Una lastra di amianto all’istituto per anziani Opera Pia di Senigallia. Sarebbe questa l’incredibile e casuale scoperta - in fase di accertamento - effettuata da un solerte agente della Polizia stradale dopo il fermo di un camion che trasportava rifiuti e diretto proprio alla casa di riposo.
Mercoledì 13 gennaio intorno alle ore 17 un posto di blocco ha fermato per un normale controllo un camion che transitava sulla Statale. Dalle verifiche è saltato fuori che trasportava rifiuti pericolosi senza la rnomale certificazione che denuncia il trasporto e così il mezzo è stato sequestrato. Dalle dichiarazioni del conducente di cui però non è stato riferito alcun dato sembra che il mezzo pesante fosse diretto alla casa di riposo.
Poco tempo dopo l’agente della stradale è andato alla casa di riposo per anziani per capire meglio e far luce sulla vicenda e tra i calcinacci dei lavori che si stanno effettuando al piano superiore, quello dell’infermieria, è stata ritrovata una lastra di quello che sembra a prima vista essere amianto.
Di qui la chiamata immediata alle autorità sanitarie, Asur e Asl, che ad un primo e approssimativo controllo sembra abbiano confermato la tesi ma fino all’esito degli accertamenti non v’è la certezza che si tratti di amianto.
Se fosse così, preoccupa l’incuria con cui un tale materiale è stato lasciato senza protezioni o senza che venisse presa la benchè minima precauzione, ma tutto è ancora da verificare, potendo trattarsi anche di un falso allarme. Da accertare anche il coinvolgimento dei responsabili dell’istituto che potrebbero esser stati all’oscuro del ritrovamento. Per ora le indagini della Questura.
da 60019.it
A Senigallia (AN), la città della spiaggia di velluto, che ospita negli ultimi anni il Cateraduno, si sta smantellando lo stabilimento dell'ex-Sacelit-Italcementi, un'area con forte presenza di amianto. Questo sito è nato per mettere in comune informazioni riguardo lo svolgimento di tutta l'operazione. La parola, dunque, a chiunque voglia lasciare informazioni e foto al riguardo...
Amianto: una storia di morte su YouTube
14 gennaio 2010
08 gennaio 2010
Amianto nascosto sottoterra: la quantità è inferiore ma nessuno lo afferma pubblicamente
In questi giorni la stampa locale ha in più circostanze trattato una tematica che al sottoscritto sta particolarmente a cuore. Mi riferisco ad una quantità di “amianto nascosto sottoterra” come titolato appunto da un organo di informazione regionale lo scorso 5 gennaio.
Si tratta di amianto ritrovato da parte della ditta Polo Holding durante i lavori del sottopasso tra via Podesti ed il lungomare. Da quanto riporta l’articolo in questione, le operazioni di bonifica sono state affidate alla ditta Edra Ambiente di Senigallia, per un importo a carico del Comune di 36.000. euro.
Il 6 gennaio scorso è stato pubblicato un altro articolo sempre inerente la questione così titolato: “Amianto, l’Asur all’oscuro di tutto” specificando che anche che il dott. Giovanni Fiorenzuolo (direttore dell’ufficio d’igiene) non ne fosse al corrente. In effetti, i fatti risalgono allo scorso 26 novembre 2009, ma solamente in questi giorni è stata pubblicata la determina che rimarrà esposta sino al 13 gennaio.
In data 8 gennaio, ancora un articolo sulla stampa locale, sempre come argomento il sottopasso in questione. A riguardo viene ribadito il ritrovamento e l’avvenuta rimozione di 40.000 chilogrammi di eternit dal sottosuolo di via Lucca.(quantità equivalente a 25 metri cubi di materiali).
Dato che il sottoscritto viene menzionato varie volte sulla questione, questa mattina (8 gennaio ndr) mi sono recato all’ufficio d’igiene dal dott. Giovanni Fiorenzuolo per conoscere più approfonditamente i fatti. Dopo un confronto che definisco molto importante, sono stato autorizzato da parte del dott. Fiorenzuolo ad esporre alla cittadinanza la verità dei fatti.
“Non è vero – come rimarcato dal dott. Fiorenzuolo - che l’ufficio d’igiene non ne era al corrente ma per una svista fu detto il contrario in quanto si trattava di un ritrovamento avvenuto nel novembre dello scorso anno”.
Ma secondo il sottoscritto, la cosa più importante è che gli ispettori, visionata la zona incriminata, avevano valutato la quantità di amianto per un 3% (massimo 4%) di amianto in pezzi sul totale di 40.000.Kg.
Per cui il ritrovamento di amianto, che poi la discarica formulerà con apposita certificazione all’ASUR, si aggirerà su circa 1.600 chilogrammi, mentre il resto è terra da riporto.
Mi sembra una giusta precisazione, anche a dimostrazione del fatto che bonificare da amianto non è una cosa semplice e che le operazioni stesse implicano costi importanti.
Il presidente ALA
Carlo Montanari
Carlo Montanari
Senigallia, 8 gennaio 2010
02 gennaio 2010
Da mesi si attende un'analisi dell'acqua erogata dal pubblico acquedotto di Senigallia
Sono mesi che il sottoscritto attende una risposta dalla Multiservizi – acquedotto acqua potabile – per conoscere i risultati delle analisi dell’acqua erogata dal pubblico acquedotto nel Comune di Senigallia. L’obiettivo è di sapere se si faccia l’esame sulla presenza o meno di fibre di amianto. Non mi sembra una richiesta assurda, ma soprattutto si tratta di una richiesta che merita una risposta.
Considerando che attendo dallo scorso mese di agosto, ho anche deciso di rivolgermi ad un legale per sapere se sia non sanzionabile dalla legge non rispondere alla richiesta di un’associazione. Di seguito, riporto la lettera indirizzata alla Multiservizi lo scorso 25 agosto 2009.
ALA Associazione lotta all’amianto
Via delle Rose,7 Senigallia (Ancona)
Considerando che attendo dallo scorso mese di agosto, ho anche deciso di rivolgermi ad un legale per sapere se sia non sanzionabile dalla legge non rispondere alla richiesta di un’associazione. Di seguito, riporto la lettera indirizzata alla Multiservizi lo scorso 25 agosto 2009.
ALA Associazione lotta all’amianto
Via delle Rose,7 Senigallia (Ancona)
Spett.le
MULTISERVIZI ACQUEDOTTO ACQUA POTABILE
Via del Commercio, 29
60100 ANCONA
OGGETTO: ANALISI ACQUA EROGATA DAL PUBBLICO ACQUEDOTTO NEL COMUNE DI SENIGALLIA
Con la presente, si pongono alcune osservazioni a seguito della mia missiva del 17 luglio scorso (prot. 19974 sigle ATC / RB /rb allegati 1) ed alla conseguente Sua risposta prot. 5200 sigle ATC / RB /rb – tra l’altro recapitatami con data retroattiva per rispondere entro i 30 giorni Legali (12 agosto 2009) - pervenutami il 20 agosto scorso come da timbro postale.
Se intende prendere la questione con scarsa considerazione si sbaglia di grosso. Il sottoscritto, in effetti, non può essere considerato talmente ottuso al punto da porgli riferimenti passati a considerazioni già descritte chiaramente, citando addirittura fonti del Ministero della Sanità di Roma, cioè che le fibre eventualmente ingerite, non provocano alcun danno alla salute.
Lei cita addirittura che a Senigallia personale dell’ASUR può effettuare autonomamente e liberamente campioni di acqua potabile da sottoporre ad analisi. Ma non dice che effettuano analisi su eventuali presenze di fibre di amianto.
Se non era al corrente della lettera che il dott. Giovanni Fiorenzuolo sempre a proposito di contaminazione da fibre di amianto nelle acque potabili, le allego il documento di riferimento dove si evidenziano alcuni punti molto significativi.
Secondo il Safe Driking Water Committee della National Academy of Sciences statunitense il rischio tumorale associato alla presenza di amianto nelle acque potabili sarebbe dell’ordine di 1 TUMORE GASTROENTERICO ogni 100.000 abitanti che abbiano ingerito per 70 anni di vita acque con concentrazioni di amianto paria 0.1 – 0.2 MFL (milioni di fibre x litro).
Vorrei inoltre puntualizzare di aver individuato da internet recenti comunicazioni molto allarmanti circa le condotte di acqua potabile in cemento-amianto, che allego ugualmente per Sua conoscenza.
Le faccio inoltre presente che il sottoscritto porta avanti l’Associazione con altre persone da ben 5 anni con il precedente di aver dovuto affrontare nel 2003-2004-2006 tre interventi di TUMORI da amianto, come confermato anche da parte di medici esperti di Medicina Legale.
Il considerare l’amianto pericoloso soltanto inalandolo e provocando tumori ai polmoni è stato smentito dal fatto che da fonti scientifiche si può affermare che stando a contatto con l’amianto possono insorgere TUMORI alla Laringe-carcinoma polmonare-placchepleure-asbestosi-mesotelioma-gastro intestinali GIST-alla vescica ed alla prostata.
Quindi la mia richiesta di ritrovamento di fibre di amianto nelle acque potabili non è una presa di posizione verso la Sua Azienda, ma considerando la cosa che investe tutto il mondo, mi sembra logico insistere che si faccia questa benedetta analisi di fibre di amianto. In conclusione si può affermare che le fibre di amianto sono particolarmente invasive per i tessuti del corpo umano. Il mio obiettivo è solo quello di poter lavorare ed informare per salvare vite umane tralasciando solo le considerazioni scientifiche che portano a sviare il problema che, come ben capirà, investe un campo molto più vasto di quello che viene oggi preso in considerazione in Italia.
Distinti saluti
Il presidente ALA
Carlo Montanari
Senigallia, 25 agosto 2009
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