09 agosto 2006

Il parcheggio nell'area ex-Sacelit chiuso definitivamente

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

VIA DELLE ROSE, 7
60019 SENIGALLIA (AN)
TEL. 071 – 659611 347 - 9562658

Spett.li
ORGANI DI INFORMAZIONE LOCALI



OGGETTO: IL PARCHEGGIO NELL’AREA EX SACELIT CHIUSO DEFINITIVAMENTE



Nell’area dell’ex stabilimento Sacelit, da tempo interessata da bonifica, è stato aperto per alcuni giorni un parcheggio per auto. Fatto che il sottoscritto, casualmente, notava in data 30 luglio e, conoscendo la pericolosità e del luogo e la delicatezza della questione chiedeva un apposito sopralluogo alle autorità competenti per accertare se tale parcheggio potesse essere considerato sicuro per la sicurezza della gente anche in considerazione del fatto che manca l’asfalto e non è ancora stata pienamente definita la caratterizzazione del sottosuolo interessato alla bonifica.
A distanza di una decina di giorni da tale richiesta il parcheggio è stato CHIUSO e, da quanto apprendo dall’assessore competente Simone Ceresoni, “…resterà chiuso definitivamente in quanto il soggetto gestore non ha ancora ottemperato agli obblighi previsti nell’atto concessorio”.
In occasione di quanto accaduto vorrei fornire alcune riflessioni, innanzitutto affermando che il sottoscritto non si sente “colpevole o responsabile della segnalazione”, portata avanti solo e soltanto con lo scopo di tutelare la salute dei cittadini, ignari della situazione del parcheggio e di non sapere cosa significa ammalarsi a causa dell’amianto.
Tanto per essere chiari, la mia non è stata una questione personale per essere stato sottoposto a due interventi chirurgici per tumore derivati molto probabilmente dall’amianto killer, bensì una precauzione per tutti i cittadini.
Ritengo inoltre importante spiegare come si era arrivati ad assegnare il parcheggio in “quell’area maledetta”.
A seguito di una determinazione del dirigente n. 720 del 10 luglio 2006 del Comune di Senigallia – servizi finanziari, ufficio patrimonio – avente come oggetto “Comodato area sita in lungomare Mameli – piazzale ex Sacelit – per realizzazione parcheggio pubblico a servizio della spiaggia società Vecchia Darsena”, ed una determinazione del dirigente n. 730 dell’11 luglio 2006 del Comune di Senigallia – servizi finanziari, ufficio patrimonio – avente per oggetto “sub comodato alla FIBA Confesercenti dell’area sita in lungomare Mameli – piazzale ex Sacelit – per parcheggio pubblico a servizio della spiaggia”, si stipulava:
1) Con la FIBA Confesercenti un contratto di sub comodato gratuito dell’area sita in Senigallia, lungomare Mameli da destinare a parcheggio pubblico.
2) Stabilire che tale contratto avrà durata sino al 25 settembre 2006
3) Approvare lo schema di contratto che allegato al presente atto ne forma parte integrante e sostanziale.
4) Di intervenire in qualità di legale rappresentante dell’ente per dare concreta attuazione al presente atto e di sottoscriverlo ai sensi dell’articolo 107 comma 3 del D.L. n. 267 del 18 agosto 2000.
5) Di stabilire che tutte le spese contrattuali, dipendenti e conseguenti, relative allo stipulato atto saranno a carico del sub comodato FIBA Confesercenti.
All’articolo 4 si stabiliva altresì:
Sarà a carico del comodatario, la responsabilità di regolamentare l’utilizzo dell’area parcheggio, comprensiva di tutte le opere necessarie per essere utilizzata (segnaletica, zebratura, recinzioni, ecc.) provvedendo alla chiusura ed all’apertura dell’area concessa.
Si fa presente inoltre che sulla stessa area risultano presenti situazioni di pericolo per la pubblica incolumità (pozzi, vasche aperte, mancanza di pavimentazione, avvallamenti diffusi, ecc.) ed in tal senso si impegna espressamente a porre in essere a sua cura e spese tutte le opere necessarie ed opportune al fine di eliminare dette situazioni di pericolo e mettere conseguentemente in sicurezza l’area in relazione alla dichiarata fruizione a parcheggio e comunque per l’accesso al pubblico.

Sin qui i fatti. Come sopra riportato, in data 30 luglio notavo per caso tale parcheggio e, preoccupato della cosa, inviavo nota di segnalazione ai carabinieri del Noe, all’Arpam (dott. Paoloni e dott. Orilisi, chimico del dipartimento provinciale che si occupa del servizio rifiuti e suolo), all’Asur e naturalmente al sindaco di Senigallia per chiedere un sopralluogo.
Poi, in data 8 agosto u.s. dalla stampa locale apprendevo che l’Amministrazione comunale, dopo aver valutato che in effetti il soggetto gestore non ha ancora ottemperato agli obblighi previsti nell’atto concessorio, si è prontamente attivata imponendo la chiusura del parcheggio e prescrivendo al contempo precise azioni destinate a mettere definitivamente in sicurezza l’area. Quando tali condizioni saranno soddisfatte, si potrà ottenere la revoca dell’atto di chiusura.
Ultimo avvenimento: in data 9 agosto si è appreso che il parcheggio resterà chiuso definitivamente in quanto la FIIBA Confesercenti non sarebbe intenzionata ad effettuare tali norme di sicurezza.

IN FEDE
Carlo Montanari



Senigallia, 09 agosto 2006

19 giugno 2006

Concessione contributo economico dell'A.L.A al dott. Massimo Marcellini

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

VIA DELLE ROSE, 7
60019 SENIGALLIA (AN)
TEL. 071 – 659611 347 - 9562658

Alla c.a.
Dott. MASSIMO MARCELLINI
Via della Draga, 12
Montignano di Senigallia
E p.c.
COMUNE DI SENIGALLIA
Alla c.a. SINDACO
LUANA ANGELONI
ASSESSORE ALL’AMBIENTE
SIMONE CERESONI



OGGETTO: CONCESSIONE CONTRIBUTO ECONOMICO DELL’A.L.A. AL DOTT. MASSIMO MARCELLINI



Come promesso e, probabilmente, come auspicato da piu’ parti, il sottoscritto – per conto dell’associazione lotta all’amianto - non è piu’ intervenuto sulla questione bonifica degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi.

Una decisione sofferta ma presa dopo mesi di segnalazioni, accertamenti, consultazioni, indicazioni, proposte e, soprattutto speranze di tutela della salute dei cittadini, che, purtroppo, non hanno avuto i risultati sperati.

Tutto questo solo e soltanto per evitare che l’amianto killer potesse continuare a provocare – come ha fatto in passato – vittime, dirette ed indirette. Un impegno forte che, in contropartita, ha invece portato il sottoscritto a rischiare denunce e querele per difendere la gente, subire umiliazioni ed aggressioni verbali per segnalare pericoli, doversi tutelare per parlare.

Per questo obiettivo – la garanzia della salute della gente - l’ALA ha lavorato investendo impegno, sacrifici e soldi.

Ed a proposito di soldi colgo l’occasione per ringraziare la Giunta municipale per la concessione di un contributo economico (anche se effettivamente poco oneroso rispetto ad esempio ai costi per parcelle su consulenze sull’amianto) che, pero’, preferisco consegnare al dott. Massimo Marcellini, medico del reparto oncologia di Senigallia (mio attuale medico curante) che sicuramente avrà piu’ opportunità del sottoscritto di lavorare per la tutela della salute della gente, purtroppo sempre piu’ spesso vittima di gravi malattie. Un contributo modesto che, comunque, il dott. Marcellini, persona serissima e sempre disponibile nei riguardi di chiunque, avrà modo di gestire. Ringraziando ancora per la fiducia accordata, porgo distinti saluti.

IN FEDE
Carlo Montanari



Senigallia, 16 giugno 2006

09 maggio 2006

L'ALA non collaborerà più con le istituzioni

CARLO MONTANARI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE
LOTTA ALL’AMIANTO (A.L.A.)

VIA DELLE ROSE, 7
60019 SENIGALLIA (AN)
TEL. 071 – 659611 347 - 9562658

Spett.li
ORGANI DI INFORMAZIONE LOCALI



OGGETTO: LAVORARE PER LA TUTELA DELLA SALUTE E’ DIVENTATO IMPOSSIBILE. L’ALA NON COLLABORERA’ PIU’ CON LE ISTITUZIONI!



Dopo mesi di segnalazioni, accertamenti, consultazioni, indicazioni, proposte e, soprattutto speranze di tutela della salute dei cittadini, l’ALA, associazione per la lotta all’amianto, ha deciso in maniera IRREVOCABILE di non fornire piu’ la propria collaborazione alle istituzioni.
Il riferimento è alla bonifica degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi per la quale l’ALA ha tentato in tutte la maniere di collaborare con un’unica finalità: verificare che i lavori procedessero senza rischi per la gente.
Un obiettivo minimo ma essenziale perché bonificare stabilimenti che per anni hanno prodotto amianto è complicato ed implica – in caso di mancanza di alcuni accorgimenti – pericoli mortali.
L’ALA ha lavorato per questo sino ad oggi investendo impegno, sacrifici e soldi solo e soltanto per evitare che l’amianto killer possa continuare a provocare – come ha fatto in passato – vittime, dirette ed indirette.
Quella dell’ALA è stata una lotta, una battaglia, una questione di principio. Chiamatela come volete. Di certo parlo al passato perché da oggi in poi non lo sarà piu’ !
Il motivo della decisione è molto semplice: accertare la realtà delle cose è complicatissimo, per non dire impossibile.
Talmente arduo che certi valori come la verità e la giustizia diventano incredibilmente irraggiungibili.
Rischiare denunce e querele per difendere la gente, subire umiliazioni ed aggressioni verbali per segnalare pericoli, doversi tutelare per parlare, sono situazioni vissute quotidianamente dall’Associazione per la lotta all’amianto.
Un’associazione piccola, con un presidente che ha sicuramente peccato d’ingenuità ma che sicuramente avrebbe meritato piu’ rispetto.
Ci si è provato con la semplicità, con la diplomazia, con la tenacia. Ma evidentemente ci volevano altre armi come arroganza, forza, potere che l’ALA
(fortunatamente) non possiede.
Forse alcuni, forse anche molti, saranno contenti di questa decisione. A volte un piccolo “rompiscatole” è fastidioso e pesante come un macigno.
Ma forse (e personalmente ritengo sicuramente) se sulla terra non si riescono sempre a dimostrare le cose giuste, in un altro luogo molto piu’ limpido, puro e scevro da interessi terreni, la giustizia divina lo dimostrerà.
Da questo momento, il sottoscritto non collaborerà piu’ con le istituzioni per la bonifica degli ex stabilimenti Sacelit ed Italcementi ma si batterà soltanto per le piccole cause e, naturalmente, per il bene delle persone colpite o non dall’amianto killer.
Non voglio piu’ stare male o sentirmi impotente di fronte a situazioni bruttissime che rattristano in cuore.
In ogni caso, ringrazio tutte le persone che hanno collaborato con la propria presenza e con il proprio impegno fotografando e filmando quotidianamente l’abbattimento di questo “scempio”. Purtroppo il loro lavoro è servito a molto poco per tutelare famiglie indifese e preoccupate.
Concludo augurando buon lavoro per il completamento della demolizione e per la realizzazione di una bella edificazione sopra una “sorta di cimitero” di persone morte inconsciamente a causa dell’amianto.


Carlo Montanari
- Presidente A.L.A.-



Senigallia, 9 maggio 2006