27 aprile 2017

A.L.A.: il 28 aprile cerimonia per le vittime dell'amianto

Importante appuntamento organizzato dall’associazione lotta all’amianto con il patrocinio del Comune di Senigallia. Il prossimo 28 aprile, alle ore 11,30, presso la Sala Grande del Centro Sociale di Saline di Senigallia, si svolgerà una cerimonia dedicata alle vittime dell’amianto.

L’appuntamento è stato fissato in concomitanza con la giornata mondiale dell’amianto e prevede, oltre agli interventi di autorità cittadini, la consegna di un paio di riconoscimenti a due donne simbolo delle morti provocate dall’amianto. Nello specifico, si tratta di Bruna Luvieri Livieri, persona molto malata che si sta sottoponendo a pesanti terapie ed ogni giorno lotta con forza, determinazione e tenacia e di Maria Grazia Ruggeri. In questo caso, alla signora Ruggeri, verrà assegnato un riconoscimento alla memoria del marito Romano Goldoni, deceduto a causa di una gravissima malattia, sempre provocata dall’amianto. Sono trascorsi più di dodici anni (28 gennaio 2005), da quando a Porto Alegre (Brasile), nell’ambito del forum mondiale sull’amianto, è stato proposto dall’Abrea, associazione brasiliana degli esposti all’amianto, di definire una giornata mondiale nella quale richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravissimi danni alla salute che l’impiego dell’amianto ha prodotto e, purtroppo, continuerà ancora a produrre per molti anni.

All’unanimità il forum mondiale ha deciso di stabilire la data del 28 aprile di ogni anno e di invitare tutte le associazioni, i movimenti, le istituzioni ed i sindacati a far propria questa ricorrenza, ognuno con la propria sensibilità ed attraverso apposite iniziative. Negli anni scorsi, l’A.L.A. associazione lotta all’amianto, ha sempre ricordato questa data con una celebrazione religiosa in memoria dei morti dall’amianto, alla quale purtroppo, solamente in sporadiche occasioni, sono intervenuti alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale. Quest’anno, in occasione di questa ricorrenza, l’associazione ALA ha così pensato di organizzare questa cerimonia, nel corso della quale consegnare appunto un paio di riconoscimenti a due donne, rispettivamente vittime dirette ed indirette dell’amianto. La consegna del riconoscimento avverrà alla presenza del sindaco Maurizio Mangialardi, dell’assessore ai servizi sociali, Carlo Girolametti e del presidente della Consulta del Volontariato Anna Maria Magi. D’altra parte, non si può dimenticare che Senigallia, la città della Sacelit e dell’Italcementi, sente fortemente questa problematica a causa del decesso di oltre 300 dipendenti delle fabbriche della morte.

E non possiamo nemmeno dimenticare che in Italia - dove sono ancora presenti oltre 40 milioni di tonnellate d’amianto - continuano a morire ogni anno cinquemila persone. Una strage silenziosa provocata dall’amianto custodito tra l’altro anche in tremila scuole del nostro Paese. Purtroppo ancora l'amianto esiste sotto forma di prodotti e nell'aria “spolverata” dalle lastre da bonificare rotte e che rilasciano fibre pericolosissime. Senigallia è una città critica in tutto ciò e me ne rammarico che si continui a tralasciare un censimento che si richiede da anni.

da Carlo Montanari
presidente A.L.A.

13 marzo 2017

Tredicesimo compleanno per l’ALA

Carlo Montanari
via delle Rose,7
60019 SENIGALLIA AN
Tel. 071-659611 cell. 347-9562658
E MAIL: carlomontanari@hotmail.it

Spett.li
Organi di informazione locali
LORO SEDI

Nonostante le tante “chiusure”, continueranno le battaglie per la salute dei cittadini
TREDICESIMO COMPLEANNO PER L’ALA
Il 15 marzo la ricorrenza dell’associazione per la lotta all’amianto


Il 15 marzo è da sempre una data importante per l’Associazione ALA lotta all’amianto ONLUS di Senigallia: l’anniversario della fondazione, giunta al suo tredicesimo anno.
L’ALA è nata da un suggerimento del dott. Massimo Marcellini (mio personale medico oncologico) che dopo il mio primo intervento di TUMORE da Amianto consigliò di costituire un’associazione rivolta al sociale e che si interessasse del problema amianto.
Infatti il 15 marzo 2004 ho istituito ufficialmente questa Associazione denominata ALA (Associazione lotta all’amianto) al fine di tutelare la salute pubblica, la bonifica, le leggi attuative per ottenere riconoscimenti pensionistici o di invalida INAIL e di informazione sul problema, purtroppo ai più sconosciuto.

Ma di questa carenza informativa, la cosa più grave emerge dopo che la Regione Marcheha legiferato un decreto nel 1997 in cui si dava modo ai Comuni della Regione Marche di poter effettuare un censimento ed una bonifica da amianto.

Considerando poi che nel Comune di Senigallia è stato presente uno stabilimento “SACELIT” che produceva materiali in cemento-amianto, la nostra città è stata quella maggiormente colpita dall’inquinamento prima con l’uso di tetti di tale materiale e di quant’altro venisse usato in edilizia per la costruzione di fabbricati o capannoni in genere,e successivamente con la famosa bonifica dei due fabbricati Sacelit ed Italcementi.

Raccontare tutta la storia dei lavori presso l’ex stabilimento, sarebbe troppo lungo e tortuoso, ma pensare che a marzo 2017 si parla ancora di opere di bonifica inerente le acque sotterranee alla SACELIT, lascia spazio a molte perplessità.

Io che sono stato il presidente per tutti questi 13 anni, posso vantarmi di aver contribuito nel mio piccolo a far si che l’Ufficio di prevenzione dell’Asur (Ente preposto alle bonifiche da amianto) eseguisse sopralluoghi di tante denuncie prodotte e risultate poi positive per il loro risvolto di bonifica.

Ma perché primi di intervenire, gli addetti ai lavori debbono aspettare sempre le mie proteste?

Cambiando scenario, vorrei tornare sulla notizia che ha destato molto interesse ormai da sei anni a questa parte, perché, a volte, accadono cose impreviste. Accade ad esempio che una piccola associazione come l’ALA (associazione lotta all’amianto) sia riuscita a far liquidare nell’arco di poche settimane quasi 7 milioni di euro (per la precisione 6 milioni e 830 mila euro) a favore di persone che si sono ammalate lavorando alla Sacelit di Senigallia.

Portando avanti una trattativa con i vertici della Sacelit di Bergamo, sono state analizzate, sistemate e soprattutto concretizzate decine di pratiche per risarcire appunto coloro che, lavorando alla Sacelit, si sono ammalati e sono morti a causa dell’amianto.

Grazie all’ALA, un piccolo sodalizio esistente da 13 anni, senza fini di lucro ed apolitico, sono stati risarciti e liquidati con somme di denaro più che dignitose eredi di persone decedute. Stesso discorso anche per le persone attualmente in vita e che, a causa dell’amianto, si sono ammalate. Inoltre, nonostante una norma che prevedeva la prescrizione (e quindi nessuna assegnazione di denaro), si è giunti ad un accordo con i vertici Sacelit di Bergamo per risarcire anche gli eredi di persone decedute da più di dieci anni. La trattativa, conclusasi materialmente presso lo studio dell’avvocato Massimo Olivetti che ha curato l’aspetto legale della questione, ha stupìto un po’ tutti, soprattutto coloro (malati ed eredi) che dopo anni di promesse e rassicurazioni, magari speravano nell’inizio di un processo tra una decina di anni e nel risarcimento, forse verso il 2040 !

Ultimamente, mi posso vantare di aver fatto risarcire un caso di un operaio della Sacelit che aveva ingerito liquido di pasta di acqua ed amianto cemento per la produzione, causa una rottura di una tubatura che lo colpì all'orecchio con la rottura del timpano. Dietro certificazione medico legale fu riconosciuto il tumore al colon causato dall'amianto. Penso possa essere considerato un caso unico in Italia. E, se l'Italcementi ha acconsentito al risarcimento, un po' di verità c'è quando cerco da anni di spiegare e dimostrare che nell'acqua potabile che viene trasportata in tubi in cemento-amianto qualche fibra viene ingerita.

D'altra parte le norme legislative relative al controllo degli acquedotti esistono per il controllo dei milioni fibro/litro (7.000 circa) e dell'indice di aggressività dell'acqua che viene pompata sul tubo che graffia (che non deve superare 12).

L’ufficio preposto di Senigallia non ha dato mai incarico all'Arpam di effettuare tali controlli, mentre nella vicina Pesaro, vengono effettuate con un microscopio elettronico a scansione.

Nonostante questi “risarcimenti imprevisti” per molti, ricordiamoci però sempre e comunque che, ogni anno, muoiono per l'amianto tra le 4 mila e le 5 mila persone. Il tempo di latenza delle malattie è molto lungo: dai 20 ai 50 anni, ma il picco è previsto dal 2020 in poi. Nella città (Senigallia per chi non lo ricordasse) della contestatissima bonifica da amianto, i rischi ci sono stati e soprattutto … nonostante le rassicurazioni (come quelle di sindacalisti e legali per fare avere risarcimenti) ci saranno anche in futuro.

In quest’ultimo periodo, l’ALA si impegna anche ad aiutare studenti universitari che decidono di preparare tesi di laurea su archeologia industriale e su malattie professionali correlate all'amianto e pratiche legali da svolgere.

Ed a riguardo non mancano i riferimenti a casi recenti per bonifiche di coperture di amianto deteriorate e pericolosissime, come per i casi di via Perugino e dell’ex Alfa Romeo a Senigallia.

Purtroppo, nonostante tanto impegno, l’associazione ALA non ha però ancora nemmeno una sede concessa dall’Amministrazione comunale senigalliese. Sarebbe importante avere uno spazio per ricevere le persone che chiedono informazioni ed aiuto, mentre non è bello ricevere le persone al bar o in luoghi all’aperto.


IN FEDE
Carlo Montanari

Senigallia, 13 marzo 2017

09 luglio 2015

Ennesima morte per l’“amianto killer” di un ex operaio della Sacelit

Passano giorni, settimane, mesi, anni, ma la storia è sempre la stessa. Continuano a morire, per colpa dell’ “amianto killer” ex dipendenti dello stabilimento senigalliese della Sacelit. Nelle ultime ore è deceduto presso la propria abitazione Marcello Mariselli, 85 anni, ex operaio Sacelit, e da anni costretto ad un tremendo calvario.
Mariselli viveva infatti su una sedia a rotelle, attaccato ad un bombolone di ossigeno a causa di una gravissima malattia polmonare provocata dall’amianto.
Mariselli era nato a Senigallia il 7 novembre 1929 ed aveva lavorato nella fabbrica della morte dal febbraio 1952 al giugno 1982, prima come monta tetti e successivamente come trasportatore di carrelli con prodotti in cemento amianto da caricare sui camion. 
Nel 1961, durante un’operazione di montaggio sui tetti, cadde da un’altezza di sette metri e mezzo, riportando la frattura del collo chirurgico del femore. Restò ingessato per quasi un anno (11 mesi !) e, subito dopo, si ammalò di asbestosi da amianto che gli causò una grave insufficienza respiratoria. 
Per tanti anni, Mariselli ha vissuto con l’ausilio di normali bombole di ossigeno, poi dovette passare ai bomboloni, determinati per respirare, per lunghi periodi, anche durante tutta la notte.
Dal marzo 2010 si aggravò ulteriormente, vivendo per più di cinque lunghissimi anni in condizioni disperate sino al giorno del decesso (9 luglio alle ore 8,00).
Ricordo Marcello Mariselli come un operaio esemplare, sia sul lavoro che sulla vita privata. Sempre allegro ed ottimista, nonostante la sua malattia e le sfortune della vita. Pronto alla battuta, amava profondamente il mare dove trascorreva gran parte delle giornate, passeggiando a bordo di uno scooter elettrico con frequenti tappe al Molo.
Un pensiero profondo va al grande sacrificio della moglie Lolita che, sin dal primo momento della malattia del coniuge, lo ha sempre assistito amorevolmente. Una presenza costante dalla quale si assentava raramente. Giusto il tempo di andare a fare la spesa od altre faccende di casa, quando amici come il sottoscritto si recavano a far visita a Marcello e trascorrevano alcune ore in sua compagnia.
Questa di Mariselli è purtroppo l’ennesima morte causata dall’amianto. Una sostanza killer, micidiale, terrificante che, da anni, continua e purtroppo continuerà per molti altri anni, a provare decessi.
Purtroppo le morti da amianto saranno in crescita ed a detta di Istituzioni Sanitarie la curva arriverà sino al 2020 con il pericolo che verranno interessati anche soggetti che non hanno lavorato nelle fabbriche interessate.
L’amianto è una sostanza cancerogena che, per questioni di interesse ed opportunismo, non è mai stata presa nella giusta considerazione. Motivi di diverso genere, politici, economici, sanitari hanno ritardato la vera conoscenza dei rischi dell’amianto. Anche oggi si continua a fingere di non ricordare, ma il dato di fatto è sempre lo stesso: la Sacelit ha prodotto manufatti in amianto killer grazie al lavoro di 380 operai (di cui 90 donne) negli anni in cui tutto questo si sarebbe potuto evitare. Ma, evidentemente, gli interessi politici, economici e sanitari erano più importanti rispetto alle vite umane. Donne e uomini che hanno continuato a morire sempre per lo stesso motivo: malattie incurabili derivate dall’amianto cancerogeno.
Sono morte centinaia di persone e, dal 1983, continua a non essere stato effettuato un apposito censimento sulle abitazioni di tutta l’area del territorio circostante la fabbrica della morte e sull’intera “area vasta” della città e dell’hinterland. 
Andando in giro per Senigallia e frazioni è ancora evidentissima la presenza di fabbricati, capannoni dismessi con lastre di amianto rotte e deteriorate, ormai annerite e che continuano a rilasciare fibre di amianto.

I funerali di Marcello Mariselli saranno officiati presso la chiesa del Duomo sabato 11 luglio alle ore 9,30 mentre la camera ardente sarà allestita il 10 luglio dalle ore 11,30 presso l’obitorio dell’ospedale di Senigallia. 
L’Associazione Ala a nome del presidente Carlo Montanari si unisce al lutto che ha colpito la famiglia, formulando le più sentite condoglianze.


Carlo Montanari