Il tutto alla ricerca di eventuali tracce di amianto. Verrà trovato amianto? Ed eventualmente come ci si comporterà a riguardo? Domande alle quali è sicuramente molto difficile ottenere una risposta.
Intanto invito a guardare con attenzione le fotografie allegate e, soprattutto, a riflettere...

IN FEDE

Senigallia, 9 maggio 2007

















26 aprile 2007

Sollecito Petizione N. 225

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

VIA DELLE ROSE, 7
60019 SENIGALLIA (AN)
TEL. 071 – 659611 347 - 9562658

Spett.le
SENATO DELLA REPUBBLICA
SERVIZIO DELL’ASSEMBLEA
11° COMMISSIONE PEMANENTE
(LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE)
PALAZZO MADAMA
ROMA



OGGETTO: SOLLECITO PETIZIONE N. 225


Dopo un anno dalla conclusione dei lavori della bonifica degli edifici in superficie della Sacelit ed Italcementi, ho realizzato alcune fotografie per evidenziare l’attuale stato della zona rimasta “in preda” agli agenti atmosferici.
Una zona dove dovrebbe partire a breve il piano di caratterizzazione concordato tra organismi della Regione Marche, della Provincia di Ancona, dell’Arpam, dell’Asur, del Comune di Senigallia, dei sindacati, delle organizzazioni che si interessano del problema e della proprietà.
Tale piano consiste nello sterrare e carotare il terreno in più punti con delle barriere cercando di selezionare al massimo la superficie sottostante. Il tutto alla ricerca di eventuali tracce di amianto. Verrà trovato amianto ? Ed eventualmente come ci si comporterà a riguardo ? Domande alle quali è sicuramente molto difficile ottenere una risposta.
Intanto invito a guardare con attenzione le fotografie allegate.

Il sottoscritto Carlo Montanari, presidente dell’associazione lotta all’amianto di Senigallia, associata alle associazioni di volontariato e riconosciuta Onlus dalla regione Marche,

CHIEDE


di sollecitare la discussione del disegno di legge A.S. n. 23 recante: “disposizione a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti ed ex esposti all’amianto e dei loro familiari, nonché delega al governo per l’adozione del testo unico in materia di esposizione all’amianto (petizione n.225)”.
Con Vostra lettera – datata Roma 9 ottobre 2006 – protocollo n. 1419/s indirizzata al signor Angelo Borsetti, presidente dell’associazione Alsole, via Val Maira, 6 20162 Milano (Niguarda Pratocentenaro), tale petizione recante n. 225 è stata assegnata alla 11° commissione permanente lavoro previdenza.
Da indiscrezioni mi è stato riferito che tale proposta di legge è ferma per mancanza di fondi.
Un grave problema considerato il perdurare delle vittime e dei casi che arriveranno sino al 2030 e che - come in tutto il mondo - e nello specifico nella mia città dove erano presenti le fabbriche Sacelit ed Italcementi che lavoravano con materiali cancerogeni come l’amianto ed il cemento, continuano ad esistere.
Considerando l’importanza della questione, mi permetto di sollecitare al Senato della Repubblica ed alla Camera dei deputati, la discussione e l’approvazione in modo sollecito della proposta di legge presentata il 28 aprile 2006 in occasione della giornata mondiale delle vittime dell’amianto.
In attesa di un Vostro cenno di riscontro, si porgono distinti saluti.

IN FEDE

Senigallia, 26 aprile 2007

09 agosto 2006

Il parcheggio nell'area ex-Sacelit chiuso definitivamente

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

VIA DELLE ROSE, 7
60019 SENIGALLIA (AN)
TEL. 071 – 659611 347 - 9562658

Spett.li
ORGANI DI INFORMAZIONE LOCALI



OGGETTO: IL PARCHEGGIO NELL’AREA EX SACELIT CHIUSO DEFINITIVAMENTE



Nell’area dell’ex stabilimento Sacelit, da tempo interessata da bonifica, è stato aperto per alcuni giorni un parcheggio per auto. Fatto che il sottoscritto, casualmente, notava in data 30 luglio e, conoscendo la pericolosità e del luogo e la delicatezza della questione chiedeva un apposito sopralluogo alle autorità competenti per accertare se tale parcheggio potesse essere considerato sicuro per la sicurezza della gente anche in considerazione del fatto che manca l’asfalto e non è ancora stata pienamente definita la caratterizzazione del sottosuolo interessato alla bonifica.
A distanza di una decina di giorni da tale richiesta il parcheggio è stato CHIUSO e, da quanto apprendo dall’assessore competente Simone Ceresoni, “…resterà chiuso definitivamente in quanto il soggetto gestore non ha ancora ottemperato agli obblighi previsti nell’atto concessorio”.
In occasione di quanto accaduto vorrei fornire alcune riflessioni, innanzitutto affermando che il sottoscritto non si sente “colpevole o responsabile della segnalazione”, portata avanti solo e soltanto con lo scopo di tutelare la salute dei cittadini, ignari della situazione del parcheggio e di non sapere cosa significa ammalarsi a causa dell’amianto.
Tanto per essere chiari, la mia non è stata una questione personale per essere stato sottoposto a due interventi chirurgici per tumore derivati molto probabilmente dall’amianto killer, bensì una precauzione per tutti i cittadini.
Ritengo inoltre importante spiegare come si era arrivati ad assegnare il parcheggio in “quell’area maledetta”.
A seguito di una determinazione del dirigente n. 720 del 10 luglio 2006 del Comune di Senigallia – servizi finanziari, ufficio patrimonio – avente come oggetto “Comodato area sita in lungomare Mameli – piazzale ex Sacelit – per realizzazione parcheggio pubblico a servizio della spiaggia società Vecchia Darsena”, ed una determinazione del dirigente n. 730 dell’11 luglio 2006 del Comune di Senigallia – servizi finanziari, ufficio patrimonio – avente per oggetto “sub comodato alla FIBA Confesercenti dell’area sita in lungomare Mameli – piazzale ex Sacelit – per parcheggio pubblico a servizio della spiaggia”, si stipulava:
1) Con la FIBA Confesercenti un contratto di sub comodato gratuito dell’area sita in Senigallia, lungomare Mameli da destinare a parcheggio pubblico.
2) Stabilire che tale contratto avrà durata sino al 25 settembre 2006
3) Approvare lo schema di contratto che allegato al presente atto ne forma parte integrante e sostanziale.
4) Di intervenire in qualità di legale rappresentante dell’ente per dare concreta attuazione al presente atto e di sottoscriverlo ai sensi dell’articolo 107 comma 3 del D.L. n. 267 del 18 agosto 2000.
5) Di stabilire che tutte le spese contrattuali, dipendenti e conseguenti, relative allo stipulato atto saranno a carico del sub comodato FIBA Confesercenti.
All’articolo 4 si stabiliva altresì:
Sarà a carico del comodatario, la responsabilità di regolamentare l’utilizzo dell’area parcheggio, comprensiva di tutte le opere necessarie per essere utilizzata (segnaletica, zebratura, recinzioni, ecc.) provvedendo alla chiusura ed all’apertura dell’area concessa.
Si fa presente inoltre che sulla stessa area risultano presenti situazioni di pericolo per la pubblica incolumità (pozzi, vasche aperte, mancanza di pavimentazione, avvallamenti diffusi, ecc.) ed in tal senso si impegna espressamente a porre in essere a sua cura e spese tutte le opere necessarie ed opportune al fine di eliminare dette situazioni di pericolo e mettere conseguentemente in sicurezza l’area in relazione alla dichiarata fruizione a parcheggio e comunque per l’accesso al pubblico.

Sin qui i fatti. Come sopra riportato, in data 30 luglio notavo per caso tale parcheggio e, preoccupato della cosa, inviavo nota di segnalazione ai carabinieri del Noe, all’Arpam (dott. Paoloni e dott. Orilisi, chimico del dipartimento provinciale che si occupa del servizio rifiuti e suolo), all’Asur e naturalmente al sindaco di Senigallia per chiedere un sopralluogo.
Poi, in data 8 agosto u.s. dalla stampa locale apprendevo che l’Amministrazione comunale, dopo aver valutato che in effetti il soggetto gestore non ha ancora ottemperato agli obblighi previsti nell’atto concessorio, si è prontamente attivata imponendo la chiusura del parcheggio e prescrivendo al contempo precise azioni destinate a mettere definitivamente in sicurezza l’area. Quando tali condizioni saranno soddisfatte, si potrà ottenere la revoca dell’atto di chiusura.
Ultimo avvenimento: in data 9 agosto si è appreso che il parcheggio resterà chiuso definitivamente in quanto la FIIBA Confesercenti non sarebbe intenzionata ad effettuare tali norme di sicurezza.

IN FEDE
Carlo Montanari



Senigallia, 09 agosto 2006

19 aprile 2006

Risposta dell'Associazione Lotta all'Amianto all'EDRA e Vecchia Darsena

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

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OGGETTO: SEGNALAZIONI DELL’ALA PRESE IN SERIA CONSIDERAZIONE


Ho riflettuto 24 ore prima di rispondere all’ennesima nota stampa dell’Edra Costruzioni scritta con lo stile arrogante che la contraddistingue.

Poi, a seguito di attestati di stima da parte di autorità competenti (politiche, sanitarie e sindacali), ho deciso di rispondere per dimostrare, per l’ennesima volta, che l’associazione per la lotta all’amianto lavora per tutelare la salute dei cittadini senigalliesi.

Innanzitutto vorrei sottolineare che uno dei motivi principali della convocazione della riunione della commissione di monitoraggio sui lavori di bonifica all’ex Sacelit ed Italcementi istituita dal Comune di Senigallia, era quello di dimostrare come stava procedendo la bonifica.

Dimostrare sulla base delle innumerevoli segnalazioni ed osservazioni che l’ALA ha fatto nel corso delle ultime settimane.

E ribadisco ancora, per chi continua ad avere orecchie da mercante, che le segnalazioni e le osservazioni dell’ALA sono state fatte esclusivamente per garantire la salute dei cittadini dai rischi di quell’amianto killer che, a Senigallia, ha provocato piu’ di 200 morti.

Nel corso della riunione in Comune, tutta verbalizzata, è stato piu’ volte ringraziato l’operato dell’associazione per la lotta all’amianto che, in molte circostanze, ha contribuito a far conoscere situazioni a rischio ed a fornire documentazioni utili.

Se l’ALA non fosse stata attendibile, l’Amministrazione comunale non si sarebbe mossa nella direzione di intense verifiche e di predisposizione di precauzioni su quanto segnalato.

Se l’ALA non fosse stata attendibile, certi campionamenti non sarebbero stati effettuati.

Se l’ALA non fosse stata attendibile, la Cgil non l’avrebbe difesa a spada tratta.

Se l’ALA non fosse stata attendibile, le osservazioni sulla sala Olandesi non sarebbero state prese così seriamente in considerazione dall’assessore all’ambiente Simone Ceresoni.

Se l’ALA non fosse stata attendibile, non annovererebbe tra i propri soci persone importanti e di spessore sulla conoscenza di normative sull’amianto.

L’elenco di … se l’ALA non fosse stata attendibile … potrebbe essere molto piu’ lungo ma – per ora – preferisco fermarmi qui perché la “battaglia” dell’ALA non è contro l’Edra o la Vecchia Darsena, ma è molto piu’ semplicemente una “battaglia” per difendere i cittadini dal rischio amianto.

Ho visto morire tanta gente per colpa dell’amianto e, come presidente dell’associazione per la lotta all’amianto, pretendo che non ci sia il minimo rischio che l’amianto possa colpire anche in futuro.

E assicuro che questa mia pretesa è condivisa in pieno dalla stragrande maggioranza degli addetti ai lavori. Tanto è vero che, durante la commissione di monitoraggio in Comune, l’ispettore dell’Asur Rossetti ha dichiarato che “se nei campionamenti troviamo anche solo una quantità minima di fibre di amianto facciamo sospendere subito i lavori”.

Quello che chiedo, a questo punto, è di lavorare tutti assieme per la salute della gente ed evitare polemiche personali che, sicuramente non servono al raggiungimento del risultato comune.

Se poi così non sarà, saremo costretti a continuare a rendere noto pubblicamente – volta per volta – come si sta muovendo l’ALA.

E’ una semplice richiesta e, per favore, non fateci arrabbiare veramente…

Senigallia, 19 aprile 2006

14 aprile 2006

Piano integrativo contro il rischio amianto alla Sacelit e rassicurazioni da Comune e Asur

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

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Spett.li
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OGGETTO: PIANO INTEGRATIVO CONTRO IL RISCHIO AMIANTO ALLA SACELIT E RASSICURAZIONI DA COMUNE ED ASUR


Da diversi giorni il dibattito sulla bonifica da amianto degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi sembra essersi affievolito.
A nome dell’associazione per la lotta all’amianto sento quindi il dovere di informare i senigalliesi che, nonostante un periodo di “concordato silenzio”, il lavoro di controllo su quanto sta accadendo va avanti con molta attenzione.
Da settimane l’ALA sta infatti raccogliendo documentazioni importanti e fotografando e filmando quotidianamente i lavori di bonifica.
Grazie al lavoro di numerosi cittadini che, gratuitamente e per spirito collaborativo nei riguardi della città, hanno contribuito a verificare su come procedono i lavori, l’associazione ha ottenuto una preziosa collaborazione da parte di organi competenti.
Mi spiego meglio. L’ALA, come da suo statuto ma probabilmente non noto a tutti, lavora senza fini di lucro per la tutela della salute dei cittadini e, dopo varie segnalazioni e contestazioni, ha recentemente ottenuto quello che voleva: controlli piu’ frequenti da parte dell’amministrazione comunale e verifiche delle polveri attraverso appositi campionamenti.
Oltre a 10 sopralluoghi da parte dell’Asur, sono stati effettuati, attraverso analisi di microscopia elettronica, 3 campionamenti esterni, 6 campionamenti ambientali e 4 campionamenti su materiali di demolizione.
Ma attenzione: questo ci rassicura ma non significa che possiamo stare tranquilli. A dimostrazione di quanto appena affermato – sempre a seguito di segnalazioni e documentazioni fornite agli organi competenti dall’ALA – rendiamo noto che è stato chiesto un ulteriore piano integrativo per lo smaltimento della sala olandesi dell’ex Sacelit.
Purtroppo a riguardo – anche da parte dell’Asur – è spuntata la parola RISCHIO AMIANTO è si sta così provvedendo con un apposito piano integrativo a trattare meglio l’incapsulamento e lo smaltimento del materiale ferroso considerato come con rischio di contenimento amianto.
Questa è una delle tante battaglie vinte dall’ALA per assicurare e tutelare la salute dei cittadini dall’amianto killer che, non dimentichiamolo, a Senigallia ha provocato piu’ di 200 morti. Una delle tante battaglie per garantire che non ci sia leggerezza nei lavori di bonifica.
Ribadisco ancora, una delle tante battaglie perché, grazie alle nostre segnalazioni, diverse altre situazioni a possibile rischio sono state almeno parzialmente poste sotto controllo.
E per questo colgo l’occasione per ringraziare l’assessore all’ambiente Ceresoni e l’ispettore dell’Asur Rossetti che stanno prendendo a cuore la bonifica.
Il fatto di aver sentito dichiarazioni del genere “se troviamo anche una quantità minima di fibre di amianto facciamo sospendere immediatamente i lavori di bonifica” rassicura il sottoscritto e, immagino, centinaia e centinaia di senigalliesi.
La nostra opera di controllo per la città comunque non si esaurisce affatto.
Anzi le documentazioni in nostro possesso (in particolare fotografiche e video) meritano ancora molte altre garanzie.
Garanzie che riteniamo giusto ottenere a nome dell’intera città e per rispetto di tutti i morti a causa dell’amianto.
Buona Pasqua a tutti.

IN FEDE
(Carlo Montanari)



Senigallia, 14 aprile 2006

23 marzo 2006

Lettera di un cittadino senigalliese sul problema amianto

Chi scrive è Stefano Franceschini, di professione commerciante, residente a Senigallia a poche decine di metri dalla zona dove si stanno effettuando i lavori per la bonifica dell'amianto.

Per dovere di cronaca, come cittadini residenti nelle zone prospicienti e limitrofe alla zona ex Sacelit teniamo a precisare quanto segue:

nel leggere questa mattina un articolo apparso sulla stampa locale (Resto del Carlino) riferito alla bonifica sull’area ex Sacelit ci son tornati in mente gli articoli dei giorni scorsi pubblicati dai quotidiani cittadini. In questi veniva affermato, da parte del legale della ditta Nuova Darsena proprietaria dell’area,
“che la bonifica dell’amianto sovrasuolo alla Sacelit era terminata”
e non come nell’articolo di oggi
“che la rimozione del materiale sovrasuolo contenente amianto è terminata per tutte quelle parti per le quali è stata avviata la demolizione
, con stupore invece possiamo affermare che ancora ieri, 22/03/06 e quest’oggi come già fatto giorni passati, gli operai in tuta bianca, rimuovevano sia le lastre che altri manufatti in fibrocemento anche in parti in cui la demolizione muraria non è stata ancora avviata.

Le tettoie dell’edificio locale officina, sono state verniciate solo questa mattina, 23/03/2006 e purtroppo la pioggia ha reso quasi inutile tale lavoro, tantochè gli operai sono stati costretti a ripetere l’operazione.

Noi residenti che abitiamo a pochi passi dall’area la situazione dei lavori l’abbiamo sotto gli occhi tutti i momenti.

Per maggior chiarezza vorremmo inoltre puntualizzare: è solo da pochi giorni e dopo nostre pressanti proteste che sono pervenute prima una, poi un’altra cisterna di acqua per cercare di domare l’enorme polverone causato dai detriti della demolizione. ( …..E PRIMA???? Quanta polvere abbiamo respirato????)

Per quanto poi riguarda il vento, se non fosse stato ancora una volta per le nostre continue lamentele, probabilmente i lavori non si sarebbero fermati e non più volte come affermato, ma solo un paio di volte.

Vista l’altissima pericolosità dell’area, è fondamentale per noi che i lavori di bonifica siano eseguiti al più presto, ma il tutto deve essere fatto in assoluta sicurezza, con seri, continui e non sommari controlli da parte delle autorità competenti per garantire a noi, ai nostri figli e a chi sta lavorando nell’area, un futuro migliore di quella povera gente ci ha lavorato …...e sappiamo tutti che fine ha fatto.

Sull’amianto non si può scherzare così come sulla salute.

FRANCESCHINI STEFANO

SENIGALLIA 23/03/2006