25 giugno 2017

Amianto in Via Sanzio: ennesimo triste spettacolo a Senigallia

Carlo Montanari
via delle Rose,7
60019 SENIGALLIA AN
Tel. 071-659611 cell. 347-9562658
E MAIL: carlomontanari@hotmail.it

Alla c.a.

Direttore Servizio Igiene e Sanità Pubblica ZT4
Dott. DANIELA CIMINI

Comune di Senigallia
sindaco
MAURIZIO MANGIALARDI

Assessore all’ambiente
ILARIA RAMAZOTTI

Organi di informazione locali
LORO SEDI




Segnalazione dell’ALA per capannoni con lastre da bonificare
AMIANTO IN VIA SANZIO
ENNESIMO TRISTE SPETTACOLO
Carlo Montanari chiede un sopralluogo in tempi rapidi

Da sempre, l’Ala effettua dei controlli in giro per la città e segnala eventuali situazioni di pericolo per la presenza di amianto a Senigallia e nel territorio.
Nella mattinata di mercoledì 21 giugno, ho deciso di effettuare un giro in bicicletta per verificare gli stati di abbandono di capannoni con lastre di cemento-amianto da bonificare.
Percorrendo via Sanzio, mi sono imbattuto in alcuni capannoni  al numero civico 286, presso il magazzino di Minardi Petroli, adiacenti ad abitazioni con capannoni vecchi, ricoperti di lastre in cemento amianto con licheni di alberi, neri e rotti in alcune parti. 
Discorso simile nei pressi di una vecchia officina meccanica abbandonata al numero civico 200 con tettoie in amianto vetuste.
Lo spettacolo non è certamente dei migliori, come testimoniano le fotografie che allego.
Di conseguenza è diventato indispensabile effettuare una richiesta agli organi competenti, affinché effettuino un sopralluogo in tempi rapidi, verifichino le condizioni, e procedano secondo i programmi più opportuni. 
In attesa di un cenno di riscontro porgo distinti saluti.

P.S. SI ALLEGANO FOTOGRAFIE DI RIFERIMENTO







IN FEDE
Carlo Montanari

Senigallia, 22 giugno 2017

01 giugno 2017

Amianto in 4 capannoni a Borgo Coltellone

Carlo Montanari
via delle Rose,7
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Dott. DANIELA CIMINI

Comune di Senigallia
sindaco
MAURIZIO MANGIALARDI

Assessore all’ambiente
ILARIA RAMAZOTTI

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LORO SEDI




In prossimità della rotatoria per l’innesto verso la complanare
AMIANTO IN 4 CAPANNONI
A BORGO COLTELLONE
Montanari: “Stabilire una clausola per la compravendita”


L’Ala ha ricevuto l’ennesima segnalazione da parte di cittadini senigalliesi per la presenza di amianto che – come spessissimo accade – chi di competenza non nota.
Questa volta la denuncia arriva da Borgo Coltellone dove si trovano quattro capannoni – dei quali tre in vendita – con coperture vetuste che spolverano fibre, soprattutto in casi di intemperie metereologiche.
Il capannone è ubicato in prossimità della rotatoria (in località Borgo Coltellone) per l'innesto verso la complanare.
Oltre a chiedere alle autorità competenti un sopralluogo in tempi rapidi e di prendere le dovute precauzioni del caso, mi permetto di dare un suggerimento agli amministratori (regionali, provinciali e cittadini) del nostro territorio.
Stabilire una clausola, in occasione di compravendita di abitazioni o garage o capannoni con amianto. Perlomeno, inserire come vincolo, la vendita "PREVIA BONIFICA DI AMIANTO".


In attesa di un cenno di riscontro porgo distinti saluti.

P.S. SI ALLEGANO FOTOGRAFIE DI RIFERIMENTO





IN FEDE
Carlo Montanari

Senigallia, 27 maggio 2017




25 maggio 2017

Capanna con tetto in amianto in Via Bolzano a Senigallia

Carlo Montanari
via delle Rose,7
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Alla c.a.

Direttore Servizio Igiene e Sanità Pubblica ZT4
Dott. DANIELA CIMINI

Comune di Senigallia
sindaco
MAURIZIO MANGIALARDI

Assessore all’ambiente
ILARIA RAMAZOTTI

Organi di informazione locali
LORO SEDI

Segnalazione dell’ALA in una zona centrale della città
CAPANNA CON TETTO IN AMIANTO
IN VIA BOLZANO A SENIGALLIA
Carlo Montanari: “Indispensabile intervenire e bonificare”


L’Ala segnala una situazione di serio pericolo per la presenza di amianto in via Bolzano a Senigallia.
In questa strada della zona centrale della città, si nota chiaramente una capanna, con un albero al centro, con del tetto in amianto - cemento.
A prima vista mi sono impressionato: vecchio, pieno di fogliame e rotto in un angolo tale da produrre fibre in sospensione e procurare danni irreversibili agli abitanti limitrofi.
Mi chiedo come facciano i diretti interessati ed i residenti della zona a non accorgersi ?
Bisognerebbe immediatamente provvedere ad una bonifica, perché in caso contrario si tratta di far ammalare le persone. Ed il sottoscritto sa perfettamente cosa significhi ammalarsi di tumori da amianto.
E’ assolutamente indispensabile che le istituzioni provvedano a fare opera di convincimento tramite un censimento che si protrae ormai da lunghissimi 25 anni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale in materia di bonifica.
E’ fondamentale obbligare i proprietari di strutture che determinano situazioni pericolose a provvedere celermente a bonificare situazioni che potrebbero addirittura essere risolvibili con una verniciatura o attraverso bonifiche fattibilissime.
Da parte dell'Asur, attraverso la nuova direttrice del Servizio Igiene e Sanità Pubblica ZT4, Daniela Cimini, si è aperta una collaborazione importante della quale sono decisamente soddisfatto.
Mi auguro che anche da parte dell'Amministrazione comunale di Senigallia possa accada la stessa cosa.


In attesa di un cenno di riscontro porgo distinti saluti.

P.S. SI ALLEGANO FOTOGRAFIE DI RIFERIMENTO





IN FEDE
Carlo Montanari

Senigallia, 24 maggio 2017

27 aprile 2017

A.L.A.: il 28 aprile cerimonia per le vittime dell'amianto

Importante appuntamento organizzato dall’associazione lotta all’amianto con il patrocinio del Comune di Senigallia. Il prossimo 28 aprile, alle ore 11,30, presso la Sala Grande del Centro Sociale di Saline di Senigallia, si svolgerà una cerimonia dedicata alle vittime dell’amianto.

L’appuntamento è stato fissato in concomitanza con la giornata mondiale dell’amianto e prevede, oltre agli interventi di autorità cittadini, la consegna di un paio di riconoscimenti a due donne simbolo delle morti provocate dall’amianto. Nello specifico, si tratta di Bruna Luvieri Livieri, persona molto malata che si sta sottoponendo a pesanti terapie ed ogni giorno lotta con forza, determinazione e tenacia e di Maria Grazia Ruggeri. In questo caso, alla signora Ruggeri, verrà assegnato un riconoscimento alla memoria del marito Romano Goldoni, deceduto a causa di una gravissima malattia, sempre provocata dall’amianto. Sono trascorsi più di dodici anni (28 gennaio 2005), da quando a Porto Alegre (Brasile), nell’ambito del forum mondiale sull’amianto, è stato proposto dall’Abrea, associazione brasiliana degli esposti all’amianto, di definire una giornata mondiale nella quale richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravissimi danni alla salute che l’impiego dell’amianto ha prodotto e, purtroppo, continuerà ancora a produrre per molti anni.

All’unanimità il forum mondiale ha deciso di stabilire la data del 28 aprile di ogni anno e di invitare tutte le associazioni, i movimenti, le istituzioni ed i sindacati a far propria questa ricorrenza, ognuno con la propria sensibilità ed attraverso apposite iniziative. Negli anni scorsi, l’A.L.A. associazione lotta all’amianto, ha sempre ricordato questa data con una celebrazione religiosa in memoria dei morti dall’amianto, alla quale purtroppo, solamente in sporadiche occasioni, sono intervenuti alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale. Quest’anno, in occasione di questa ricorrenza, l’associazione ALA ha così pensato di organizzare questa cerimonia, nel corso della quale consegnare appunto un paio di riconoscimenti a due donne, rispettivamente vittime dirette ed indirette dell’amianto. La consegna del riconoscimento avverrà alla presenza del sindaco Maurizio Mangialardi, dell’assessore ai servizi sociali, Carlo Girolametti e del presidente della Consulta del Volontariato Anna Maria Magi. D’altra parte, non si può dimenticare che Senigallia, la città della Sacelit e dell’Italcementi, sente fortemente questa problematica a causa del decesso di oltre 300 dipendenti delle fabbriche della morte.

E non possiamo nemmeno dimenticare che in Italia - dove sono ancora presenti oltre 40 milioni di tonnellate d’amianto - continuano a morire ogni anno cinquemila persone. Una strage silenziosa provocata dall’amianto custodito tra l’altro anche in tremila scuole del nostro Paese. Purtroppo ancora l'amianto esiste sotto forma di prodotti e nell'aria “spolverata” dalle lastre da bonificare rotte e che rilasciano fibre pericolosissime. Senigallia è una città critica in tutto ciò e me ne rammarico che si continui a tralasciare un censimento che si richiede da anni.

da Carlo Montanari
presidente A.L.A.

13 marzo 2017

Tredicesimo compleanno per l’ALA

Carlo Montanari
via delle Rose,7
60019 SENIGALLIA AN
Tel. 071-659611 cell. 347-9562658
E MAIL: carlomontanari@hotmail.it

Spett.li
Organi di informazione locali
LORO SEDI

Nonostante le tante “chiusure”, continueranno le battaglie per la salute dei cittadini
TREDICESIMO COMPLEANNO PER L’ALA
Il 15 marzo la ricorrenza dell’associazione per la lotta all’amianto


Il 15 marzo è da sempre una data importante per l’Associazione ALA lotta all’amianto ONLUS di Senigallia: l’anniversario della fondazione, giunta al suo tredicesimo anno.
L’ALA è nata da un suggerimento del dott. Massimo Marcellini (mio personale medico oncologico) che dopo il mio primo intervento di TUMORE da Amianto consigliò di costituire un’associazione rivolta al sociale e che si interessasse del problema amianto.
Infatti il 15 marzo 2004 ho istituito ufficialmente questa Associazione denominata ALA (Associazione lotta all’amianto) al fine di tutelare la salute pubblica, la bonifica, le leggi attuative per ottenere riconoscimenti pensionistici o di invalida INAIL e di informazione sul problema, purtroppo ai più sconosciuto.

Ma di questa carenza informativa, la cosa più grave emerge dopo che la Regione Marcheha legiferato un decreto nel 1997 in cui si dava modo ai Comuni della Regione Marche di poter effettuare un censimento ed una bonifica da amianto.

Considerando poi che nel Comune di Senigallia è stato presente uno stabilimento “SACELIT” che produceva materiali in cemento-amianto, la nostra città è stata quella maggiormente colpita dall’inquinamento prima con l’uso di tetti di tale materiale e di quant’altro venisse usato in edilizia per la costruzione di fabbricati o capannoni in genere,e successivamente con la famosa bonifica dei due fabbricati Sacelit ed Italcementi.

Raccontare tutta la storia dei lavori presso l’ex stabilimento, sarebbe troppo lungo e tortuoso, ma pensare che a marzo 2017 si parla ancora di opere di bonifica inerente le acque sotterranee alla SACELIT, lascia spazio a molte perplessità.

Io che sono stato il presidente per tutti questi 13 anni, posso vantarmi di aver contribuito nel mio piccolo a far si che l’Ufficio di prevenzione dell’Asur (Ente preposto alle bonifiche da amianto) eseguisse sopralluoghi di tante denuncie prodotte e risultate poi positive per il loro risvolto di bonifica.

Ma perché primi di intervenire, gli addetti ai lavori debbono aspettare sempre le mie proteste?

Cambiando scenario, vorrei tornare sulla notizia che ha destato molto interesse ormai da sei anni a questa parte, perché, a volte, accadono cose impreviste. Accade ad esempio che una piccola associazione come l’ALA (associazione lotta all’amianto) sia riuscita a far liquidare nell’arco di poche settimane quasi 7 milioni di euro (per la precisione 6 milioni e 830 mila euro) a favore di persone che si sono ammalate lavorando alla Sacelit di Senigallia.

Portando avanti una trattativa con i vertici della Sacelit di Bergamo, sono state analizzate, sistemate e soprattutto concretizzate decine di pratiche per risarcire appunto coloro che, lavorando alla Sacelit, si sono ammalati e sono morti a causa dell’amianto.

Grazie all’ALA, un piccolo sodalizio esistente da 13 anni, senza fini di lucro ed apolitico, sono stati risarciti e liquidati con somme di denaro più che dignitose eredi di persone decedute. Stesso discorso anche per le persone attualmente in vita e che, a causa dell’amianto, si sono ammalate. Inoltre, nonostante una norma che prevedeva la prescrizione (e quindi nessuna assegnazione di denaro), si è giunti ad un accordo con i vertici Sacelit di Bergamo per risarcire anche gli eredi di persone decedute da più di dieci anni. La trattativa, conclusasi materialmente presso lo studio dell’avvocato Massimo Olivetti che ha curato l’aspetto legale della questione, ha stupìto un po’ tutti, soprattutto coloro (malati ed eredi) che dopo anni di promesse e rassicurazioni, magari speravano nell’inizio di un processo tra una decina di anni e nel risarcimento, forse verso il 2040 !

Ultimamente, mi posso vantare di aver fatto risarcire un caso di un operaio della Sacelit che aveva ingerito liquido di pasta di acqua ed amianto cemento per la produzione, causa una rottura di una tubatura che lo colpì all'orecchio con la rottura del timpano. Dietro certificazione medico legale fu riconosciuto il tumore al colon causato dall'amianto. Penso possa essere considerato un caso unico in Italia. E, se l'Italcementi ha acconsentito al risarcimento, un po' di verità c'è quando cerco da anni di spiegare e dimostrare che nell'acqua potabile che viene trasportata in tubi in cemento-amianto qualche fibra viene ingerita.

D'altra parte le norme legislative relative al controllo degli acquedotti esistono per il controllo dei milioni fibro/litro (7.000 circa) e dell'indice di aggressività dell'acqua che viene pompata sul tubo che graffia (che non deve superare 12).

L’ufficio preposto di Senigallia non ha dato mai incarico all'Arpam di effettuare tali controlli, mentre nella vicina Pesaro, vengono effettuate con un microscopio elettronico a scansione.

Nonostante questi “risarcimenti imprevisti” per molti, ricordiamoci però sempre e comunque che, ogni anno, muoiono per l'amianto tra le 4 mila e le 5 mila persone. Il tempo di latenza delle malattie è molto lungo: dai 20 ai 50 anni, ma il picco è previsto dal 2020 in poi. Nella città (Senigallia per chi non lo ricordasse) della contestatissima bonifica da amianto, i rischi ci sono stati e soprattutto … nonostante le rassicurazioni (come quelle di sindacalisti e legali per fare avere risarcimenti) ci saranno anche in futuro.

In quest’ultimo periodo, l’ALA si impegna anche ad aiutare studenti universitari che decidono di preparare tesi di laurea su archeologia industriale e su malattie professionali correlate all'amianto e pratiche legali da svolgere.

Ed a riguardo non mancano i riferimenti a casi recenti per bonifiche di coperture di amianto deteriorate e pericolosissime, come per i casi di via Perugino e dell’ex Alfa Romeo a Senigallia.

Purtroppo, nonostante tanto impegno, l’associazione ALA non ha però ancora nemmeno una sede concessa dall’Amministrazione comunale senigalliese. Sarebbe importante avere uno spazio per ricevere le persone che chiedono informazioni ed aiuto, mentre non è bello ricevere le persone al bar o in luoghi all’aperto.


IN FEDE
Carlo Montanari

Senigallia, 13 marzo 2017

09 luglio 2015

Ennesima morte per l’“amianto killer” di un ex operaio della Sacelit

Passano giorni, settimane, mesi, anni, ma la storia è sempre la stessa. Continuano a morire, per colpa dell’ “amianto killer” ex dipendenti dello stabilimento senigalliese della Sacelit. Nelle ultime ore è deceduto presso la propria abitazione Marcello Mariselli, 85 anni, ex operaio Sacelit, e da anni costretto ad un tremendo calvario.
Mariselli viveva infatti su una sedia a rotelle, attaccato ad un bombolone di ossigeno a causa di una gravissima malattia polmonare provocata dall’amianto.
Mariselli era nato a Senigallia il 7 novembre 1929 ed aveva lavorato nella fabbrica della morte dal febbraio 1952 al giugno 1982, prima come monta tetti e successivamente come trasportatore di carrelli con prodotti in cemento amianto da caricare sui camion. 
Nel 1961, durante un’operazione di montaggio sui tetti, cadde da un’altezza di sette metri e mezzo, riportando la frattura del collo chirurgico del femore. Restò ingessato per quasi un anno (11 mesi !) e, subito dopo, si ammalò di asbestosi da amianto che gli causò una grave insufficienza respiratoria. 
Per tanti anni, Mariselli ha vissuto con l’ausilio di normali bombole di ossigeno, poi dovette passare ai bomboloni, determinati per respirare, per lunghi periodi, anche durante tutta la notte.
Dal marzo 2010 si aggravò ulteriormente, vivendo per più di cinque lunghissimi anni in condizioni disperate sino al giorno del decesso (9 luglio alle ore 8,00).
Ricordo Marcello Mariselli come un operaio esemplare, sia sul lavoro che sulla vita privata. Sempre allegro ed ottimista, nonostante la sua malattia e le sfortune della vita. Pronto alla battuta, amava profondamente il mare dove trascorreva gran parte delle giornate, passeggiando a bordo di uno scooter elettrico con frequenti tappe al Molo.
Un pensiero profondo va al grande sacrificio della moglie Lolita che, sin dal primo momento della malattia del coniuge, lo ha sempre assistito amorevolmente. Una presenza costante dalla quale si assentava raramente. Giusto il tempo di andare a fare la spesa od altre faccende di casa, quando amici come il sottoscritto si recavano a far visita a Marcello e trascorrevano alcune ore in sua compagnia.
Questa di Mariselli è purtroppo l’ennesima morte causata dall’amianto. Una sostanza killer, micidiale, terrificante che, da anni, continua e purtroppo continuerà per molti altri anni, a provare decessi.
Purtroppo le morti da amianto saranno in crescita ed a detta di Istituzioni Sanitarie la curva arriverà sino al 2020 con il pericolo che verranno interessati anche soggetti che non hanno lavorato nelle fabbriche interessate.
L’amianto è una sostanza cancerogena che, per questioni di interesse ed opportunismo, non è mai stata presa nella giusta considerazione. Motivi di diverso genere, politici, economici, sanitari hanno ritardato la vera conoscenza dei rischi dell’amianto. Anche oggi si continua a fingere di non ricordare, ma il dato di fatto è sempre lo stesso: la Sacelit ha prodotto manufatti in amianto killer grazie al lavoro di 380 operai (di cui 90 donne) negli anni in cui tutto questo si sarebbe potuto evitare. Ma, evidentemente, gli interessi politici, economici e sanitari erano più importanti rispetto alle vite umane. Donne e uomini che hanno continuato a morire sempre per lo stesso motivo: malattie incurabili derivate dall’amianto cancerogeno.
Sono morte centinaia di persone e, dal 1983, continua a non essere stato effettuato un apposito censimento sulle abitazioni di tutta l’area del territorio circostante la fabbrica della morte e sull’intera “area vasta” della città e dell’hinterland. 
Andando in giro per Senigallia e frazioni è ancora evidentissima la presenza di fabbricati, capannoni dismessi con lastre di amianto rotte e deteriorate, ormai annerite e che continuano a rilasciare fibre di amianto.

I funerali di Marcello Mariselli saranno officiati presso la chiesa del Duomo sabato 11 luglio alle ore 9,30 mentre la camera ardente sarà allestita il 10 luglio dalle ore 11,30 presso l’obitorio dell’ospedale di Senigallia. 
L’Associazione Ala a nome del presidente Carlo Montanari si unisce al lutto che ha colpito la famiglia, formulando le più sentite condoglianze.


Carlo Montanari

23 agosto 2011

Un fondo per le vittime dell'amianto

Lo scorso 13 aprile è entrato in vigore il Decreto Interministeriale concernente il “Fondo per le vittime dell’amianto” siglato tra il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e quellodell’Economia e delle Finanze.
Il provvedimento prevede che abbiano diritto al beneficio del Fondo: i lavoratori titolari di rendita diretta che hanno contratto patologie da asbesto correlate con l’esposizioneall’amianto o alla fibra Fiberfrax, riconosciute dall’INAIL e dal soppresso Ipsema (Istituto di previdenza settore marittimo). Tutto ciò, sempre che abbiano raggiunto il grado minimo indennizzabile e pari all11% fino al 2000 e del 16% dopo il decreto 38 del 2000. Inoltre anche i familiari di rendita ai superstiti e sempreché la patologia asbesto-correlata abbia concorso alla morte dell’assicurato.
Per gli anni 2008 e 2009 verrà erogata entro il 31 dicembre 2011 in una unica soluzione in misura pari al 20% della rendita in godimento. Per il 2010 il beneficio verrà erogato con misura del 15% in una unica soluzione entro il 30 giugno 2012, mentre per gli anni 2011 e successivi: un primo acconto in misura pari al 10% di ciascun rateo mensile di rendita, erogato insieme al rateo stesso; un secondo acconto sarà erogato sino all’esaurimento delle risorse a disposizione del Fondo (entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento);conguaglio entro sei mesi dalla fine dell’esercizio successivo a quello di erogazione del primo acconto.
Infine è importante ricordare che il beneficio si prescrive trascorsi dieci anni dall’entrata in vigore del Regolamento (13 aprile 2011) per le rendite precedenti o dalla costituzione della rendita se successiva al Regolamento. Per la errata misura della prestazione la prescrizione èinvece di 5 anni.
Considerato che il sottoscritto sta ricevendo molte telefonate di titolari di rendite Inailconnesse a tale erogazione da parte dell’Inail, ritengo che questa informazione fornita sia molto utile. Naturalmente, chi volesse può rivolgersi alla Associazione ALA c/o la sede Sociale in piazza Diaz nel palazzo del volontariato di Senigallia. L’ufficio è aperto tutti i lunedì dalle ore 15 alle ore16. Per contatti telefonici i riferimenti sono: 071-659611 oppure 347-9562658, per avere chiarimenti e dopo aver avuto l’erogazione per un controllo.


IL PRESIDENTE ALA
Carlo Montanari  
Senigallia, 23 agosto 2011

14 settembre 2010

Il 1 Ottobre alla “Piccola Fenice” la proiezione del filmato “Amianto: una storia di morte”


Dopo un lungo lavoro preparatorio che ha impegnato per diverse settimane troupe di cameramen e giornalisti, l’ALA ha completato la realizzazione di un filmato che rappresenta una sorta di memoria storica ed una testimonianza di vita vissuta per ricordare tutti coloro che sono ingiustamente ed inconsapevolmente morti a causa dell’amianto. 
Un “filmato verità” con interviste ad autorità e personaggi che nel corso del tempo hanno avuto direttamente o indirettamente a che fare con l’amianto che, solo a Senigallia, ha provocato e continua a provocare morte.
Il filmato, della durata di circa 60 minuti, porrà in primo piano il significato di avidità, egoismo, indifferenza e meschinità: alcune delle componenti che, nel corso degli anni, hanno provocato malattie, ma soprattutto hanno contribuito a uccidere.
I cosiddetti responsabili sono tanti, ma il principale colpevole è uno: l’amianto !
Il filmato, della durata di circa 60 minuti, verrà proiettato il prossimo 1° ottobre alle ore 18 presso la sala della “Piccola Fenice” di Senigallia. Prima della visione, l’ALA ha organizzato una presentazione - dibattito nel corso della quale – oltre al sottoscritto Carlo Montanari, presidente dell’Associazione per la lotta all’amianto – sono previsti gli interventi del sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, dell’assessore alla cultura Stefano Schiavoni, del dirigente dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale per le Marche Stefano Orilisi e del sindacalista Giordano Mancinelli.
Il filmato “Amianto: una storia di morte” è incentrato sulla fabbrica della morte Sacelit di Senigallia, inaugurata nel 1947 su iniziativa della Italcementi, una multinazionale di Bergamo. Produceva materiale per l`edilizia e l`idraulica: tutto in amianto-cemento. Molti degli operai ex dipendenti della Sacelit di Senigallia e morti negli
ultimi anni, ci raccontavano che su quei sacchi di juta contenenti amianto e cemento ci si poteva persino mangiare. In poche parole, i responsabili dello stabilimento dicevano ai dipendenti che era sicuro, che non c’era nulla da temere.
Nel corso del filmato, si evidenza inoltre che, nel tempo, alla Sacelit di Senigallia hanno lavorato circa 900 persone. Nel 1970 si raggiunse la punta massima di occupazione con 380 unità di cui 14 impiegati e 90 operaie. Queste erano addette alla fabbricazione di prodotti detti “Pezzi Speciali” e riguardavano teste camino-braghe-gomiti e vari prodotti per l’edilizia di modeste dimensioni. Sino al 1975, questo tipo di lavoro veniva effettuato a mani libere senza alcuna prevenzione, tantochè la maggior parte delle donne si
ammalavano di eczema alle mani ed avambracci.
Ma queste erano malattie minori, come emergerà dalle interviste raccolte con chi – per colpa dell’amianto- ha sofferto, visto soffrire e soprattutto morire familiari, amici e colleghi.
Numerose le interviste di ex lavoratori, ex lavoratrici Sacelit e di senigalliesi contenute nel filmato che conta anche interventi di autorità e personaggi che intendono fornire il loro contributo per continuare ad aiutare l’ALA nella sua battaglia e lotta contro l’amianto.
Tra questi la senatrice Silvana Amati, il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, l’assessore all’urbanistica (e all’ambiente nel periodo della bonifica alla Sacelit) Simone Ceresoni, il sindaco di Ostra e punto di riferimento per le problematiche legali dell’ALA Massimo Olivetti, i consiglieri comunali di Senigallia (sempre vicini all’ALA e sensibili alle problematiche dell’amianto) Roberto Mancini e Luigi Rebecchini, il
medico specialista oncologo e consigliere comunale di Senigallia Massimo Marcellini, il responsabile del dipartimento di prevenzione dell’Asur 4 di Senigallia Giovanni Fiorenzuolo, il sindacalista Giordano Mancinelli, l’ambientalista Giorgio Sagrati, il commerciante Stefano Franceschini.
Tutta gente che sarà naturalmente presente il prossimo 1 ottobre alla Piccola Fenice per vedere la “prima” uscita di questa pellicola che, successivamente, troverà spazio in numerose altre sale marchigiane ed italiane, alla presenza di addetti ai lavori e personaggi del mondo della comunicazione.
Il programma completo della giornata del 1° ottobre – organizzato con il patrocinio del Comune di Senigallia e con il sostegno della Consulta del volontariato di Senigallia e del Centro servizi per il volontariato delle Marche – prevede:

ore 17.30 – 18.00 presentazione proiezione / dibattito
ore 18.00 – 19.00 proiezione filmato
ore 19.00 – 20.00 commenti
ore 20.00 – 21.30 pausa
ore 21.30 – 22.30 2° proiezione filmato

L’augurio è che la cittadinanza e gli organi di stampa partecipino numerosi all’evento affinchè si rifletta sempre più seriamente su un problema che riguarderà sempre e comunque la città di Senigallia.

D’altra parte,

Noi che sappiamo cosa significa ammalarsi e soffrire per colpa dell’amianto vorremmo che la stessa cosa non accadesse ad altra gente, colpevole soltanto di non essere stata informata sui veri rischi della bonifica.

Noi, vorremmo che la tutela della salute dei cittadini fosse al primo posto delle priorità.

Noi, vorremmo che, proprio per questo, vengano rispettate normative e disposizioni di legge, sempre e comunque.

Noi, vorremmo non essere colpevolizzati di allarmismo solo perché informiamo la gente sui rischi dell’amianto.

Noi, vorremmo non essere taciuti ingiustamente.

Noi, vorremmo che, chi di dovere, dopo aver visto questo video, riflettesse e pensasse alla salute della gente.

Oggi e per sempre …


CARLO MONTANARI
ALA, associazione lotta all’amianto
Senigallia, 14 settembre 2010

26 agosto 2010

Amianto alla Scuola Arcobaleno: solo una Vittoria di Pirro!

Dalle informazioni emerse dalla stampa locale nelle ultime ore, esprimo molto stupore e rammarico nel notare che il responsabile del servizio di prevenzione di Senigallia dell’Asur 4, dott. Giovanni Fiorenzuolo sia costretto a correre ai ripari per due nuovi casi di amianto.
L’amianto sarebbe stato scovato amianto in via Rovereto e nelle Sesta Strada di Cesano da parte degli ispettori dell’Asur della Zona territoriale 4 e, per entrambi i casi, il sindaco Maurizio Mangialardi è intervenuto con due apposite ordinanze, per intimare la messa in sicurezza delle lastre in cemento amianto da rimuovere entro 60 giorni.
A riguardo, tengo a sottolineare che si tratta di due situazioni particolarmente delicate perché, sia il manufatto in via Rovereto che quello di via Sesta strada, confinano con due scuole.
Il primo infatti è adiacente al giardino della Scuola “Arcobaleno” di via delle Rose e la cosa mi fa riflettere particolarmente.
In effetti, come molto probabilmente ricorderanno tanti cittadini, per la scuola “Arcobaleno “ il sottoscritto ha lottato tre anni per poter far bonificare capanne adiacenti a tale scuola. Una battaglia durissima che mi sono preso a cuore e che, dopo averla vinta, è stata festeggiata come un traguardo raggiunto anche da parte dell’amministrazione comunale. Da parte del Comune di Senigallia, dopo aver eseguito i lavori, fu redatto addirittura un comunicato stampa per annunciare la conclusione di tale bonifica che “pendeva” sui bambini che per anni hanno frequentato la scuola.
Ricordo che nel giardino furono immortalati con foto di rito l’assessore Simone Ceresoni, il prof. Mario Cavallari preside della scuola, il rappresentante dell’Asur Sirio Rossetti, oltre al sottoscritto presidente dell’Ala.
Ora purtroppo possiamo constatare che è stata una vittoria di Pirro.
Ancora una volta, insomma, tanta delusione e tanto tempo perso per nulla.
Ma, come dice il proverbio, “CHI VIVRA’VEDRA’ i danni dell’amianto che sta causando nella nostra città.
Un’ultima annotazione sempre riguardo ai rischi amianto: a metà luglio l’assessore Ceresoni ha affermato che i lavori di bonifica all’ex Sacelit non sono terminati causa ritrovamento di manganese nelle acque sotterranee.
Allora, tramite la stampa, ho chiesto di sapere cosa in realtà cosa significa tutto ciò ? E’ una situazione sotto controllo oppure a rischio ? E soprattutto come si procederà per il futuro ?
Sinceramente sto ancora aspettando risposte a riguardo che, soprattutto, meritano di sapere i cittadini senigalliesi.
L’augurio è che, a distanza di 40 giorni, stavolta qualcuno si degnerà di fornire chiarimenti.

IN FEDE
Carlo Montanari

Senigallia, 26 agosto 2010

14 giugno 2010

Amianto in Via Cupetta: tutto tace!

Lo scorso 31 maggio ho documentato l’ennesima situazione a rischio amianto nella città di Senigallia.
Presso il cantiere di lavori per la terza corsia autostradale e per la complanare in via Cupetta, sono infatti state rinvenute nascoste tra cespugli e foglie, lastre in cemento amianto. Dopo la segnalazione all’Asur che – a sua volta – si era affrettata a dichiarare che era tutto monitorato, il sottoscritto aveva scattato delle fotografie dalle quali era evidente constatare che le lastre non sono state verniciate con l’apposita procedura contro i rischi da amianto. Inoltre, dopo essere state abbandonate, non sono state nemmeno protette con il cellophane.
Insomma una situazione pericolosa, aggravata dal fatto che, quel giorno, ha tirato fortemente vento e le fibre di amianto sono quasi certamente andate in dispersione nell’aria.
A distanza di due settimane, non è stato fatto praticamente nulla ! Quasi come se si volesse fare un dispetto al sottoscritto che segnala una situazione a dir poco allarmante.
Mi chiedo: ci vuole tanto ad imballare le lastre in cemento amianto di via Cupetta, con dei teli di plastica e sigillati affinchè non escano fibre delle lastre rotte ? E, di seguito, portarle in discarica speciale ? Si attende ancora l'ordinanza del sindaco a riguardo ? La cosa spiacevole è sempre la stessa. Tutto ciò che non si fa per evitare pericoli da amianto, determina rischi per la cittadinanza e per coloro che – incolpevolmente – si trovano a passare da quelle parti, rischiando di respirare fibre di amianto!
E’ probabile che le mie segnalazioni provochino soprattutto noie e fastidi. Problema principale, invece, è che l’amianto provoca morte. I tumori da amianto – secondo le statistiche – sono in continuo aumento. Solo dall’inizio dell’anno 2010, sono deceduti otto operai della ex Sacelit.
Anzi, a riguardo, torno a sollecitare di riprendere in esame l'epimediologia dei morti alla Sacelit, fermi dall'ASUR dal 1990. Sono trascorsi 20 anni ed ai 105 già individuati quanti se ne andranno ad aggiungere ?

Carlo Montanari
Senigallia, 14 giugno 2010


03 giugno 2010

Senigallia, interrogazione sulle condotte idriche in cemento amianto

Un’interrogazione scritta al Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi è stata presentata giovedì 3 giugno dal Consigliere e Capogruppo della Lista Partecipazione Roberto Mancini che sottolinea come le ricerche sull’amianto nelle condotte idriche per quanto non obbligatorie, dimostrerebbero una "encomiabile sensibilità circa la prevenzione sanitaria".

Ricerche eseguite fin dal 1998 - afferma Mancini - dalla ASL di Bologna e dall’ARPA dell’Emilia Romagna sul territorio di loro competenza: "perché nulla da noi è stato fatto a questo proposito dalle autorità amministrative e sanitarie o da chi gestisce il servizio, nonostante le sollecitazioni avanzate dal Presidente dell’ALA ed anche dal sottoscritto?Cosa si sta ancora aspettando per mettere in pratica una azione di cautela che in altri contesti è praticata da più di 10 anni?"

[...]

tratto da e continua su 60019.it

31 maggio 2010

Lastre di amianto in Via Cupetta - fibre disperse nell'aria: una situazione preoccupantissima!

Dopo le decine di segnalazioni durante i lavori di bonifica da amianto presso l’ex area Sacelit, nella giornata odierna (lunedì 31 maggio ndr) ho documentato l’ennesima situazione a rischio nella città di Senigallia.

Presso il cantiere di lavori per la terza corsia autostradale e per la complanare in via Cupetta, sono state rinvenute nascoste tra cespugli e foglie lastre in cemento amianto. A segnalare i ritrovamenti sono stati alcuni cittadini che, a loro volta, hanno determinato l’intervento dell’Asur, affrettatasi a dichiarare che è tutto monitorato !

Ma in realtà cosa è monitorato ? Basta osservare le fotografie scattate dal sottoscritto questa mattina per constatare che le lastre non sono state verniciate con l’apposita procedura contro i rischi da amianto. Inoltre, sono state abbandonate e non sono state nemmeno protette con il cellophane.

Insomma una situazione pericolosa, aggravata dal fatto che, nelle ultime ore, ha tirato fortemente vento. Le fibre di amianto sono quindi quasi certamente andate in dispersione nell’aria e questo fatto rappresenta una situazione di estremo rischio e gravità !

E’ addirittura possibile notare ad occhio nudo frammenti di lastre in cemento amianto sul ciglio della strada in via Cupetta.

Preoccupatissimo di questa situazione ho interpellato l’ispettore Asur di Senigallia Riccardo Tarsi che – telefonicamente – mi ha informato che il caso è stato posto all’attenzione delle autorità competenti per provvedere alla rimozione a norma di legge.

Spetta quindi ora al sindaco Maurizio Mangialardi, che mi auguro intervenga in tempi strettissimi, ad emanare apposita ordinanza per chiudere il prima possibile questa situazione di gravissimo rischio !

In attesa che tutto ciò si concretizzi, mi chiedo e giro la domanda al sindaco ed all’Amministrazione comunale: ma la ditta esecutrice dei lavori in questione non sa come comportarsi in caso di ritrovamento di amianto ? E soprattutto non ha un apposito piano di lavoro a riguardo ?

Garantisco che, a riguardo, esistono delle normative precise in materia mentre purtroppo, almeno dallo scorso 25 maggio, le lastre continuano a trovarsi in situazione di estremo rischio con altrettanti gravissimi rischi per i cittadini di Senigallia.

L’amianto nel corso degli anni ha ucciso centinaia di persone e, situazioni come quella di via Cupetta, non possono essere trascurate nemmeno un minuto di più di quanto sia stato fatto sinora.

Amianto significa morte e, gli organi competenti, in primis i vigili ambientali del Comune di Senigallia dovrebbero saperlo molto bene !

Il mio augurio è che tramite la stampa, almeno questa segnalazione possa concretizzarsi in positivo. Anche se, purtroppo, il rischio che sia già troppo tardi a causa della dispersione nell’aria delle fibre di amianto, è abbastanza elevato.

Carlo Montanari

Senigallia, 31 maggio 2010













13 maggio 2010

Ispettori ASUR a caccia di Eternit: il lavoro dell'ALA produce effetti!

Dopo ripetute sollecitazioni, apprendo oggi con piacere (giovedì 13 maggio) dalla stampa locale che, finalmente, si prendono in considerazione i rischi dell’amianto a Senigallia. In particolare si fa riferimento ad ispettori dell’Asur a caccia di eternit.

Le informazioni riguardo le questione, prendono spunto dal ritrovamento di lastre di eternit (Sacelit) a ridosso della scuola materna di Vallone. Situazione che il sottoscritto conosce molto bene.

In effetti, tale denuncia fu fatta in data 23 gennaio 2010 da parte dell’ALA, con lettera indirizzata al Responsabile del Dipartimento di Prevenzione Servizio Igiene e Sanità Pubblica della Zona Territoriale Asur 4, dott. Giovanni Fiorenzuolo. La denuncia, consegnata personalmente dal sottoscritto, fu protocollata al n.1517 dello stesso giorno, 23 gennaio 2010. Tale denuncia, venne inoltrata su richiesta di alcuni genitori di bambini che frequentano la scuola materna del Vallone. Sempre a riguardo del “caso”, tengo a precisare che mi sono recato sul posto ed ho effettuato delle foto che dimostravano lo stato di cattiva conservazione di lastre in cemento amianto, ed alcune rotte che ricoprono un fabbricato ubicato di fronte alla suddetta scuola.

Insomma uno dei tanti casi dei quali si è occupata l’ALA negli ultimi sei anni, segnalando in ogni circostanza a chi di dovere.

Mi farebbe piacere se la stampa sottolineasse questo impegno dell’ALA ed anche se interpellasse il dott. Fiorenzuolo per conoscere l’entità delle segnalazioni e delle denunce formulate dall’ALA, per capire la reale portata del problema a Senigallia.

Lo stesso Fiorenzuolo non avrà sicuramente problema ad ammettere quante volte il sottoscritto è stato “apostrofato di far lavorare moltissimo il Suo Ufficio” preposto al controllo di siti pericolosi con materiale in amianto a Senigallia e nel suo hinterland.

IL PRESIDENTE ALA
Carlo Montanari

Senigallia 13 maggio 2010

06 maggio 2010

Definito il nuovo organigramma dell'Associazione Lotta all'Amianto

E’ stato recentemente rinnovato l’organigramma dell’Ala, associazione lotta all’amianto che, nello specifico, è ora composto da:

SOCIO INCARICO EX DIPENDENTE
Carlo MONTANARIpresidenteSacelit / Italcementi
Giovanni GAROFOLINIvice presidenteCantiere navale
Elena DURAZZIsegretariafiglia ex dipendente Sacelit
Giancarlo DEL GOBBOtesoriere Sacelit / Italcementi
Claudio GRESTAconsigliereItalcementi
Dante BARUCCAconsigliereSacelit
Duilio BARUCCAconsigliereSacelit

Senigallia, 6 maggio 2010

03 maggio 2010

Ravenna - Amianto a cielo aperto

"A seguito di una segnalazione da parte di alcuni cittadini di Ravenna riguardante rifiuti pericolosi scaricati abusivamente in un terreno vicino ad abitazioni, a un campo da calcio e a un'hotel abbiamo verificato immediatamente. Sopra i sacchi c'era la scritta: "Amianto". Abbiamo chiamato la polizia, la polizia municipale, e l'ARPA, che sono arrivati subito sul luogo, i rifiuti si trovano li da un anno (così dicono gli anziani del centro adiacente la discarica)." Nik il nero e Andrea De Franceschi, consigliere regionale MoVimento 5 Stelle




da beppegrillo.it

Cancro al polmone causato dall'amianto: così è morto anche Giorgio Pierfederici

Mentre si continua a “chiacchierare” sui rischi della bonifica da amianto all’ex Sacelit di Senigallia, nel pomeriggio di domenica 2 maggio è deceduto presso l’ospedale di Senigallia un altro ex operaio. Si tratta di Giorgio Pierfederici, 76 anni, molti (troppi) dei quali vissuti a combattere un terribile male provocato proprio dall’amianto.

Solo dal 1 gennaio 2010, Giorgio Pierfederici è l’ottava vittima dell’AMIANTO KILLER. Nel suo specifico caso, la causa del decesso è proprio il “MESOTELIOMA” cancro al polmone da AMIANTO KILLER.

I funerali di Giorgio Pierfederici Giorgio saranno celebrati mercoledì 5 maggio alle ore 9 presso la chiesa del Portone (Santa Maria della Neve) a Senigallia.

L’Associazione Ala, a nome del presidente e con tutti i suoi componenti, partecipano al dolore della famiglia, distrutta da questa scomparsa, provocata nel tempo dai poteri forti e da coloro che hanno nascosto che l’amianto fosse una sostanza cancerogena.

L’ALA continuerà comunque a combattere affinchè la verità venga presto a galla. E per molti di coloro che per anni hanno nascosto la realtà dei fatti potrebbero essere grossi dolori, anche se mai parificati al dolore per la morte di un/a familiare o di un/a amico/a a causa dell’amianto.

IL PRESIDENTE ALA
Carlo Montanari

Senigallia, 3 maggio 2010

18 aprile 2010

Giornata mondiale delle vittime dell'amianto. Messa a Senigallia.

Lo scorso 28 gennaio 2005 a Porto Alegre (Brasile), nell’ambito del forum mondiale sull’amianto, è stato proposto dall’Abrea, associazione brasiliana degli esposti all’amianto, di definire una giornata mondiale nella quale richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravissimi danni alla salute che l’impiego dell’amianto ha prodotto e, purtroppo, continuerà ancora a produrre per molti anni.

All’unanimità il forum mondiale ha deciso di stabilire la data del 28 aprile di ogni anno e di invitare tutte le associazioni, i movimenti, le istituzioni ed i sindacati a far propria questa ricorrenza, ognuno con la propria sensibilità ed attraverso apposite iniziative.

L’A.L.A. associazione lotta all’amianto, si sente partecipe e, con l’occasione, invita coloro che vorranno partecipare ad una Santa Messa.

Celebrazione religiosa in memoria dei morti dall’amianto che si terrà mercoledì 28 aprile alle ore 18,30 presso la chiesa di Santa Maria Goretti di Senigallia.

Nonostante le numerose ricerche, a tutt’oggi è molto difficile quantificare il numero delle morti causate dall’amianto nel mondo. In ogni caso, di certo, l’ordine di grandezza può considerarsi vicino ai milioni piuttosto che alle centinaia di migliaia.

Ed ancora non è finita in buona parte del mondo dove, incredibilmente, l’amianto viene ancora prodotto, impiegato e manipolato.

Un problema mondiale che, purtroppo, a Senigallia non è mai stato preso nella giusta considerazione da parte di Amministrazione comunale e sindacati che, nonostante ripetute sollecitazioni dall’ALA, hanno spesso preferito porre la questione in secondo piano.

Un’ultima annotazione. Finalmente l’associazione ALA – dopo mesi e mesi di richieste senza risposta - ha ottenuto la possibilità di sistemare presso la camera mortuaria dell’ospedale di Senigallia una cassettina per la raccolta di offerte. Considerato lo scarsissimo aiuto del Comune per sostenere l’associazione (che ogni giorno fornisce consulenze e controlla cosa deve essere bonificato in città) le offerte rappresenteranno una forma di sostentamento vitale per l’ALA.

Carlo Montanari
Presidente A.L.A.

Senigallia, 18 aprile 2010

13 marzo 2010

Sesto compleanno per l'A.L.A.

Nonostante le tante “chiusure”, continueranno le battaglie per la salute dei cittadini
SESTO COMPLEANNO PER L’ALA
Il 15 marzo la ricorrenza dell’associazione per la lotta all’amianto 

Il 15 marzo ricorre una data importante per l’Associazione ALA lotta all’amianto ONLUS di Senigallia: l’anniversario del sesto anno di fondazione.

Nata da un suggerimento del dott. Massimo Marcellini (mio personale medico oncologico) che dopo il mio primo intervento di TUMORE da Amianto consigliò di costituire un’associazione rivolta al sociale e che si interessasse del problema amianto.

Infatti il 15 marzo 2004 ho istituito ufficialmente questa Associazione denominata ALA (Associazione lotta all’amianto) al fine di tutelare la salute pubblica, la bonifica, le leggi attuative per ottenere riconoscimenti pensionistici o di invalida INAIL e di informazione sul problema, purtroppo ai più sconosciuto.

Ma di questa carenza informativa, la cosa più grave emerge dopo che la Regione Marche ha legiferato un decreto nel 1997 in cui si dava modo ai Comuni della Regione Marche di poter effettuare un censimento ed una bonifica da amianto.

Considerando poi che nel Comune di Senigallia è stato presente uno stabilimento “SACELIT” che produceva materiali in cemento-amianto, la nostra città è stata quella maggiormente colpita dall’inquinamento prima con l’uso di tetti di tale materiale e di quan’taltro venisse usato in edilizia per la costruzione di fabbricati o capannoni in genere,e successivamente con la famosa bonifica dei due fabbricati Sacelit ed Italcementi eseguita a CIELO APERTO.

Raccontare tutta la storia sarebbe troppo lungo e tortuoso, ma pensare che a marzo 2010 sono ancora in corso opere di bonifica inerente le acque sotterranee alla SACELIT, lascia spazio a molte perplessità.

Io che sono stato il presidente per tutti questi anni posso vantarmi di aver contribuito nel mio piccolo a far si che l’Ufficio d’Igiene (Ente preposto alle bonifiche da amianto) eseguisse sopralluoghi di tante denunce prodotte e risultate poi positive per il loro risvolto di bonifica.

Recentemente ho denunciato una situazione pericolosa di un edificio con lastre in cemento-amianto vetuste e rotte adiacenti ad una scuola materna in località Vallone di Senigallia. A tale proposito solo dopo la mia segnalazione l’Ufficio del Dipartimento di Prevenzione-Servizio Igiene e Sanità Pubblica nella persona del dirigente dott. Fiorenzuolo mi rispondeva con una lettera (datata 04.03.2010 e pervenutami il 10 c.m.) nella quale con nota de prot. N°1717 del 26.01.2010 si richiedeva al Servizio Ambiente del Comune di Senigallia l’adozione, nei confronti dei proprietari dei manufatti con presenza di MCA, di una ordinanza con la quale prescrivere la messa in opera di idonei interventi di bonifica di cui al DM 06.09.94.

Di simili interventi ne potrei citare tanti, e altrettanti di conseguenza messi a norma. Allora mi domando ma cosa fanno I VIGILI AMBIENTALI del Comune di Senigallia e gli Ispettori dell’Ufficio di Igiene di Prevenzione di Senigallia?

Perché debbono aspettare sempre le mie giuste proteste?

Ma la cosa più dolente sono i morti - soltanto nei primi 70 giorni del 2010 - sono stati 7, e tutti a causa dell’amianto ingerito da ex dipendenti della Sacelit.

Inoltre vorrei aggiungere che l’esame epidemiologico fatto dall’ASUR è fermo al 1990 con 105 mortalità. E in questi succesivi 20 anni quanto si sono ammalati e quanti sono deceduti?

La prevenzione sarebbe la soluzione migliore non solo per gli ex dipendenti, ma personalmente ci includerei gli abitanti limitrofi alla bonifica della Sacelit eseguita a CIELO APERTO e perché no anche per gli abitanti che non si sentirebbero sicuri di stare bene in salute; infatti la fibra di amianto ingerita può incubarsi negli alveoli polmonari e non solo sino a 40 anni e poi improvvisamente espodere in TUTORE che ti porta alla morte certa.

Infine tengo a sottolineare che la nostra associazione è un sassolino che probabilmente dà fastidio sia all’Amministrazione comunale, sia agli Enti Sanitari che invece di gratificarmi, mi ricompensano con pochi euro e con un senso di fastidio.

Ma io finché VIVRO’ farò di tutto a chi si rivolgerà all’associazione ALA affinchè le situazioni critiche vengano sanate. E ovviamente - essendo VOLONTARIO – farò sempre tutto gratuitamente.

Carlo Montanari 
Senigallia, 13 marzo 2010

06 marzo 2010

Sacelit-Italcementi. Una storia italiana. Senigallia, documentario sulla tragedia

"Sacelit-Italcementi. Una storia italiana.Senigallia". E' il documentario storico del giovane regista Sergio Canneto in memoria della vicenda della Sacelit e dell'amianto.

Il documentario, realizzato da Sergio Canneto attraverso foto d'archivio ed interviste a cittadini comuni sulla memoria dell'esperienza Sacelit, è stato presentato in anteprima giovedì sera alla Piccola Fenice di Senigallia.

"Sacelit-Italcementi. Una storia italiana.Senigallia", è un documentario "che rappresenta la prima parte di un lavoro più ampio - sottolinea Schiavoni in rappresentanza della Mediateca delle Marche- che si estende a tutto il territorio italiano sulla rotta dell'amianto". "Il documentario del regista senigalliese -continua Schiavoni- è la prima tappa all'interno del progetto più complesso che rappresenta sia la riqualificazione del territorio per Senigallia sia un metodo di esempio per il futuro affinchè tutti riflettano e non dimentichino".

Stesso pensiero per il regista che annuncia: "Il documentario, nato dalla storia di una ragazza che ho incontrato 4-5 anni fa e che ha perso il padre, ex dipendente Sacelit, a causa della malattia provocata dall'inalazione dell'amianto, vuole essere una sorta di 'Memoria storica sulla Sacelit a Senigallia' e sui problemi che ha causato". Problemi che, secondo quanto appreso da Sergio Canneto dai ricordi delle persone intervistate, "sarebbero potuti essere evitati se chi ne era a conoscenza (e ne erano tanti all'epoca) avesse parlato e si fosse applicato per risolverli".

Accuse pesanti quindi che vengono allo scoperto soltanto oggi, grazie al documentario del giovane regista senigalliese che ha raccolto le testimonianze vive dei cittadini attraverso "ricordi, opinioni ed impressioni intrecciate- racconta il regista- a foto d'archivio ed impressioni sonore corredate da cartelle". Ma, "ciò che più stupisce e sconforta - sottolinea Sergio Canneto- dalle testimonianze è il fatto che tutti gli intervistati, pur avendo ricordi e pensieri diversi, hanno tutti lo stesso rammarico: gli ex dipendenti della Sacelit, sono ora quasi tutti morti".
"Un fatto questo che- secondo i testimoni- poteva essere evitato se avessero parlato in tempo, perchè tutti sapevano". Ora, commenta il regista senigalliese, "siamo fuori tempo. Il lavoro fatto dal Comune di Senigallia per la bonifica dell'Azienda è importante e significativo ma, purtroppo, è ormai tardi per molti".

Dunque, il documentario del regista senigalliese Sergio Canneto realizzato grazie alla produzione del Comune di Senigallia, Sogenus e Fortezza Costruzioni- proprietaria dell'area dell'ex Sacelit-deve costituire "un momento di riflessione ed una sorta di memoria storica per i posteri per non dimenticare"-aggiunge il regista al quale si unisce l'assessore Simone Ceresoni. Si parte quindi da Senigallia, città d'origine di Canneto della quale ha cercato 'la coscienza' per "scoprire dai diretti interessati, cittadini e due ex dipendenti, cosa è rimasto di quella tragedia -confessa Canneto- in cui sono state sacrificate tante vite senza che nessuno abbia mai pagato".

"Sacelit-Italcementi. Una storia italiana.Senigallia"-conclude Ceresoni- "è impostato per essere divulgato e per evitare che la città di Senigallia dimentichi quanto è accaduto".

da viveremarche.it

21 febbraio 2010

Un altro morto per amianto: Dario Barucca, ex operaio Sacelit

La scorsa notte, presso l’ospedale di Senigallia è deceduto un altro ex operaio della Sacelit di Senigallia. Si tratta di Dario Barucca, ennesima VITTIMA DELL’AMIANTO KILLER che in questo recente periodo sta mietendo morti a ripetizione. E purtroppo, come più volte ribadito dal sottoscritto, la curva salirà sino al 2020, anche se la cosa sembra non interessare più di tanto chi dovrebbe invece tutelarci dal rischio amianto a Senigallia.

Questa altra morte coinvolge in maniera anche più stretta l’associazione ALA, in quanto Dario Barucca era un consigliere fondatore sin dal 15 marzo 2004.

Persona buona ed umana come poche, anche lui colpito dall’amianto, che da anni lo costringeva ad uscire poco e per il quale era portatore di malattia professionale riconosciuta dall’INAIL.

I funerali di Dario Barucca saranno officiati lunedì 22 febbraio alle ore 15 presso la Chiesa di Santa Maria Goretti.

L’associazione ALA per nome del presidente Carlo Montanari e tutti i suoi componenti sia del direttivo che soci, si uniscono al dolore della famiglia.

A seguito di questa ennesima vittima dell’amianto, il sottoscritto è costretto per l’ennesima volta a far rimarcare quanto siano state lontane sia l’Amministrazione comunale che le istituzioni sanitarie e di Medicina Preventiva nei riguardi del problema che a Senigallia sembra un tabù.

Siamo molto indietro rispetto a tante altre città dove le Amministrazioni si sono impegnate per sollecitare gli organi regionali preposti per iniziare un censimento ed una prevenzione capillare in particolare sugli ex dipendenti Sacelit ancora vivi, la maggior parte dei quali purtroppo ammalati.

Ci era stato promesso un controllo capillare del dipartimento di prevenzione alla salute pubblica sin dal mese di settembre dello scorso anno. Ma ancora siamo lontani per via della burocrazia che passa sopra a tutto ed in questo caso alla salute di persone sfortunate per aver lavorato a contatto con l’amianto.

Amianto che si sapeva fosse cancerogeno sin dal 1960, ma non si doveva dire per “MOTIVI POLITICI”. Dichiarazioni uscite di bocca recentemente anche da parte di un ex dirigente della Asur.

Rinnovo, quindi l’impegno per la verifica di un censimento della città di Senigallia e di un sollecito controllo medico promesso da tempo.

Purtroppo nessun esponente di qualsiasi partito poltico della città – ad eccezione del consigliere comunale e candidato a sindaco prof. Roberto Mancini - ci sta dando una mano per poter affrontare questo delicato problema sanitario.

Con i morti non si risolvono i problemi: ed è ora di avere il coraggio di CHIEDERE SCUSA per quanti muoiono e continueranno a morire per colpa dell’amianto.

Senigallia, 21 febbraio 2010

Il Presidente ALA
Carlo Montanari