19 gennaio 2010

Verifica fibre di amianto nell'acqua, Montanari: la mia richiesta non è polemica

Dato che sono stato nominato nell’articolo colgo l’occasione per far conoscere pubblicamente la corrispondenza con Multiservizi".
In data 10.03.2005 si diceva…"A questo punto è stato contattato L’Istituto Superore di Sanità di Roma e si è avuta conferma di quanto già noto e riportato nella letteratura in materia: le fibre di amianto, eventualmente ingerite, non provocano nessun danno alla salute per cui un’analisi per verificare la loro presenza nell’acqua non ha alcun interesse pratico in quanto, anche se rilevante, non si potrebbe affermare che l’acqua non è potabile. In sostanza non ritiene necessaria l’analisi richiesta. (firma ing. Patrizio Ciotti – Direttore Generale);
in data 30.07.2009 si diceva…Ci preme tranquillizzarVi sulla assoluta sicurezza delle tubazioni in quanto all’interno sono completamente ricoperte di calcio e altri sali minerali che l’acqua deposita. (firma ing. Stefano Fanesi – Responsabile area commerciale e marketing);
in data 12.08.2009 si diceva...In merito alla particolare analisi tendente ad accertare l’eventuale presenza di fibre d’amianto nell’acqua, vi alleghiamo copi della lettera già inviata in data 11.03.2005 con la quale abbiamo chiarito i motivi per cui la stessa non è ritenuta necessaria. (firma ing. Bruno Rossini - Area territorio costa);
Nella nostra lettera del 25.08.2009 di cui ancora attendevo risposta dicevamo…Da una lettera del dott. Giovanni Fiorenzuolo dell’ASUR di Senigallia: Secondo il Safe Driking Water Committee della National Academy of Sciences statunitense il rischio tumorale associato alla prersenza di amianto nelle acque potabili sarebbe dell’ordine di 1 TUMORE GASTROENTERICO ogni 100.000 abitanti che abbiano ingerito per 70 anni di vita acque con concentrazioni di amianto pari a 0,1-0,2 MFL (milioni di fibro x litro). Tanto per la precisazione e non per creare alcuna polemica chi scrive è ammalato oncologico da amianto.
da Carlo Montanari
presidente A.L.A.

da viveresenigallia.it

18 gennaio 2010

Lunedì 18 gennaio 2010 ore 16.00 manifestazione in piazza Colonna a Roma (Camera dei Deputati).

Centinaia di operai, lavoratori e familiari delle vittime dell’amianto manifestano davanti alla Camera dei Deputati chiedendo Giustizia per le vittime dell’amianto.

Più di cinquecento lavoratori e familiari delle vittime dell’amianto, nonostante la giornata lavorativa, si sono radunati davanti la Camera dei Deputati organizzati dalle loro Associazioni protestando contro il Governo che ad oltre due anni dalla Legge che ha istituito il Fondo Vittime dell’Amianto non ha ancora emanato il Decreto attuativo (che doveva essere fatto entro 90 giorni dalla Legge del gennaio 2008).

Nella piazza, la protesta davanti la Camera è continuata con una Assemblea in cui hanno preso la parola i rappresentanti delle Associazioni Vittime Dell’Amianto ed i lavoratori. All’inizio dell’assemblea, i lavoratori della Cooperativa di Larderello hanno cantato una canzone che ricordava i loro compagni morti e tutte le vittime dell’amianto.

Subito dopo, gli interventi dei lavoratori hanno evidenziato i drammi familiari ed umani che il Killer amianto ha prodotto su migliaia di lavoratori distruggendo centinaia di famiglie. 


Poi, i rappresentanti dei lavoratori e delle Associazioni, e alcuni rappresentanti delle Istituzioni tra i quali alcuni sindaci con le fasce tricolori di Bassiano e di Aprilia, il consigliere provinciale di Latina e due parlamentari, on. Domenico Scilipoti IDV e l’on. Maria Teresa Amici PD, dopo aver ascoltato gli interventi e le testimonianze dei familiari, hanno preso la parola impegnandosi pubblicamente a sostenere questa lotta riconoscendo che l’amianto è una grave emergenza umana, sociale e ambientale.


Alle 17.00, la manifestazione che si concludeva si spostava nella sala del Refettorio di Palazzo San Macuto per la presentazione del libro: “ Lo Stato dimentica l’amianto Killer”, dell’avv. Ezio Bonanni.

La sala, era gremita e centinaia di lavoratori non hanno potuto accedere. 


Durante l’assemblea, è stato affermata la necessità che per la sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e nel territorio bisogna eliminare tutte le sostanze cancerogene, non essendoci alcuna soglia di tolleranza ed il rischio deve essere zero. 

Roma, 18 gennaio 2010 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio - cip.mi@tiscalinet.it - 335/7850799
Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana - avani_presidente@hotmail.it - 335/8056074
Associazione Esposti Amianto Regione Friuli Venezia Giulia - segreteria@aea-fvg.org - 040/370380
Osservatorio Nazionale Amianto - osservatorio.amianto@tiscali.it
Associazione Italiana Esposti Amianto Toscana (sez.Larderello) - mcardellini@alice.it e Aiea Sezione Ferentino
Associazione “Contramianto e altri rischi Onlus” contramianto@libero.it

17 gennaio 2010

Multiservizi: l'acqua è sicura!

Proprio in questi giorni si è acceso un forte interesse sull’amianto che ha toccato in qualche modo anche la nostra Azienda. Da diversi anni seguiamo le problematiche scientifiche relative all’amianto in collaborazione con l’Azienda Sanitaria, ASUR n. 4, che ha condotto approfondite ricerche in materia.
Il sig. Montanari, dell’associazione Ala di Senigallia, che ha tenuto contatti epistolari e telefonici sia con l’Asur che con la nostra Azienda è informato delle conclusioni alle quali si è giunti, le ultime lettere gli sono state inviate nell’estate del 2009. Il motivo per cui la nostra Azienda è stata chiamata in causa riguarda le condotte idriche che fino agli anni ’60 erano realizzate in tutto il mondo, Italia compresa, in fibrocemento.
In seguito alla messa al bando di questo materiale ci si è chiesti se le vecchie condotte potevano ritenersi ancora idonee al trasporto dell’acqua e se questa dovesse essere sottoposta a nuove e particolari analisi. Sulla questione, trattata con grande senso di responsabilità dalle autorità competenti, è intervenuta a più riprese la ASUR di Senigallia che ha portato pareri dell’Istituto Superiore di Sanità e di altre organizzazioni internazionali che stanno conducendo ricerche in materia. Le conclusioni a cui, ad oggi, si è giunti sono rassicuranti per quanto riguarda la distribuzione dell’acqua. Confermano che non è necessario sottoporre l' acqua a specifiche analisi in quanto nelle vecchie condotte si è formato uno strato protettivo di carbonato di calcio che isola l’acqua dal contatto con la tubazione. Ad oggi, infatti, non c’é nessuna nuova indicazione di legge e le analisi dell’acqua, condotte dall’ASUR e dal laboratorio aziendale, seguono le disposizioni vigenti in materia di controlli sull’acqua potabile (Decreto Legislativo 2 febbraio 2001 n.31).
Sul sito Multiservizi S.p.A. si trovano pubblicati i certificati di analisi per ogni Comune. La nostra Azienda sta comunque procedendo alla sostituzione progressiva delle vecchie tubazioni secondo un programma che tiene conto delle reali necessità del territorio, non solo, “approfitta” di ogni rottura o anche minimo guasto di una tubazione per sostituirne un lungo tratto. Abbiamo voluto chiarire gli aspetti che riguardano il nostro lavoro, considerazioni di tipo diverso su questo delicato argomento vanno lasciate a chi ha le opportune e approfondite competenze scientifiche.
da MultiServizi SpA

da viveresenigallia.it