13 dicembre 2008

L'Ala esce dal forum sulla bonifica dall'amianto a Senigallia

L’associazione Lotta all’Amianto combatte da anni per la sicurezza della salute dei cittadini sulla presenza di amianto a Senigallia. Nel suo piccolo ha fatto di tutto per raggiungere questo risultato e, purtroppo, la maggior parte delle “battaglie” le ha dovute affrontare con notevoli dispiaceri, sia a livello personale che istituzionale.

Una breve premessa per dire che, ancora una volta l’ALA non ha ottenuto le necessarie e soprattutto richieste rassicurazioni sui lavori conclusivi della bonifica da amianto negli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi. Non le ha ottenute dal Forum o cosiddetto tale voluto dall’Amministrazione comunale per spiegare cosa sta accadendo affinchè tutto proceda regolarmente. Mi piange il cuore, ma dopo le ultime richieste avanzate nella riunione del Forum del 9 dicembre scorso, ho ottenuto le solite … parole.

Esattamente: parole, parole e tante altre parole ma nessun fatto concreto sulle operazioni di bonifica in corso. Nessuna rassicurazione che permetta ai senigalliesi di poter stare tranquilli al 100%. E per questo ho deciso di uscire dal Forum. L’ALA esce per protestare con la speranza che questo gesta serva a far riflettere chi di dovere. Il sottoscritto presidente dell’associazione esce dal Forum, anche se continuerà la sua battaglia in altre sedi. Se gli altri componenti dell’associazione vorranno continuare (a livello personale) a partecipare non mi opporrò.

Carlo Montanari - pres. A.L.A.

da Vivere Senigallia del 13/12/2008

27 novembre 2008

Bonifica tetto con lastre in cemento amianto in via Cavallieri di V.Venero vicino alla scuola Arcobaleno di via delle rose 3/bis

Come si vede trattasi di lastre in cemento amianto simili a quelle vicino alla scuola Arcobaleno con 120 bambini. Si vede con quanta cura vengono trattate? E' una vergogna che ancora non sono state bonificate.

ALA - Carlo Montanari

20 novembre 2008

07 novembre 2008

La Sacelit nel bilancio 2009 del Comune di Senigallia

[...]
Sempre nel 2009 il Consiglio Comunale sarà chiamato ad approvare il piano di lottizzazione dell'area ex Sacelit Italcementi che, oltre alla realizzazione di un nuovo polo turistico, metterà in collegamento i due lungomari e il centro storico.

Sempre l'area dell'ex cementificio sarà oggetto della definitiva opera di bonifica del sottosuolo dall'amianto [...]

da Vivere Senigallia del 07/11/2008

27 ottobre 2008

Altreconomia n. 98 - ottobre 2008 - Speciale sull'amianto

L'inchiesta del mese, è dedicata al mondo dell'amianto ed è firmata da Mario Portanova (già firma di Diario): un viaggio dalle miniere dal Canada agli slum indiani, passando per l'Italia. In totale riserbo, infatti, il Paese del Nord America esporta ancora il minerale killer nei Paesi più poveri, come l'India, dove viene lavorato anche a mani nude. Invece l'Italia, che ha messo al bando l'amianto nel 1992, non affronta il problema della bonifica delle aree inquinate. Ci prepariamo così al picco delle morti, nel 2020.

da Altreconomia n.98 - Ottobre 2008

L'articolo è presente solo nella versione stampata e verrà pubblicato sulla rete in futuro.

24 ottobre 2008

AMIANTO: QUARTIERE 'BLINDATO' AD AVELLINO PER BONIFICA

Un intero quartiere di Avellino e alcune aree dei comuni limitrofi di Montefredane, Arcella e Atripalda saranno 'blindati' per i lavori di bonifica della ex Isochimica, l'azienda che per anni ha lavorato alla scoibentazione delle carrozze ferroviarie. [...]

da Repubblica del 24 ottobre 2008

17 ottobre 2008

Amianto: il progetto della mappatura regionale affidato alla Ausl di Viterbo

E’ stato avviato nella Regione Lazio il progetto per la mappatura della presenza di materiali contenenti amianto (MCA). La realizzazione del censimento è stata affidata al Centro regionale amianto – laboratorio Igiene industriale della Ausl di Viterbo, in collaborazione con i dipartimenti di Prevenzione delle Asl, dell’Arpa Lazio, del Registro Mesoteliomi (istituito presso la Asl Rm-E), dell’assessorato all’Ambiente e quello della Sanità.
[...]

da CivitaCastellana.com il 17/10/2008

15 ottobre 2008

La storia e l'architettura di Senigallia nel nuovo quartiere all'ex Sacelit

"La più grande trasformazione urbana che la città si ritroverà a realizzare" così il Sindaco di Senigallia Luana Angeloni definisce il piano attuativo dell’area ex Sacelit. Il progetto è stato presentato alla Giunta Municipale mercoledì 15 ottobre dall’architetto di fama internazionale Paolo Portoghesi incaricato dall’attuale proprietario dell’area Pietro Lanari.
[...]

in cui mi permetto di dubitare della seguente
Un’area la cui bonifica dall’amianto, secondo Lanari, necessita solo di 2/3 mesi per lo sgombero del materiale di sovrasuolo, uno sgombero che l’Assessore Simone Ceresoni, assicura "avverrà secondo la normativa vigente".
[...]

da 60019.it del 15/10/2008

13 ottobre 2008

Conto Anch'io: pannelli fotovoltaici al posto di eternit sui tetti dei capannoni

Sassuolo - Ogni anno l’amianto uccide tantissime persone in tutta Italia. A causa di gravi malattie ai polmoni, dal mesotelioma, un tumore maligno della pleura, all’asbestosi al carcinoma polmonare. I rischi che derivano dalla presenza dell’eternit , spesso, sono ampiamente sottovalutati, se non ignorati. In effetti, il materiale è innocuo fin quando viene mantenuto in perfette condizioni. Ma, non appena comincia a usurarsi o sfaldarsi, libera delle fibre cancerogene, che possono essere facilmente inalate attraverso la respirazione.
[...]

da Sassuolo 2000 del 13/10/2008

Sacchi di amianto in strada

Una corsetta, a volte, non fa bene. Monza, San Fruttuoso, si imbocca una via che passa tra due campi (via Tanaro) e si scopre un piccolo cimitero di rifiuti. Sono mesi che è lì. Lì non c’è un lampione e la notte c’è traffico. Vengono abbandonati scarti di edilizia: fra questi anche Eternit. Facile equazione: Eternit uguale amianto. Poi una domenica i rifiuti diventano due sacchi e un pacco.
[...]

da Metro del 13/10/2008

NUOVA LEGGE SUI RISCHI DA AMIANTO

"E' il frutto di un percorso lungo, condiviso con tutti le persone e i soggetti interessati, che assume degli impegni importanti, anche per portare a conoscenza, pure di fuori dai confini piemontesi, delle opportunità e delle misure da prendere": l'assessore regionale all'Ambiente, Nicola de Ruggiero, commenta così l'approvazione della legge "Disposizioni per la prevenzione dei rischi ambientali e sanitari derivanti dalla presenza di amianto negli edifici pubblici e privati, nelle strutture e infrastrutture, nell'ambiente", votata all'unanimità il 7 ottobre dal Consiglio regionale.
[...]

da Lavori Pubblici il 13/10/2008

Amianto, 352 tumori nel Lazio

È stato avviato nella Regione Lazio il Progetto per la mappatura della presenza di materiali contenenti amianto (Mca) in tutto il territorio regionale con l'invio di 30 mila lettere ad altrettanti soggetti pubblici o privati potenzialmente interessati.
[...]

da Il Tempo del 13/10/2008

09 ottobre 2008

A.L.A: per lo smaltimento dell'amianto prendiamo esempio dal Piemonte

In questi giorni, la Giunta regionale del Piemonte ha approvato il programma 2008 di finanziamento degli interventi di bonifica e lo smaltimento dell’amianto.

Un provvedimento fondamentale per il quale la nostra Regione dovrebbe prendere esempio per rendersi veramente conto cosa bisogna fare per eliminare veramente la presenza di amianto. Il sottoscritto si batte da sempre per i danni provocati dall’amianto a Senigallia e per quelli che potrebbe creare in futuro. Ritengo quindi sia molto importante rendere noto cosa accadrà da ora in poi in Piemonte grazie a questo programma. E soprattutto – ribadisco – riflettere e prendere esempio. Lo stanziamento globale ammonta a oltre 10,2 milioni di euro e prevede interventi in quasi tutte le province piemontesi. La tipologia delle attività va dalla messa in sicurezza di alcuni siti, a veri e propri progetti di ripristino ambientale. Vengono utilizzate risorse proprie della Regione Piemonte, a differenza delle bonifiche di carattere nazionale (Acna, Pieve Vergonte, Basse di Stura, Casale Monferrato, ecc.) che vengono finanziate con fondi statali. Sotto il profilo economico si tratta un impegno considerevole, dalla Giunta regionale ritenuto imprescindibile e vincolante nonostante le difficoltà attuali della finanza pubblica. Il testo approvato tende ad affrontare sotto tutti i punti di vista la gestione delle situazioni in cui occorre eliminare e smaltire i manufatti contenenti amianto.

La legge incentiva la ricerca sulle patologie correlate all’amianto, in primis il mesotelioma, e sostiene anche la ricerca applicata per trovare soluzioni più sicure ed economiche per lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto, provenienti dalla demolizione di manufatti. Il Piemonte vanta una lunga esperienza in tema di bonifica da amianto dato che già negli anni ’90 era stato attivato un piano operativo di bonifica nel Casalese, per il risamanento dell’area dell’ex stabilimento Eternit, per la rimozione dei tetti con copertura di amianto negli edifici pubblici e per l’eliminazione del "polverino" usato in modo improprio per pavimentare cortili di edifici pubblici e privati e per l’isolamento termico dei sottotetti. Bisogna inoltre ricordare che anche Balangero, una grande miniera a cielo aperto di minerali contenenti amianto, è in corso di recupero ambientale. Ora si tratta di rendere amianto-free tutta la Regione: un obiettivo ambizioso ma necessario.

La nuova legge prevede un piano per individuare, tramite censimenti, le aree dove è prioritario l’intervento, proporzionato ai rischi connessi. Peraltro, in questa azione occorrerà aiutare i privati nell’eliminazione delle coperture di amianto e sostenere la rimozione di questo materiale pericoloso anche da edifici di servizio pubblico e dove sono presenti comunità, innanzitutto da scuole e case di riposo per anziani. La legge mette in evidenza l’impegno del Piemonte su questo tema, anche se è necessario un sostegno adeguato a livello finanziario. Come nelle Marche, ed in particolare a Senigallia, la storia dell’amianto in Piemonte è costellata di numerosi lutti e di vittime inermi che hanno pagato con la vita la presenza di un’attività che, con l’evoluzione delle conoscenze, si è rivelata pericolosa per la salute.

Ora non è sufficiente vietare la lavorazione dell’amianto e auspicare che la magistratura individui le responsabilità individuali per sanzionare coloro che, per negligenza o per interessi, si sono resi responsabili del perdurare dei rischi, pur essendo a conoscenza degli effetti nocivi dell’amianto sulla salute. Tutto ciò che si sta facendo è un atto dovuto nel ricordo delle vittime e per rispondere alle attese dei comitati dei familiari delle vittime.

03 ottobre 2008

La Telenovela delle tettoie in cemento amianto vicino alla scuola Arcobaleno

Incredibile ma vero: le tettoie in cemento amianto, da anni al confine della scuola dell’infanzia “Arcobaleno” di Senigallia, continuano a non essere rimosse.
Da tempo definisco la vicenda una “telenovela” che, a questo punto, rischia seriamente di essere presa in considerazione da qualche regista televisivo per realizzarne una trasmissione a puntate. Chissà magari addirittura una “soap opera”.

Sono infatti sempre di più le persone che mi chiedono aggiornamenti sulla questione e, considerato che c’è anche chi mi ha chiesto di fornire una “trama” approfitto di queste colonne per riepilogare la “telenovela”, per ora composta da 12 puntate, che proprio questi giorni, festeggia tre anni di racconti.
Una “telenovela” che prendendo spunto da un noto brano musicale e film degli anni ’80 intitolerò “Never ending story”.
Con l’augurio che le persone coinvolte che, abitualmente amano definirsi e soprattutto farsi trattare come persone serie, si interroghino sul perché di simili incredibili ritardi nella risoluzione di un problema che necessiterebbe di pochi giorni di lavoro e di pochi soldi di investimento.

1) In data 6 ottobre 2005 il sottoscritto presidente dell’ALA Associazione lotta all’amianto di Senigallia Onlus, scriveva al prof. Mario Cavallari, preside della Scuola “Marchetti” per segnalare la presenza di capanne ricoperte con lastre in cemento-amianto ai confini della scuola “Arcobaleno” di via delle Rose.

2) In data 8 ottobre 2005 riceveevo per conoscenza una lettera del prof. Mario Cavallari che segnalava tale inconveniente al dott. Giovanni Fiorenzuolo dell’ASUR n.4 di Senigallia, responsabile della questione.

3) In data 25 ottobre 2005 ricevevo per conoscenza, lettera inviata dal dott. Fiorenzuolo al prof. Mario Cavallari in cui si sottolineava che le coperture di cui trattasi, ad un esame visivo e tattile, risultano in buone condizioni di manutenzione ad allo stato attuale non costituivano pericolo per la salute pubblica.
4) In data 27 ottobre 2005 producevo un seconda segnalazione ed a quel punto il Comune di Senigallia chiedeva un sopralluogo al dipartimento provinciale Arpam di Pesaro. In realtà, di questo sopralluogo non ebbi più notizie precise per mesi. Tornai a scrivere al sindaco per chiedere spiegazioni di queste lungaggini ma, purtroppo il tempo passava inesorabilmente.
Ma non mi arresi.

5) Decisi di procedere con una raccolta di firme (petizione di n°68 firme consegnate al sindaco di Senigallia in data 7 febbraio 2006.per mantenere alta l’attenzione sulla problematica. Inoltre continuavo a chiedere al sindaco il perchè dall’Arpam di Pesaro nessuno arrivava ad effettuare i sopralluoghi richiesti.

6) A questo punto il primo cittadino (maggio 2006) mi scrisse dicendo che l’Arpam di Pesaro non avrebbe fatto sopralluoghi perché quello precedente dell’Asur zona territoriale n°4 di Senigallia effettuato ad ottobre 2005 poteva ritenersi “esaustivo dello stato di conservazione del materiale e del pericolo ad esso associato.

7) Allora decisi di scrivere nuovamente al sindaco ( agosto e settembre 2007) attraverso il sito web dell’Amministrazione comunale, ottenendo una nuova promessa: quella di riuscire a coinvolgere nuovamente l’autorità sanitaria per un sopralluogo.
Sopralluogo che avvenne e, come sopra descritto, evidenziò nell’apposita relazione, che si chiede di intervenire per la messa in sicurezza della struttura.

8) A questo punto è difficile attribuire un termine alla questione “rischio amianto”nei pressi della scuola materna Arcobaleno di via delle Rose. Da un lato sembra una “telenovela”, ovvero una storia con un determinato numero di puntate, da un altro appare una “soap opera”, ossia appuntamenti televisivi dove ogni tanto entrano in scena nuovi personaggi che si impegnano per tentare di risolvere problematiche, a volte non risolte dai protagonisti principali.

Ma non finisce qui.
9) Questo lungo preambolo per introdurre l’ultima puntata della story che si arricchisce dell’interrogazione del consigliere comunale, capogruppo e Presidente della quinta Commissione consiliare Pubblica Istruzione, Cultura, Promozione, Pari Opportunità, Roberto Mancini.
L’esponente di Rifondazione Comunista ha scritto un’interrogazione all’assessore all’ambiente Simone Ceresoni facendo riferimento alla scuola materna “Arcobaleno” di Senigallia, frequentata da 120 bambini, dove nelle vicinanze, sono collocati alcuni fabbricati adibiti ad autorimesse e/o depositi, i quali presentano coperture di cemento amianto in discutibile stato di conservazione.
Mancini rileva “ un’insanabile contraddizione circa la non sussistenza della necessità di un intervento immediato da una lato e, dall’altro, l’imposizione di bonifica e/o messa in sicurezza dei manufatti in parola nel breve tempo di un anno”.
Insomma, come più volte rimarcato dal sottoscritto, Mancini afferma che “un servizio deputato alla prevenzione dovrebbe intervenire prima del manifestarsi di rischi per la salute pubblica e non dopo”.

10) In data 29 novembre 2007 l’assessore Simone Ceresoni scrive al difensore civico, avv.Sabina Sartini segnalando come nonostante l’Asur abbia affermato che solo dopo la prossima valutazione dall’autunno 2008 si potrà emettere ordinanza di rimozione o messa in sicurezza, il sottoscritto si è attivato per incontare tutti i proprietari delle strutture coperte con materiali in cemento amianto. In tale occasione si è constatato che, in virtù di quanto precedentemente segnalato dalla relazione dell’Asur, vi è la più ampia disponibilità a mettere in sicurezza le coperture entro la data indicata dall’Asur, ovvero a rimuovere il materiale contenente amianto, pur al momento non essendo obbilgati.

11) In data 26 marzo 2008 nell’ingresso della scuola “Arcobaleno” a firma del dirigente scolastico Mario Cavallari veniva affisso un avviso che nell’ultimo paragrafo diceva: “I proprietari si impegnano entro l’estate ad effettuare l’incapsulamento delle tettoie, con materiali isolanti, con la prospettiva, in breve tempo della rimozione totale”

12) In data 3 ottobre 2008 non è ancora accaduto nulla e…la telenovela continua.

di
Carlo Montanari

30 gennaio 2008

Senigallia: Presto i lavori sulla ex scuola di Gabriella

Stanno per prendere il via i lavori di risistemazione della struttura precedentemente adibita a scuola nella frazione della Gabriella.

Con un impegno di spesa di 42.000 euro si procederà in dettaglio alla rimozione della copertura in amianto, al rifacimento di tutte le pavimentazioni interne, alla realizzazione di un nuovo impianto idraulico, alla sistemazione dei bagni e alla sistemazione di nuovi discendenti esterni.
“Si tratta di un intervento generale – spiega l’Assessore comunale alle Infrastrutture, Maurizio Mangialardi – per rendere pienamente funzionale un edificio che ha finora assolto in modo inadeguato alle sue funzioni sociali. Al termine delle operazioni, invece, la struttura potrà divenire formalmente un polo di grande interesse per la zona di Gabriella e Ciarnin, rappresentando un punto di aggregazione sia per anziani che per giovani.”
“Dopo gli interventi effettuati in passato per l’adeguamento a norma dei Centri Sociali di Marzocca e Borgo Molino, così come per il bocciodromo Le Querce – continua l’Assessore Mangialardi – è questa un’altra risposta importante offerta al nostro territorio. La ex scuola di Gabriella potrà così acquisire nuove e preziose funzionalità, tanto che le associazioni locali stanno già organizzandosi per assumerne in futuro la gestione, assieme alla relativa Circoscrizione.”
L’intervento è stato assegnato alla ditta Edra Ambiente e inizierà nel mese di febbraio per concludersi entro 90 giorni.

da 60019 del 30/01/2008

21 gennaio 2008

Il Sen. Casson conferma: l’amianto cancerogeno dal 1960

Nei giorni scorsi si è svolto presso l’auditorium San Rocco di Senigallia un interessante incontro alla presenza del senatore Felice Casson che, nell’occasione, ha presentato un proprio libro su quanto accaduto a Porto Marghera.

L’appuntamento non ha ottenuto grandi riscontri a livello comunicativo e questo fatto lascia purtroppo molto rammarico. In effetti il personaggio in questione avrebbe meritato molta più attenzione per la sua esperienza e per il proprio impegno nella lotta contro l’amianto e tutti quei materiali cancerogeni che da anni stanno provocando la morte di lavoratori.

Per questo motivo non posso non sottolineare una dichiarazione del senatore Casson che, senza troppi giri di parole, ha sostenuto la pericolosità e la cancerogeneità dell’amianto e del cloruro di vinile per le produzioni in pvc sin dal lontano anno 1960.

Quello che ha maggiormente colpito – e non solo il sottoscritto ma l’intero pubblico presente al san Rocco – è però il fatto che sin dal 1960 chi di dovere era perfettamente a conoscenza del rischio mortale dell’amianto. Ma sin dal 1960 una sorta di “patto di alleanza” tra organi istituzionali e titolari di aziende produttrici di prodotti cancerogeni, ha evitato che la questione venisse divulgata e portata a conoscenza dell’opinione pubblica.

Parole forti, dichiarazioni che devono far riflettere su un problema che da mezzo secolo continua a provocare morti. Le sentenze sulla cancerogeneità dell’amianto sono poi giunte a distanza di anni ma, tutto ciò, è avvenuto soltanto per mancanza di una comunicazione che certi potenti hanno fortemente voluto.

E allora a nome di un’associazione che lotta contro i rischi dell’amianto e che ha pianto la morte di decine e decine di colleghi, chiedo di considerare il problema amianto nella giusta maniera. Mai sottovalutare una questione che resta pericolosissima e che, se non affrontata nella giusta maniera, può anche oggi determinare conseguenze mortali.

Senigallia è stata e resta a tutt’oggi una delle città a più elevato rischio amianto di Italia. Soltanto questo dato meriterebbe una valutazione particolareggiata in qualsiasi minima circostanza si abbia a che fare con l’amianto. E per questo mi rivolgo per l’ennesima volta agli amministratori ed agli attuali organi istituzionali pregandoli di affrontare senza tralasciare il minimo dettaglio qualsiasi intervento abbia a che fare con l’amianto.

Le conseguenze dell’amianto si iniziano ad avvertire a distanza di anni: per questo oggi non si può sbagliare mai, neanche minimamente.

IN FEDE
(Carlo Montanari)

17 gennaio 2008

Verifica dell'amianto alla Sacelit: vigileranno Provincia e Asur

“Per verificare la presenza di amianto e procedere alla conseguente bonifica, l'intera area sarà suddivisa in un reticolo di 20 metri per 20 all'interno delle quali verranno effettuai i carotaggi a due diverse profondità, a 20 e a 80 centimetri, per arrivare poi fino a un metro e mezzo -ha spiegato ai commissari consiliare Ceresoni-. Ad analizzare i campioni di terreno prelevato saranno quindi l'Arpam e anche i tecnici incaricati da parte della proprietà, la società "Vecchia Darsena". Una restante parte dei campioni inoltre rimarrà a disposizione per ulteriori accertamenti se i risultati dell'Arpam e della proprietà non combaciassero”.

Il carotaggio sarà fondamentale per procedere all'eventuale bonifica dall'aminato dell'area Sacelit, tappa obbligata e delicata in vista dell'approvazione in Consiglio Comunale del piano di caratterizzazione previsto per fine gennaio. Se l'approvazione del piano spetta al Comune, la redazione dello stesso e l'esecuzione dei lavori toccherà invece alla Vecchia Darsena, la società che fa capo all'Edra Costruzioni, ancora formalmente proprietaria dell'area non essendo stata finora perfezionata la vendita all'imprenditore anconetano Pietro Lanari, annunciata nell'ottobre scorso per oltre 34 milioni di euro.

“Abbiamo scelto di coinvolgere anche la Provincia perchè i prelievi avvengano seguendo tutti gli standard di sicurezza così come la Asur 4 vigilerà sulla salute degli operai e anche dei residenti della zona -aggiunge Ceresoni- dopo il carotaggio procederemo con gli scavi in profondità per essere certi di non tralasciare la possibile presenza di amianto”.

Nelle operazioni di carotaggio particolarmente utili saranno anche i contributi degli ex operai dell'Italcementi che, grazie alla loro memoria storica, potrebbero indicare i siti più sospetti. Dopo la bonifica del sovrasuolo, effettuata nel 2006, si aggiunge un nuovo tassello verso il processo di riqualificazione dell'area ex Sacelit-Italcementi, destinata a diventare il nuovo polo turistico della Senigallia del futuro. 
 
da Vivere Senigallia del 17/01/2008